Variante di valico, l’esperienza di Arpae come supporto tecnico all’Osservatorio ambientale

Anche per l’infrastruttura “Variante di valico” del tratto autostradale Bologna-Firenze è stato istituito fin dalla cantierizzazione un Osservatorio ambientale con funzioni di “garante” del rispetto di accordi siglati dalle parti. Arpae Emilia-Romagna, a supporto tecnico dell’Osservatorio, ha svolto molteplici attività di monitoraggio e controllo sull’ambiente idrico, rumore, vibrazioni e qualità dell’aria.

Arpae Emilia-Romagna è impegnata dal 2003 nella verifica degli impatti ambientali relativamente all’attuazione dell’intervento di potenziamento del tratto autostradale Bologna-Firenze (A1 Variante di valico) nel territorio dell’Emilia-Romagna. La Variante di valico ha una lunghezza complessiva di 59 km fra Sasso Marconi e Barberino di Mugello e nel territorio emiliano interessa i comuni di Sasso Marconi, Monzuno, Grizzana Morandi, Marzabotto, S. Benedetto Val di Sambro e Castiglione dei Pepoli.
Dei 59 km complessivi, 32 sono in nuova sede, mentre nel tratto iniziale (km 20 tra Sasso Marconi e Rioveggio) e in quello finale (km 7 tra Aglio e Barberino) è stato effettuato un ampliamento a tre corsie dell’attuale tracciato.
I lavori hanno interessato 10 lotti, ognuno realizzato da appaltatori diversi e con proprie specifiche tempistiche.

Come per altre infrastrutture di trasporto, anche sulla Variante di valico è stato istituito nel 2002 un Osservatorio ambientale, con funzioni di “garante” del rispetto di accordi siglati dalle parti. L’ Osservatorio ha avuto la necessità di avvalersi di una struttura di supporto tecnico per tutta la durata dei lavori di realizzazione della Variante, che è stata individuata nell’Arpae e regolamentata mediante una convenzione con Autostrade, nella quale sono riportati gli indirizzi che hanno caratterizzato le attività di supporto e in generale i compiti dell’Agenzia.
Arpae ha fornito supporto tecnico (SUT) relativamente ai seguenti ambiti:

  1. ambiente idrico superficiale
  2. rumore
  3. vibrazioni in termini di disturbo alle persone
  4. inquinamento atmosferico

    Le principali attività di Arpae hanno riguardato:

  • verifica dei report relativi ai piani di monitoraggio e confronto dei dati con valori pregressi e derivanti da altre fonti
  • perfezionamento e ottimizzazione dei piani di monitoraggio, con l’individuazione delle necessità/opportunità di integrazioni, potenziamenti, modifiche nei punti di analisi e nella tipologia dei rilievi, in base a quanto emerso durante i monitoraggi
  • eventuale attivazione di campagne integrative di monitoraggio in occasione del verificarsi di eventi accidentali o di situazioni di emergenza ambientale, ove segnalati dall’analisi dei trend dei dati acquisiti o su segnalazioni di enti/cittadini;
  • esecuzione di sopralluoghi sui cantieri e nelle aree limitrofe per le verifiche delle condizioni ambientali e l’individuazione di eventuali criticità.

Un particolare impegno e rilievo è stato dedicato alla fase di analisi critica del piano di monitoraggio ambientale delle diverse matrici e al successivo controllo della corretta esecuzione del monitoraggio imposto all’esecutore dell’opera. Infatti sono state previste verifiche in merito a:

  • modalità con cui sono stati effettuati le misure e i prelievi dei campioni
  • attendibilità dei dati forniti.

Sul piano strettamente organizzativo, è stato individuato un gruppo di lavoro costituito da professionalità specialistiche (4 laureati) idonee a presidiare le diverse componenti ambientali interessate.
Durante le fasi di realizzazione dell’opera sono stati effettuati numerosi sopralluoghi sia presso i cantieri sia presso i ricettori ambientali impattati.
Le principali criticità ambientali dovuti alla cantierizzazione di grandi infrastrutture stradali riguardano: inquinamento acustico, in alcuni casi anche notturno; inquinamento atmosferico, legato sia al trasporto di materiali di scavo sia alle emissioni degli impianti di betonaggio e alle opere di scavo e demolizione; inquinamento dei corpi idrici con possibili effetti turbativi sulla qualità delle acque in relazione ai diversi usi (potabilizzazione, approvvigionamento ecc.) e alla vita acquatica.

Di seguito, in sintesi, le attività effettuate sulle matrici ambientali di competenza e i principali impatti rilevati.

Acque superficiali
Il recettore più sensibile è risultato il torrente Setta, il cui corso d’acqua è confinante con il percorso della nuova Variante e le sue acque sono tutelate per specifica destinazione d’uso, sia per la vita dei pesci, sia per la potabilizzazione, in quanto rappresentano la maggiore fonte di approvvigionamento per la città di Bologna e i comuni limitrofi. Arpae, nella sua funzione di supporto tecnico, ha valutato i risultati relativi al monitoraggio chimico-fisico, microbiologico e biologico dei macroinvertebrati (IBE) delle acque del torrente Setta e dei suoi affluenti (torrente Sambro, torrente Brasimone, rio Sparvo).
In generale la situazione ambientale del torrente Setta, in relazione alla cantierizzazione, non ha subito significative variazioni di qualità chimico/fisica. Si sono verificati solo episodi puntuali di aumenti di concentrazioni di torbidità e variazioni di PH, rientrati in breve tempo nella normalità.

Inquinamento atmosferico
Relativamente alla componente “atmosfera”, l’impatto principale sulla popolazione e sull’ambiente interessato dai lavori ha riguardato principalmente la generazione di polveri; la loro presenza a livello locale (aree di cantiere, depositi, viabilità ordinaria) ha richiesto provvedimenti cautelativi e/o di definire soluzioni mitigative. Si è concentrata in particolare l’attenzione sulla ri-sospensione del materiale particolato dovuto al continuo sollevamento del pulviscolo dal suolo dovuto al transito dei veicoli, che ha giocato un ruolo non indifferente nella distribuzione dei metalli rilevati sulle polveri PM10 monitorate.

Rumore e vibrazioni
Le attività hanno riguardato l’analisi degli impatti dei cantieri operativi dei diversi lotti, presso i quali sono stati svolti numerosi sopralluoghi e campagne di monitoraggio con misure a campione in contraddittorio con il proponente. Inoltre grande attenzione è stata rivolta all’esame e alla valutazione degli studi acustici, nei quali sono state individuate le misure di mitigazione (barriere) necessarie per il contenimento dell’impatto acustico dell’infrastruttura. In fase di esercizio le attività si sono invece concentrate sull’analisi degli esiti dei monitoraggi realizzati a seguito dell’apertura al traffico dell’infrastruttura. I risultati dei rilievi hanno mostrato alcune situazioni di criticità, principalmente legate all’emissione acustica causata dal passaggio di mezzi pesanti in corrispondenza dei giunti dei viadotti.

Per quanto riguarda la componente vibrazioni, la finalità dei monitoraggi eseguiti dal proponente è stata quella di valutare il disturbo alla popolazione, in particolare presso quei ricettori situati in prossimità della viabilità di servizio percorsa dai mezzi pesanti; i rilievi non hanno messo in evidenza particolari criticità.

A cura di Simona Coli, Stefano Curcio
Servizio Sistemi ambientali, Arpae Sezione di Bologna

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