Agenda 2030: l’Italia non può perdere questa occasione

Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria, su Micron richiama l’attenzione sull’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, di cui l’economia circolare è un aspetto fondamentale.

Una comunità di 150 Stati in ambito Nazioni Unite ha approvato nel 2015 l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, per contribuire allo sviluppo globale, promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente perseguendo 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs).

In sintesi, attraverso tali Obiettivi si intende:

  1. sconfiggere la povertà in tutte le sue forme, ovunque;
  2. sconfiggere la fame, garantire la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile;
  3. garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età;
  4. garantire a tutti un’istruzione inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità;
  5. raggiungere la parità di genere attraverso l’emancipazione delle donne e delle ragazze;
  6. garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari;
  7. assicurare la disponibilità di servizi da energia rinnovabile accessibili, affidabili, sostenibili e moderni per tutti;
  8. promuovere una crescita economica sostenibile, occupazione piena, lavoro dignitoso per tutti;
  9. costruire infrastrutture solide, promuovere l’industrializzazione sostenibile e l’innovazione;
  10. ridurre le disuguaglianze all’interno e tra i paesi;
  11. creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi;
  12. garantire utilizzo responsabile delle risorse e  modelli di consumo e produzione sostenibili;
  13. adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze;
  14. utilizzare in modo sostenibile e conservare gli oceani, i mari e le risorse marine;
  15. proteggere e promuovere l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi terrestri, dalle foreste al contrasto alla desertificazione, bloccare il degrado del suolo la perdita di biodiversità;
  16. promuovere pace e giustizia, rafforzarne strumenti di attuazione e partnership globale;
  17. rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.

Il World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) ha di recente verificato la percezione della sfida rappresentata dagli SDGs  da parte della ‘Business Community’:
– il 78% delle aziende la percepiscono come opportunità strategica per rafforzare catena del valore e competitività;
– al momento, l’agenda SDG è prevalentemente in capo all’ufficio del CEO ed alle strutture aziendali ‘Sostenibilità’ e ‘Comunicazione’, per cui occorre integrarla nelle altre funzioni strategiche;
– il 62% delle imprese identifica come priorità SDG 13 (Climate Action); in Europa e nella regione Asia Pacific l’area focale è SDG 12 (Responsible Consumption and Production) , mentre in Nord- e Sud-America lo è SDG 8 (Decent Work and Economic Growth). Solo il 10% delle imprese pone attenzione a SDG 14 (Life Below Water);
– emergono barriere nell’articolare operativamente la strategia in azienda, per cui è richiesta molta chiarezza nelle politiche pubbliche e nelle azioni regolatorie conseguenti;
– nei prossimi anni le imprese si danno come priorità il rafforzamento del ‘Reporting’ interno circa la progressione dei risultati nel perseguimento dei SDGs e della gestione dei rischi operativi e regolatori connessi.

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