WSP, dal Piemonte un possibile modello nazionale

Il progetto Sperimentazione del modello dei Wsp per la valutazione e gestione del rischio nella filiera delle acque destinate al consumo umano, coordinato da Arpa Piemonte, ha coinvolto anche il Veneto e l’Emilia-Romagna. Dal progetto le prime linee guida per l’applicazione del modello Water safety plan in Italia.

Il modello WSP (Water Safety Plan), promosso dall’Oms, richiede una valutazione preventiva dei punti critici nella filiera della distribuzione dell’acqua potabile – secondo l’impostazione dei protocolli Haccp (Hazard-Analysis and Critical Control Points) –, tramite una stretta collaborazione tra le autorità sanitarie preposte ai controlli e alla sorveglianza e gli operatori pubblici e privati nel settore dei servizi idrici, considerando anche la necessità di garantire al cittadino un’informazione corretta e trasparente.

Il progetto ha permesso di sperimentare sul territorio di tre regioni italiane il modello dei WSPs, in due Asl del Piemonte (Torino e Asti, Asl TO5 e Asl AT), con un ente gestore coinvolto (Smat), in Veneto (Aulss 6 Vicenza) e in Emilia-Romagna (Asl Modena). Nell’ambito del progetto, l’Istituto superiore di sanità ha svolto funzione di supervisione scientifica e di redazione delle linee guida italiane.

Leggi l’articolo di Ennio Cadum, Barbara Lorusso (Apra Piemonte), versione integrale in Ecoscienza 6/2016 (pdf)

Altre risorse su WSP in Ecoscienza 6/2016

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