Verso una rete nazionale di laboratori accreditati

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In un Sistema nascente come Snpa, quale futuro si prospetta per i laboratori accreditati? Il gruppo di lavoro 42 sta provando a immaginare i diversi scenari, e a proporre le soluzioni più idonee per una realtà molto variegata e altrettanto imprescindibile.

La maggior parte delle attività di controllo e monitoraggio ambientale in capo alle Agenzie si fonda sulla disponibilità di dati analitici di laboratorio. Tali dati devono risultare quindi certi e affidabili, nonché sostenibili di fronte a qualunque istanza di contestazione potenzialmente emergente.

Affinché un laboratorio operi fornendo risultati con le caratteristiche necessarie, diversi requisiti di sistema e/o di metodiche devono essere garantiti: sensibilità, robustezza, selettività, recupero, linearità, incertezza, ripetibilità…

Questi e molti altri fattori, tenuti sotto controllo dai laboratori stessi, vengono valutati, ad esempio, nelle fasi di verifica ispettiva che le strutture analitiche periodicamente sostengono per “meritarsi” e mantenere il marchio di Accredia ai sensi della norma ISO 17025. Accredia è infatti l’ente unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano, ossia “…l’unico ente riconosciuto in Italia ad attestare che gli organismi di certificazione e ispezione, i laboratori di prova, anche per la sicurezza alimentare, e quelli di taratura abbiano le competenze per valutare la conformità dei prodotti, dei processi e dei sistemi agli standard di riferimento”.

Fra i vari gruppi di lavoro che il Sistema nazionale di protezione ambientale ha previsto e attivato in vista del prossimo 14 gennaio, data in cui entrerà in vigore la legge 132/2016, il Gruppo 42 si sta occupando proprio del futuro delle attività analitiche e della nascente rete nazionale dei laboratori accreditati: l’obiettivo è gettare le basi per un sistema nazionale di eccellenza, capace di soddisfare le esigenze dei territori e delle norme, garantendo nel contempo la maggiore uniformità di azione possibile.

La realtà delle varie Agenzie è piuttosto variegata: talune non hanno ancora conseguito l’accreditamento, negli altri casi i laboratori hanno nel tempo conseguito tipologie di accreditamento differenziate a seconda delle esigenze locali e specifiche su base regionale. Nel panorama complessivo grande rilievo stanno assumendo gli iter analitici dedicati all’analisi dei nuovi inquinanti emergenti, le cui determinazioni richiedono apparecchiature estremamente sofisticate e molto costose nonché tecnici con particolare esperienza nella gestione operativa. Auspicabilmente tali tecnologie dovrebbero consentire condivisione di azione, a beneficio e supporto del sistema complessivo, senza eccessivo aggravio economico diffuso per la voci da destinare alle nuove acquisizioni.

Alcune domande sorgono spontanee: in un’ottica di sistema: ha ancora senso accreditare tutti su tutto oppure accreditare tutti le stesse metodiche? E quali sono le analisi da accentrare nei laboratori più specializzati su tematiche specifiche? Come si potranno individuare percorsi per razionalizzare, omogeneizzare e migliorare la qualità del servizio reso dai laboratori delle Agenzie?

Il Gdl 42, coordinato da Pierluisa Dellavedova di Arpa Lombardia e composto dagli esperti dei laboratori di varie agenzie e di Ispra, sta cercando di ipotizzare alcuni futuri scenari utili a fornire almeno alcune di queste risposte. Il Gruppo appena possibile interverrà proprio nella nostra newsletter per illustrare brevemente le conclusioni dei lavori che verranno proposte al Consiglio Federale.

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