Tetti in cemento-amianto, Arpa Lombardia ha mappato il territorio con scanner iperspettrale

Effettuata nel 2007 su una fascia di territorio ad alta urbanizzazione, rappresentativa del 30% della popolazione, la prima mappatura aerea delle coperture di cemento-amianto in Lombardia si è basata sull’acquisizione di immagini con scanner iperspettrale. Nel 2012, dalla sovrapposizione modellistica delle immagini con quelle della banca dati di Agea, è emersa una riduzione del 27% di metri cubi.

Sino al 1994 da quando, in base alla L. 257/1992, sono state proibite l’estrazione, l’importazione, la produzione e la commercializzazione di materiali contenenti amianto, in Lombardia questo materiale è stato ampiamente utilizzato in edilizia sia  per impianti e rivestimenti isolanti all’interno degli edifici, sia per le coperture dei tetti, sotto forma di lastre di cemento-amianto.
Queste ultime rappresentano una frazione consistente del quantitativo di amianto presente sul territorio lombardo e la tecnologia del telerilevamento utilizzata da Arpa Lombardia ha permesso di realizzarne la mappatura con una precisione elevata.

La mappatura 2007
Secondo quanto previsto dal Piano regionale Amianto della Lombardia (PRAL) approvato nel 2005, Regione Lombardia ha  incaricato l’Agenzia di realizzare, nel 2007, la mappatura delle coperture in cemento-amianto mediante riprese aeree con lo scanner iperspettrale MIVIS (Multispectral Infrared and Visible Imaging Spectrometer) su alcune aree del territorio regionale, per una superficie totale di oltre 2000 Km2, scelte in base all’elevata antropizzazione e alla presenza diffusa di vecchi insediamenti industriali.
Le aree selezionate si estendono nelle province di Varese, Como, Milano, Monza-Brianza, Bergamo e Brescia e coinvolgono 321 Comuni.

Il rilevamento aereo con scanner iperspettrale
L’Osservazione della Terra è la disciplina che studia la superficie terrestre con sensori installati a bordo di satelliti, aerei, elicotteri o droni. Ogni materiale presente sulla Terra, come la vegetazione, l’acqua, le rocce, i suoli nudi, le coperture dei tetti, ecc., riflette la radiazione elettromagnetica proveniente dal Sole in una maniera specifica, denominata “firma spettrale”, che viene registrata con grande dettaglio dagli scanner iperspettrali.
Nel rilievo aereo eseguito nel 2007 in Lombardia la dimensione media del pixel (cioè l’unità minima di informazione dell’immagine) è di 3 metri per 3 metri e la classificazione dei materiali presenti nelle immagini ha restituito una mappa composta da oltre 25000 poligoni, in cui ciascun poligono identifica un tetto  costituito, con alta probabilità, da cemento-amianto.

Grazie al telerilevamento, nel 2008 Arpa ha potuto fornire a Regione Lombardia una mappatura dettagliata -. compatibile con la carta tecnica regionale in scala 1:10.000 – delle coperture in cemento-amianto presenti nelle quattro aree investigate ed una stima accurata, per ciascuno dei 321 Comuni interessati, delle superfici e dei volumi dei tetti con questa caratteristica. Il rapporto ha, inoltre, compreso le stime, ottenute per estrapolazione, dei volumi delle coperture in cemento-amianto presenti in tutte le provincie lombarde. Il volume complessivo stimato del cemento-amianto presente in Lombardia nel 2007, calcolato in base al coefficiente di conversione definito nel PRAL, pari a 30 m2/m3, ammontava a oltre 2,8 milioni di metri cubi.

L’aggiornamento della mappatura al 2012
Come previsto dalla Dgr IX/3913/2012, Arpa ha provveduto nel corso del 2013 all’aggiornamento della mappatura del 2007, tramite fotointerpretazione comparativa delle ortoimmagini del 2012. Per ciascuna copertura precedentemente mappata sono state segnalate le eventuali trasformazioni subite tra il 2007 e il 2012 e la loro tipologia: semplice bonifica, rimozione con contestuale installazione di pannelli fotovoltaici, completa demolizione dell’edificio.

Esempio dell’aggiornamento al 2012 della mappatura delle coperture realizzata nel 2007

Si è potuto così stimare che, nel 2012, il volume complessivo delle coperture in cemento-amianto ancora presenti in Lombardia ammontava a oltre 2 milioni di metri cubi e che la percentuale dei quantitativi rimossi dal 2007 al 2012 era circa il 27%. Di questa, l’8% è stato rimosso e sulle nuove coperture sono stati installati pannelli fotovoltaici; il 2% è stato rimosso contestualmente alla demolizione dell’edificio; il 17% presenta una variazione che è spiegabile con la semplice sostituzione della copertura; mentre una piccola percentuale di tetti, inferiore al 1%, sarebbe stata sottoposta a incapsulamento o sovra-copertura.

Tipologie di variazione subite dalle coperture in cemento-amianto dal 2007 al 2012 espresse in percentuale sui volumi

Rappresentazione dei risultati più rilevanti a livello comunale
Tutti i dati relativi alla mappatura effettuata, sono pubblicati sulla pagina dedicata del sito web di ARPA Lombardia.

Nello specifico, aggregando a livello comunale i dati della mappatura aggiornati al 2012, si è ottenuta una visione di sintesi delle variazioni avvenute dal 2007 per ognuno dei Comuni coperti dal rilevamento aereo.

Variazione complessiva a livello comunale delle coperture in cemento-amianto dal 2007 al 2012

È, inoltre, interessante notare il livello di installazione di pannelli fotovoltaici in correlazione alla rimozione delle coperture in cemento-amianto, come evidenziato nella seguente figura:

Altre attività in corso
Nell’ambito di una più ampia Convenzione stipulata nel 2016 fra Comune di Bergamo, Regione Lombardia, Arpa e Ats Bergamo, la mappatura delle coperture è stata ulteriormente aggiornata relativamente al territorio comunale di Bergamo, utilizzando le ortofoto comunali relative al 2014 e 2016.
Inoltre, nell’ambito del Progetto DRONI avviato da ARPA Lombardia nel 2016, che prevede la sperimentazione di utilizzi operativi dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) in svariati ambiti di monitoraggio ambientale, una delle attività è relativa a valutare la fattibilità di utilizzo dei SAPR per la verifica  dello stato di degrado delle coperture in cemento-amianto. La sperimentazione, prevista nei prossimi mesi, comporterà l’utilizzo di drone multirotore, con valutazioni sito-specifiche su coperture note con differente stato di degrado.

A cura di Dario Bellingeri e Enrico Zini (U.O. Ricerca, Innovazione, Integrazione delle Conoscenze, Direzione Tecnico-Scientifica ARPA Lombardia)

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