Un percorso condiviso per un Sistema autorevole e pienamente operativo

 

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La Summer School di AssoArpa è stata un’opportunità importante per acquisire – insieme a una rappresentanza significativa dei principali interlocutori istituzionali e ai portatori di interesse – la consapevolezza della complessità e della delicatezza
 del percorso di attuazione della legge 132/2016 che istituisce il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale (Snpa).
 L’articolo di Giuseppe Bortone, direttore generale di Arpae Emilia-Romagna pubblicato sul nuovo numero di Ecoscienza. 

Si è svolto a Cagliari, il 29 e 30 settembre scorsi, uno degli eventi previsti dalla Summer School di AssoArpa, che con opportuno tempismo ha affrontato e ha saputo proporsi come sede per l’avvio del percorso di costruzione condiviso del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente Snpa. Un obiettivo ambizioso per acquisire, insieme a una rappresentanza significativa dei principali interlocutori istituzionali e ai portatori di interesse, la consapevolezza della complessità e della delicatezza
 del percorso di attuazione della legge 132/2016, che prevede già dal 14 gennaio 2017 la piena operatività del sistema.

La piena operatività del sistema Ispra/ Arpa/Appa dovrà rappresentare un fondamentale servizio pubblico per il paese e dovrà assicurare in maniera integrata
 la conoscenza e il controllo ambientale,
 le azioni necessarie per accompagnare la sostenibilità dello sviluppo economico e sociale del paese, il supporto ai processi dei decisori politici nazionali e locali.
La legge affronta e offre chiavi di 
lettura per risolvere la disarmonia e disomogeneità derivante da oltre venti anni di legge 61/94, esperienza che ha reso meno sistematico e quindi meno incisivo il lavoro delle Agenzie in un quadro di livello nazionale.
 Il valore aggiunto è il rafforzamento del sistema in termini di autorevolezza e terzietà, la creazione di un vero sistema federale equilibrato, il cui baricentro
 non è Ispra ma il Consiglio del sistema nazionale. 
Il nuovo assetto consentirà di operare realizzando sinergie (applicazione dei Lepta, rete nazionale dei laboratori) e di conferire ai dati delle Agenzie il carattere di fonte ufficiale del paese.

La percezione di tutti è che, sebbene la legge 132/2016 rappresenti una svolta importante e un punto fermo necessario, non possa essere considerata un punto
di arrivo, ma la partenza di un percorso lungo e impegnativo.
 L’impianto complessivo è infatti considerato positivamente da tutte le prospettive ed espressione di interesse. Si deve però notare che le disposizioni della norma che trovano immediata applicazione purtroppo non sono molte in quanto l’operatività di diversi precetti è subordinata all’emanazione di futuri provvedimenti attuativi.

Sarebbe stato invece auspicabile un 
testo maggiormente self executing,
 in grado di individuare, ad esempio, quali disposizioni della vecchia legge 61/1994 dovessero ritenersi abrogate per incompatibilità. Il timing e l’agenda degli impegni e degli atti e regolamenti da adottare diventa quindi impegnativo.
È necessario agire con determinazione e compattezza, altrimenti il rischio è che dopo otto lunghi anni di gestazione, il progetto non prenda consistenza e perda il vigore conquistato con l’approvazione della legge.

Cagliari ha il merito di averci restituito l’impegno incondizionato di tutti: del ministero dell’Ambiente, dei parlamentari, di una compagine ricompattata e rinvigorita delle Agenzie e di Ispra. Occorre avviare subito con gruppi di lavoro integrati l’elaborazione delle bozze dei decreti, atti e regolamenti necessari nella tempistica prevista dalla legge. Il Consiglio federale di Ispra si è già espresso nel frattempo in tal senso.
 Ma oltre a questo, è necessario lavorare per la definizione di alcuni aspetti fondamentali per il successo del percorso.
Tra tutti, la definizione di uno spirito identitario, del senso e dell’orgoglio di appartenenza dei vari attori al sistema, che è nazionale, ma che mantiene e mette in valore le sue specificità e radici territoriali.

Il sistema deve saper coniugare la predisposizione tipica delle Agenzie regionali alla gestione, al controllo, alla vigilanza e all’amministrazione attiva, con la capacità di indirizzo strategico e sviluppo, innovazione e ricerca di Ispra.
Questo è il percorso che da Cagliari si è deciso di far partire, che deve 
passare da processi di comunicazione e partecipazione di tutti i componenti e delle “persone” che ne fanno parte, ma anche dall’individuazione di sistemi efficaci di governance rappresentativa.
 In questo, il coinvolgimento delle Regioni diventa fondamentale per vari aspetti, sia quelli attinenti al percorso
di approvazione dei decreti e dei regolamenti necessari all’attuazione della legge, sia per la coerenza del percorso di modifica delle leggi regionali, ma forse soprattutto per il loro coinvolgimento e condivisione dell’azione e dello sviluppo del Sistema nazionale.
 Anche questo credo possa essere considerato un importante risultato della Summer School di Cagliari, l’impegno delle Regioni ad avviare al più presto un percorso di coordinamento sul Snpa, con il pieno coinvolgimento della presidenza di Ispra e del sistema delle Agenzie.
Ovviamente anche AssoArpa non è esente dalla necessità di riassestare 
il proprio ruolo per rendere l’attività dell’associazione pienamente compatibile e proattiva rispetto la funzione centrale del Consiglio del Sistema nazionale.

Giuseppe Bortone, direttore generale Arpae Emilia-Romagna

 

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