Una tesi sugli effetti del clima su salute e consumi energetici a Torino

Arpa Piemonte, nell’ambito di una tesi in economia ambientale dell’Università degli Studi di Torino, ha cercato di capire quali possano essere gli effetti di un clima che cambia sulla salute umana e sui consumi energetici nella città di Torino, con particolare riferimento alle ondate di caldo.

Secondo quanto dichiarato dall’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile e molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti, oltre ad essere talmente veloci da mettere a rischio la capacità di adattamento degli esseri viventi.

Arpa Piemonte, nell’ambito di una tesi in economia ambientale dell’Università degli Studi di Torino, ha cercato di capire quali possano essere gli effetti di un clima che cambia sulla salute umana e sui consumi energetici nella città di Torino, con particolare riferimento alle ondate di caldo, che sembrano colpire sempre più frequentemente la città metropolitana nel periodo compreso tra la metà di maggio e la metà di settembre.

È vero che le ondate di caldo colpiscono più frequentemente la città di Torino negli ultimi anni rispetto al passato?”. Effettivamente a partire dal XXI secolo le temperature estreme sono state più elevate e i periodi caratterizzati da caldo estremo più frequenti, con una correlazione statisticamente significativa con l’eccesso di mortalità e con i consumi energetici.

Andamento del numero di ondate di caldo, della lunghezza del periodo di caldo e del numero complessivo di giorni di ondata di caldo dal 1951 al 2016

Come cambieranno le condizioni di caldo, mortalità e consumi sulla città nel futuro?”. A questa domanda si è cercato di rispondere con solo qualitativamente, ma quantitativamente mediante l’applicazione di dati previsionali estrapolati da un modello climatico ad alta risoluzione fornito dal Centro euroMediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), relativi a due scenari emissivi ipotizzati fino alla fine del XXI secolo: RCP4.5 e RCP8.5.
I risultati fanno riflettere. Verso la metà del XXI secolo si prevede, secondo lo scenario RCP4.5, un numero più che raddoppiato delle ondate di caldo nel periodo 2011-2040 e un aumento superiore a quattro volte nel successivo trentennio (2041-2070), mentre una stabilizzazione verso la fine del secolo (lo scenario RCP 4.5 prevede, infatti, la stabilizzazione delle emissioni di CO2). Il numero di giorni in ondata, ovvero la durata di un’ondata di caldo, aumenta, invece, quasi di quattro volte già nel periodo 2011-2040 e circa di otto volte nel successivo periodo. Più pessimistico lo scenario RCP8.5, per il quale il trend di aumento riguarda anche il trentennio successivo al 2070.

Andamento del numero di ondate di caldo, della lunghezza del periodo di caldo e del numero complessivo di giorni di ondata di caldo nei trentenni 2011-2040, 2041-2070 e 2071-2100.
A sinistra lo scenario RCP4.5, a destra lo scenario RCP8.5

Le conseguenze del caldo sulla salute seguono un trend simile e sembrano diventare disastrose nel corso del secolo. A parità di condizioni socio-economiche, non considerate nell’analisi (invecchiamento e numerosità della popolazione più fragile, adozione di misure di mitigazione degli impatti, condizioni abitative ecc.), secondo lo scenario RCP4.5 nel periodo compreso tra il 2041-2070 l’eccesso medio di mortalità aumenterà del 117% rispetto al periodo 2011-2040, e tra il 2071 e il 2100 l’aumento stimato sarà del + 170% rispetto al periodo attuale. Secondo lo scenario RCP 8.5 queste percentuali assumono valori impressionanti e, rispettivamente, pari al +203% e +427%.

Andamento dell’eccesso di mortalità con medie trentennali nei trentenni
2011-2040, 2041-2070 e 2071-2100.
A sinistra lo scenario RCP4.5, a destra lo scenario RCP8.5

Conseguenze del trend positivo del caldo sulla città si avranno anche nel settore socio-economico. Infatti, utilizzando lo scenario RCP4.5, la percentuale di giorni in cui il carico massimo di energia supera i 400 MW, valore che rappresenta già un eccesso significativo rispetto ai consumi medi odierni, sarà del 26% nel periodo 2011-2040, del 44% nel periodo 2041-2070, e 48% nel periodo 2071-2100.

Percentuale di giorni in cui il carico massimo di energia supera i 400 MW nei trentenni 2011-2040, 2041-2070 e 2071-2100 secondo lo scenario RCP4.5

Questo studio mette bene in evidenza come le grandi città necessitino di un piano di adattamento al cambiamento climatico che sappia affrontare le sfide di un clima futuro sempre più ostile se rapportato allo stile di vita odierno.

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