Un’analisi della comunicazione online “autoprodotta” dalle Agenzie per la protezione dell’ambiente

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Nel corso un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale dell’università di Roma La Sapienza(1),  è stato svolto un lavoro di analisi della comunicazione online “autoprodotta” dalle Agenzie regionali (e provinciali) per la protezione dell’ambiente. Gli aspetti analizzati sono quelli più di frequente presi in esame dalle ricerche in materia.

Alle pubbliche amministrazioni, come è noto, viene sempre più richiesta la capacità di «raccontare se stesse». È un’esigenza che è stata abbondantemente consacrata nel nostro ordinamento giuridico, seppure con interventi legislativi di stampo diverso: su tutti, la legge 150 del 2000, incentrata sulle professionalità della comunicazione, e il decreto legislativo 33 del 2013, pensato invece in un’ottica di trasparenza e prevenzione della corruzione.

D’altronde, come concordano tutti gli studiosi di pubblica amministrazione, la propensione a comunicare è fondamentale se si vuole ammodernare il sistema istituzionale, nella prospettiva di orientarlo sempre più alla soddisfazione dei bisogni dei cittadini, intesi anche come utenti dei servizi pubblici.
Da questo punto di vista, il peso crescente assegnato in Italia alle Regioni ha aperto, negli ultimi decenni, delle promettenti prospettive. Più vicine, almeno di un gradino, ai propri cittadini, le Regioni sono davvero più inclini delle amministrazioni statali a comunicare sé stesse e le proprie attività? Negli ultimi anni numerose ricerche sono state dedicate nel nostro paese a questo tema, con riferimento non solo agli enti regionali ma anche agli enti territoriali nel loro complesso. Tutti, o quasi, questi studi hanno preso in esame la comunicazione delle pubbliche amministrazioni attraverso le tecnologie digitali di rete.
Cioè, innanzitutto, attraverso i siti web istituzionali, i periodici diffusi online, i social media, gli sportelli telematici e simili. Indubbiamente, sono proprio le potenzialità offerte da questi strumenti ad aver fatto espandere, negli ultimi decenni, la comunicazione «autoprodotta» dal sistema istituzionale, per utilizzare una terminologia frequente negli studi di settore.

Nel corso un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di comunicazione e ricerca sociale dell’università di Roma La Sapienza,  abbiamo svolto un lavoro di analisi della comunicazione online «autoprodotta» dalle Agenzie regionali (e provinciali) per la protezione dell’ambiente.

Gli aspetti analizzati sono quelli più di frequente presi in esame dalle ricerche in materia. Innanzitutto, si è valutato quanto i siti web istituzionali delle agenzie rispettino la normativa in tema di trasparenza, accessibilità e usabilità; peraltro per questi aspetti specifici sono disponibili sul web diversi software che assegnano automaticamente dei punteggi.

In seconda battuta, si sono prese in esame dimensioni  più tipicamente comunicative e informative, utilizzando indicatori in grado di valutare il valore dei contenuti offerti, in termini di incidenza sull’opinione pubblica e sul sistema mediatico: si è focalizzato lo sguardo sulla frequenza di pubblicazione di comunicati e notizie sull’attività degli enti, sulla quantità di dati diffusi attraverso il web e su quante volte i siti istituzionali delle agenzie risultano citati da altri siti (una caratteristica, quest’ultima, che può essere considerata idonea a connotare una fonte informativa influente).

Infine, si è provato ad analizzare la propensione delle Arpa/Appa  a instaurare canali di dialogo e relazione con gli utenti, facendo leva sui social media o su strumenti telematici a disposizione degli Uffici relazioni con il pubblico. I risultati hanno evidenziato nodi problematici già sottolineati ampiamente dagli studi sulla comunicazione delle pubbliche amministrazioni italiane. In primis, si è riscontrato un approccio alla comunicazione connotato da una certa rigidità burocratica. In linea generale, le Agenzie sono diligenti nell’applicare le norme che impongono alle pubbliche amministrazioni obblighi precisi di pubblicazione sul web (la prima dimensione considerata).

Invece, quando si tratta di sviluppare contenuti più conformi ai canoni della comunicazione in rete e del sistema mediatico, si registra un profilo abbastanza prudente da parte di questo settore istituzionale. Si percepisce, insomma, l’ansia di mettersi in regola sul piano giuridico, mentre l’obiettivo di informare i cittadini e di suscitare il loro interesse può passare, nella prassi, in secondo piano. E’ il segno, anche, che le professionalità della comunicazione non sempre sono adeguatamente valorizzate, in questo come in altri comparti della Pa.

Un altro tema ricorrente, già noto agli studiosi che si occupano di comunicazione istituzionale, riguarda invece gli squilibri territoriali che si registrano nel nostro paese, con alcune regioni, prevalentemente situate nel Centro-Nord Italia, in cui le istituzioni sembrano più abituate a comunicare direttamente con i cittadini e a utilizzare, ad esempio, gli strumenti del web 2.0. Il nostro lavoro ha evidenziato una posizione di leadership per le agenzie di Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, sia per quanto riguarda lo sviluppo dei contenuti, che per quanto riguarda il dialogo con gli utenti attraverso l’Urp e i social media.

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La tabella pubblicata a margine riguarda solo uno degli indicatori utilizzati, che intende misurare quanto è influente un sito web in base ai link di soggetti esterni che lo segnalano.

La seconda parte di questa ricerca propone invece un’analisi del contenuto delle cronache giornalistiche che raccontano le questioni ambientali. Due le regioni scelte, Campania e Toscana, e tre le testate giornalistiche cartacee considerate: Il Mattino, Repubblica e il Corriere della Sera (con l’allegato locale, il Corriere del Mezzogiorno) in Campania; La Nazione, Repubblica e il Corriere della Sera (con il Corriere fiorentino) in Toscana.

Impossibile in questa sede esporre i risultati di questo studio: in estrema sintesi, emerge un’attitudine, da parte dei media toscani, a raccontare le crisi ambientali locali in maniera più equilibrata, meno drammatica, utilizzando un lessico più preciso e analitico, in confronto alla narrazione tracciata dalla stampa in Campania.

(1) Dottorato di ricerca di Luigi Mosca (lu.mosca@gmail.com)