Acustica nelle scuole altoatesine: più di mille misure negli ultimi dieci anni

Dal 2009, con l’emanazione delle direttive per l’edilizia scolastica, La Provincia di Bolzano ha definito le condizioni acustiche che vanno garantite per l’insegnamento nelle scuole altoatesine. Da allora l’Appa Bolzano ha effettuato più di 1000 misure dei tempi di riverberazione.

“La qualità acustica nelle scuole altoatesine è un tema di cui, come Agenzia, ci occupiamo ormai da diversi anni”, afferma Luca Verdi, direttore del Laboratorio di chimica fisica dell’Appa Bolzano. “Ad oggi abbiamo misurato ormai più di un migliaio di ambienti scolastici e abbiamo potuto constatare che con una seria progettazione è possibile ottenere una buona qualità acustica nelle scuole. Il tema è estremamente interessante in quanto una buona qualità acustica è determinante per l’efficacia dell’apprendimento, ancora di più se l’insegnamento è veicolato in un’altra lingua, come in Alto Adige, dove tale aspetto è molto rilevante”.
Condizioni acustiche non ottimali rendono, infatti, la comunicazione verbale difficoltosa e riducono l’intelligibilità delle parole, con conseguente calo nell’apprendimento, difficoltà di concentrazione nonché problemi nell’elaborazione delle parole. Una buona comprensione verbale si raggiunge riducendo il tempo di riverberazione, la rumorosità presente, migliorando il rapporto segnale/rumore e garantendo una distanza minima e contatto visivo tra alunno/a e insegnante.

“A livello nazionale – continua Luca Verdi – è in corso l’aggiornamento della normativa per il raggiungimento nelle aule didattiche delle condizioni acustiche ottimali. L’Associazione Italiana di Acustica AIA ha contribuito in maniera determinante, pubblicando le Linee guida per una corretta progettazione acustica di ambienti scolastici. Attualmente in sede UNI i ricercatori stanno aggiornando i tempi di riverberazione e gli altri descrittori acustici secondo quello che comunemente viene chiamato “lo stato di buona tecnica” o “lo stato dell’arte” praticato nelle scuole dei paesi europei e stanno riscrivendo la norma UNI 11532:2014 [1] , la cui Parte 1, la UNI 11532-1:2018 [2], è già uscita”.

“A livello provinciale – spiega Richard Oberkalmsteiner, ispettore tecnico nel Laboratorio di chimica fisica – la Provincia autonoma di Bolzano ha inserito nelle Direttive per l’edilizia scolastica [3], emanate nel 2009, la norma DIN 18041 della Germania [4] [5], come norma di riferimento, nella quale sono definiti i tempi di riverberazione ottimali richiesti (TSoll). Tale norma prevede tempi di riverberazione diversi per l’insegnamento a normo-udenti e per l’insegnamento inclusivo a bambini con problemi d’udito”.
Una buona qualità acustica è, infatti, ancora più importante se nell’ambiente scolastico sono presenti bambini con difficoltà di attenzione o bambini con problemi di udito, avendo essi necessità di una migliore chiarezza comunicativa.
Le direttive per l’edilizia scolastica trovano applicazione nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni.

Misura del tempo di riverberazione in un’aula scolastica, effettuata da un tecnico dell’Appa Bolzano, con il metodo del rumore impulsivo (Foto: Appa Bolzano/GNews).

La Provincia autonoma di Bolzano ha stabilito inoltre nel 2013, con l’Accordo di Programma in favore dei soggetti portatori di handicaps [6], che le scuole devono soddisfare le condizioni acustiche previste dalle direttive scolastiche (insegnamento inclusivo) nel momento in cui un bambino con problemi di udito entra nell’asilo nido, nella scuola dell’infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria.
Di regola, per tutte le scuole in cui è previsto l’inserimento scolastico di un bambino/a con problemi d’udito, l’Appa Bolzano effettua le misurazioni delle condizioni acustiche nell’anno scolastico precedente all’anno d’inserimento nella scuola, in modo che i risanamenti acustici necessari possano essere portati a termine in tempo.

Esempio di un’aula scolastica risanata dal punto di vista acustico dalla falegnameria del Comune di Bolzano, attraverso l’applicazione di pannelli fonoassorbenti a soffitto e a parete (Foto: Appa Bolzano/GNews).

Nel grafico sottostante sono riportate situazioni misurate dall’Appa Bolzano prima dell’inserimento nella scuola di un bambino/a con problemi di udito.

Per poter rappresentare tanti risultati in un unico grafico, nella figura sono stati riportati i tempi di riverberazione misurati come valore medio da 250Hz a 2.0kHz, sebbene la norma DIN 18041:2016-03 preveda la verifica su tutto l’intervallo di frequenza da 125 Hz a 4.0 kHz, come illustrato nella figura che segue.

Risultati:
Semplificando molto e tenendo conto della tolleranza di T/TSoll di ±20% si può affermare quanto segue:
– i tempi di riverberazione delle aule didattiche che stanno sotto la curva verde per i volumi da 30 m³ a 500 m³ sono idonei per l’insegnamento/comunicazione inclusivo, quindi per bambini con problemi di udito;
– i tempi di riverberazione delle palestre che stanno sotto la curva tratteggiata grigia superiore per i volumi da 200 m³ a 30.000 m³ rispettano quanto richiesto per sport, educazione fisica, per normo-udenti.

Tolleranza in frequenza sul rapporto T/TSoll per A4 insegnamento/ comunicazione inclusiva in condizione di ambiente occupato (norma DIN 18041: 2016-03 da 125 Hz a 4.000 Hz).
È definita una tolleranza del 20% sul rapporto T/TSoll nell’intervallo da 250 Hz a 2.000 Hz. Queste condizioni sono rappresentate nella figura sottostante riportando 4 misure in 4 aule didattiche diverse.

Solo l’aula didattica verde e l’aula didattica nera sono idonee per l’insegnamento ad un bambino con problemi di udito.

Tempi di riverberazione più corti, previsti dalla norma DIN 18041:2016-03 [5] , sono richiesti non solo per allievi con problemi di udito ma anche per coloro il cui apprendimento avviene in una lingua diversa dalla madrelingua, per quelli che necessitano di una maggiore intelligibilità del parlato, che hanno difficoltà di concentrazione, con ADHD e per quelli descritti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. “Nel caso di avvio di lavori di ristrutturazione generica e/o di risanamento energetico nelle scuole, è necessario pianificare anche gli eventuali miglioramenti acustici per le aule scolastiche, come previsto dalle direttive per l’edilizia scolastica”, sottolinea Luca Verdi.

Negli ultimi dieci anni l’Appa Bolzano ha effettuato ca. 1.000 misurazioni dei tempi di riverberazione in aule didattiche, ca. 100 misurazioni in locali movimento nelle scuole dell’infanzia e nelle palestre delle scuole, in refettori scolastici, atri e corridoi ed in spazi didattici a pianta aperta.

Per mettere in risalto l’importanza dell’acustica nelle scuole, in particolare nei confronti dei bambini con problemi di udito, l’Appa Bolzano ha realizzato un video dal titolo “Acustica nelle scuole e problemi d’udito“, in cui vengono intervistate tutte le figure che, in Provincia di Bolzano, sono coinvolte nella rete di supporto alle famiglie di bambini con deficit uditivi.


GNews Production, su incarico dell’Appa Bolzano
Versione del video in lingua tedesca

“Informare e sensibilizzare le scuole e gli enti locali sui vantaggi di una buona acustica nelle aule scolastiche e sulla normativa provinciale in materia di acustica è per l’Appa Bolzano di fondamentale importanza”, sottolinea Luca Verdi. “I risanamenti acustici delle aule scolastiche, se integrati nei lavori di ristrutturazione generici dell’edificio oppure nei lavori di risanamento energetico, possono essere realizzati spendendo molto di meno, rispetto ad un risanamento acustico effettuato in un secondo momento, ad opera già terminata”.

Esempio di risanamento acustico delle aule didattiche nel sottotetto di una scuola primaria realizzato contemporaneamente alla coibentazione termica del tetto (Foto: Appa Bolzano).

L’interesse del mondo scientifico per questi dati ha fatto sì che gli esperti dell’Appa Bolzano hanno avuto occasione di presentare alcuni lavori effettuati a congressi nazionali AIA, ARPA e ultimamente anche al congresso europeo Euronoise 2018.


Riferimenti normativi
:

  • [1] UNI 11532:2014
    Acustica in edilizia – Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati
  • [2] UNI 11532-1:2018
    Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati – Metodi di progettazione e tecniche di valutazione – Parte 1 – Requisiti generali
  • [3] Direttive per l’edilizia scolastica
    Decreto del Presidente della Provincia 23 febbraio 2009, n. 10 “Regolamento di cui all’articolo 10 della legge provinciale 21 luglio 1977, n. 21, “Direttive per l’edilizia scolastica”, Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige n. 15/I-II, 07/04/2009
  • [4] DIN 18041:2004-05
    „Hörsamkeit in kleinen bis mittelgroßen Räumen”
  • [5] DIN 18041:2016-03
    „Hörsamkeit in Räumen: Anforderungen, Empfehlungen und Hinweise für die Planung“
  • [6] Accordo di Programma in favore dei soggetti portatori di handicaps
    Deliberazione della Giunta Provinciale del 15 luglio 2013 n. 1056, “Accordo di programma ai sensi dell’art. 21/sexies della legge provinciale 30 giugno 1983, n. 20, e successive modifiche (Nuove provvidenze in favore dei soggetti portatori di handicaps)”, Bollettino Ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige n. 30/I-II, 23/07/2013 (Download)

(NaF)

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