AMBIENTE URBANO – Le novità dell’edizione 2016

Con l’edizione 2016, il rapporto nazionale “Qualità dell’ambiente urbano” prosegue, senza soluzione di continuità, il percorso iniziato 12 anni fa e proseguito fino a oggi con l’obiettivo di rendere disponibile un’informazione ambientale solida e condivisa sulla qualità dell’ambiente nelle aree dove più si concentra la popolazione: le città.

Grazie all‘analisi estesa ai 116 capoluoghi di provincia, quest’anno si raggiunge l’obiettivo, previsto nel 2009 dal protocollo d’intesa Ispra/Arpa/Appa, di descrivere un insieme di città rappresentativo di oltre 18 milioni di persone, pari al 30% della popolazione italiana.

Il contesto ambientale presentato dal rapporto è un importante riferimento per tutto il territorio nazionale e per il diritto delle persone ad essere esposte a una buona qualità dell’aria, a fruire di aree verdi pubbliche, accessibili e sicure, a vivere in una realtà dove la mobilità attiva non è un rischio ed è per tutti, a potersi bagnare nelle acque interne e costiere del proprio territorio, a sapere garantito lo svolgimento dei servizi eco-sistemici del suolo e della natura. Persone per le quali è un diritto avere accesso a una corretta informazione ambientale, grazie alla quale possono apprezzare il livello di qualità ambientale della realtà nella quale vivono e lavorano, valutare le differenze fra una città e un’altra e spiegare il perché delle diversità.

Il lavoro è realizzato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa), costituito da Ispra e dalle Arpa/Appa, e istituito con la legge 132/2016, che entrerà in vigore il 14 gennaio 2017. Il Snpa è costituito da 21 Agenzie regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano e dall’Ispra e, in materia ambientale, ha il dovere di rispondere alle esigenze conoscitive dei cittadini e degli amministratori locali producendo un’informazione ambientale consolidata, condivisa e accessibile. È obiettivo del Sistema diventare sempre di più per cittadini, decisori e per gli altri stakeholders un soggetto autorevole le cui analisi e valutazioni vengono considerate un riferimento certo.
L’obiettivo che il Sistema si pone è particolarmente ambizioso e, soprattutto ora che esso è stato formalmente costituito, la dimostrazione delle sue capacità di produrre e “leggere” in maniera integrata e armonizzata i dati che derivano dalle attività di monitoraggio e controllo dei territori è quanto mai urgente. C’è infatti una crescente domanda, dai decisori locali, dai tecnici e dai cittadini, di un’informazione sempre più efficace e tempestiva.

Per l’edizione 2016 del rapporto è stata con forte determinazione perseguita l’elaborazione e l’analisi delle informazioni derivanti dai monitoraggi e dai controlli svolti dalle Agenzie regionali e delle Province autonome soprattutto nei capoluoghi di Regione per poter valutare la qualità delle più importanti matrici ambientali. In modo particolare sono stati messi a punto alcuni indicatori significativi relativi al tema Acque, che nelle precedenti edizioni del Rapporto non erano stati adeguatamente rappresentati. La qualità delle acque superficiali in termini di stato chimico e stato ecologico anticipa i contenuti del rapporto di Sistema sulla qualità delle acque per tutto il territorio nazionale di prossima pubblicazione. Sempre in tema di qualità delle acque vengono presentati i risultati dei monitoraggi sulle acque di balneazione relativi alla stagione balneare appena conclusa per le città costiere capoluogo di regione e, per quanto riguarda la presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, vengono qui rappresentati per la prima volta i dati per le città capoluogo di Provincia.

I risultati dei monitoraggi della qualità dell’aria riferiti all’anno 2015 e, per il PM10 e per l’O3, rispettivamente, ai primi sei mesi del 2016 e alla stagione estiva 2016, rappresentano il più rilevante risultato intermedio nel percorso che il Sistema sta compiendo per realizzare l’obiettivo di fornire le informazioni sull’inquinamento dell’aria, in maniera armonizzata, con la tempestività dovuta. Per il tema Suolo, agli indicatori su consumo di suolo e sprawl urbano si sono aggiunti i dati relativi alla popolazione e ai beni culturali esposti al rischio di frane e alluvioni e il numero di cantieri aperti contro il dissesto idrologico e geologico e l’erosione costiera.

Complementare al tema Suolo è quello delle Infrastrutture verdi che esplicano le proprie funzioni in termini di servizi eco-sistemici proprio là dove il consumo di suolo ha lasciato spazio: quantità di verde pubblico, siti Natura 2000, presenza di strumenti di gestione e pianificazione del verde comunale si accompagnano agli indicatori sull’agricoltura urbana che mostrano in maniera sempre più evidente come l’urbanizzazione diffusa si realizzi a svantaggio dei territori agricoli urbani e peri-urbani che, oltre a svolgere funzioni ecologiche e paesaggistiche fondamentali, sono anche il luogo di elezione per la produzione di cibo per le aree urbane in un’ottica di filiera corta.

Anche con riferimento agli agenti fisici, in particolar modo ai campi elettromagnetici determinati dalle installazioni per telefonia mobile, l’impegno del Sistema ha consentito che il Rapporto di quest’anno vedesse un importante incremento delle informazioni, aggiornate al luglio 2016, per i 116 capoluoghi di Provincia.

Il rapporto non si limita all’identificazione dei livelli di qualità e, come già evidenziato nelle edizioni precedenti, affronta con sistematicità l’analisi di strumenti e azioni che principalmente i decision maker mettono in campo per il risanamento ambientale. Gli strumenti di pianificazione a scala locale, il repertorio delle buone pratiche ambientali, gli strumenti volontari e la comunicazione ambientale a opera delle amministrazioni locali mettono in luce le capacità dei decisori di affrontare le sfide che il nuovo millennio pone ma anche le criticità di un governo del territorio che con risorse economiche limitate deve operare tra emergenze concorrenti per puntare a soddisfare con sempre maggiore efficacia le esigenze della cittadinanza.

Con altrettanta forte determinazione, il Sistema si è indirizzato verso le nuove tecnologie di condivisione dell’informazione e di interoperabilità dei dati avviando il processo di adeguamento dei dati presenti nella banca dati Aree urbane (www.areeurbane.isprambiente.it), da sempre “open” e quindi di libera consultazione e da molti anni fruibile anche dalla comunità internazionale perché disponibile anche in lingua inglese, ai formati Linked Open Data per garantire la piena utilizzazione anche in ambito transnazionale delle informazioni ambientali per le città italiane.

Al XII rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano, edizione 2016, si affianca il focus “Inquinamento atmosferico nelle aree urbane ed effetti sulla salute”. Il focus di quest’anno è stato anch’esso fortemente voluto dal Sistema per rispondere ai bisogni conoscitivi delle amministrazioni comunali, di cui Anci si è fatta tramite, su una materia cruciale che ogni inverno sale all’onore delle cronache e impone misure emergenziali di gestione degli episodi acuti di inquinamento. Il Focus oltre ad approfondire sulla base della più significativa letteratura tecnica e scientifica la fenomenologia dell’inquinamento dell’aria e le principali sorgenti emissive, fa il punto sui risultati della ricerca in merito agli effetti sulla salute dovuti all’esposizione all’inquinamento atmosferico mettendo in evidenza il ruolo e le attività che negli ultimi dieci anni i componenti del Sistema in particolare hanno svolto. Il Focus punta anche a sottolineare l’importanza della comunicazione sull’inquinamento dell’aria e sugli effetti sulla salute sia per quanto attiene gli aspetti metodologici che le strategie comunicative.

E proprio in tema di strategie comunicative, il Snpa ha scelto di avviare una nuova strategia di comunicazione del Sistema, identificando un insieme particolarmente significativo in termini di criticità ambientale di temi e indicatori per le venti città capoluogo di regione (più Bolzano). A questo scopo gli apparati tecnici del Sistema hanno lavorato in sinergia e in sincronia con gli apparati della comunicazione per una più immediata lettura dei livelli di qualità ambientale delle aree più antropizzate del paese.

A cura di Silvia Brini

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