Un libro bianco sull’inquinamento acustico sottomarino

Nel documento, proposto da numerosi enti di ricerca, organizzazioni ed associazioni, fra cui alcune Arpa, è affermata la necessità di un coinvolgimento del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), nel monitoraggio del rumore antropico nei mari italiani.

Nel Libro bianco “Controllo e riduzione del rumore antropogenico nei Mari Italiani e mitigazione dei suoi effetti” si cerca di fare il punto sull’inquinamento acustico sottomarino e i suoi effetti sulla vita dei cetacei lungo le coste italiane, proponendo la realizzazione di piani organici e sinergici di ricerca e monitoraggio acustico dei nostri mari, la sostenibilità delle risorse economiche e ambientali e lo sviluppo di attività le cui dinamiche sono ancora solo parzialmente intuibili.

Il documento è diviso in quattro parti:

  1. Perché
  2. Come
  3. Quanto, dove e quando
  4. Opportunità e vantaggi per il Paese

Il Libro bianco è stato predisposto sulla base delle memorie presentate e dei contributi dei gruppi di ricerca coinvolti nel workshop “Il rumore antropico in mare e il suo impatto sui cetacei”, organizzato dall’Associazione Italiana di Acustica e dall’INFN ad aprile 2017 a Catania. A tale workshop hanno partecipato i principali enti di ricerca italiani nonché numerose organizzazioni – fra cui diverse Arpa – e associazioni che operano nel campo.

Riguardo al ruolo del SNPA, nel “Libro bianco” si legge, fra l’altro:

“In virtù delle Direttive Europee sul mare e sulla pianificazione dello spazio marittimo, le amministrazioni pubbliche, che si devono esprimere in maniera preventiva su nuove opere ed infrastrutture che si vogliono realizzare in mare (campi eolici, metanodotti e oleodotti, campagne di prospezione geofisica, sfruttamento minerario e petrolifero, eccetra), devono valutarne gli effetti
sulla fauna marina. Tale attività di valutazione preventiva necessita di linee guida non sempre disponibili o solo parzialmente adatte allo scopo, data la mancanza di conoscenze di base sulla reale diffusione e impatto del rumore sull’ambiente. Occorre quindi che il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale (SNPA) – nato a seguito della emanazione della legge 28 giugno 2016
n. 132, “Istituzione del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente e disciplina dell’Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale” – predisponga tali linee guida e sviluppi progetti di ricerca e sperimentazioni per mettere a punto e testare documenti di riferimento. A tale scopo sarà necessario considerare la risoluzione UNEP/CMS/COP12/Doc.24.2.2 “Marine Noise” recante indicazioni e linee guida per la valutazione d’impatto di attività generanti rumore in mare.

Altro settore fondamentale che accompagna quello dell’espressione di pareri preventivi vincolanti, è il monitoraggio ambientale per la definizione del Good Environmental Status e la verifica, attraverso controlli mirati, delle prescrizioni rese in sede autorizzativa. Tali attività, proprie del SNPA, devono trovare nello sviluppo e implementazione della Direttiva sulla Strategia Marina, coordinata dal Ministero dell’Ambiente, l’attuazione del piano di monitoraggio del rumore acustico.”

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