Dal 21 novembre 2018 AmbienteInforma è visibile su www.snpambiente.it

Da oggi, 21 novembre 2018, è on-line il sito Web del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente all’indirizzo www.snpambiente.it, che costituisce il punto di accesso unitario a tutte le informazioni prodotte dal sistema Ispra-Arpa-Appa.

Tutte le notizie di AmbienteInforma sinora pubblicate (circa 2.800) organizzate per le singole categorie (le notizie che d’ora in poi usciranno saranno automaticamente collocate in queste sezioni) sono disponibili sul nuovo sito.

Questo blog è quindi integrato nel nuovo sito Web, non sarà più aggiornato e, fra qualche mese, verrà chiuso.

E’ comunque sempre possibile accedere anche alla raccolta di tutti i numeri del notiziario usciti sinora.

L’Urp Arpat in un video

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico ARPAT ogni anno risponde alle richieste di circa 6.000 cittadini toscani e non solo. Con un video appena pubblicato guida i cittadini ad usufruire, anche in autonomia, dei diversi servizi offerti.

A seguito dell’approvazione della legge 150 del 2000, ARPAT ha costituito un Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), organizzato dal 2008 “a rete”, con diversi operatori che condividono la gestione del numero verde e della posta elettronica, quali principali strumenti di relazione con gli utenti esterni.

ARPAT considera il lavoro dell’URP una componente fondamentale dell’attività di comunicazione e informazione dell’Agenzia, nell’interesse della collettività.

La creazione dell’URP “a rete” richiede da subito di:

  • raccogliere e catalogare le richieste di informazioni in una banca dati al fine di profilare l’utenza e i suoi principali bisogni informativi,
  • definire le modalità operative di gestione dei rapporti con il pubblico, nel rispetto del sistema di gestione ISO 9001,
  • rendere omogenee le risposte ai cittadini attraverso specifici strumenti informativi: le Faq (risposte a domande frequenti) che nascono dai quesiti dei cittadini; gli opuscoli “Chi fa cosa in Toscana”, caratterizzati da un breve testo e da un’ infografica, che forniscono le prime informazioni e orientano il cittadino verso l’ente a cui rivolgersi in caso di specifici problemi; le “Schede informative” per approfondimenti, sempre divulgativi, sui singoli temi ambientali.

Nonostante che si ritenga utile mettere a disposizione dei cittadini servizi fruibili online, rimane sempre importante il contatto diretto con gli operatori.

Per questo oggi l’URP di ARPAT svolge il suo servizio attraverso la casella di posta elettronica urp@arpat.toscana.it ed il numero verde 800 800 400, attivo per 36 ore settimanali (dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00 e dal lunedì al giovedì anche dalle 14,00 alle 18,00), per circa 1.800 ore annue complessive di servizio al pubblico, rispondendo ad una media di 24 utenti al giorno, circa 6.000/anno.

Per chi vuole approfondire:

Una strana causa intentata da 21 cittadini USA sulla politica del clima

Pietro Greco su Micron parla della causa civile che sta per aprirsi presso una corte federale a Eugene, nell’Oregon, Stati Uniti, intentata da 21 cittadini americani contro l’Amministrazione di Washington colpevole di compromettere il futuro di vecchie e nuove generazioni con la sua politica del clima.

Quei 21 cittadini che hanno portato alla sbarra l’Amministrazione sono giovani, che pongono il problema del patto intergenerazionale: noi abbiamo il dovere di restituire ai nostri figli e nipoti il pianeta così come lo abbiamo ricevuto dai nostri padri e nonni.

Per quanto possibile. Questo è un cardine del diritto ecologico sancito in diverse assise delle Nazioni Unite, a partire dalla Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo (UNCED) tenuta a Rio de Janeiro nel 1992. Ma che qualcuno chiami un tribunale (civile) a decidere se un governo ha una precisa responsabilità a rispettare questo diritto, beh questo non è usuale.

Leggi l’articolo su Micron >

 

Il monitoraggio per la valutazione dei potenziali effetti dei dragaggi sull’ecosistema marino costiero

Il 28 e 29 novembre si svolgerà presso la Camera di Commercio di Livorno il seminario dal titolo “Il monitoraggio per la valutazione dei potenziali effetti dei dragaggi sull’ecosistema marino costiero. Criteri, strumenti e tecnologie a supporto”. L’evento è organizzato da ISPRA nell’ambito delle attività del Progetto SEDRIPORT, finanziato dal programma INTERREG Italia-Francia Marittimo 2014-2020.

Il workshop, incentrato sugli strumenti tecnico operativi necessari per la predisposizione e realizzazione delle attività di monitoraggio per la movimentazione dei sedimenti portuali, vedrà la partecipazione delle Autorità di Sistema Portuale, che sempre più manifestano l’esigenza di una corretta pianificazione delle operazioni di dragaggio, nonché degli Enti di controllo e della Comunità Scientifica, il cui ruolo è fornire, attraverso linee guida e manuali operativi, gli strumenti tecnico-scientifici per il controllo di eventuali fenomeni di dispersione dei sedimenti e diffusione di inquinanti, in un’ottica di protezione delle acque portuali e delle matrici ambientali potenzialmente coinvolte.

La sessione del 28 novembre sarà organizzata in collaborazione con l’8° edizione delle Giornate di Studio “Ricerca e applicazione di metodologie ecotossicologiche”, che si svolgerà nei giorni precedenti. Nel corso del pomeriggio verranno trattati alcuni casi studio relativi al ruolo dell’ecotossicologia nel monitoraggio degli ambienti marini e di transizione e presentati esempi di gestione integrata dei sedimenti.

I lavori proseguiranno la mattina del 29 novembre e spazieranno dalla normativa di settore, agli approfondimenti metodologici a cura di rappresentanti delle Università, del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale e di società di dragaggio.

La partecipazione alle due sessioni del 28 e del 29 novembre è gratuita previa registrazione.

Per eventuali informazioni si prega di contattare la segreteria organizzativa: simona.macchia@isprambiente.it
mariaelena.piccione@isprambiente.it

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Programma

Scheda di registrazione 28 novembre

Scheda di registrazione 29 novembre

Serr 2018: l’Appa Bolzano partecipa con due azioni

In occasione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr), in programma in tutta Europa dal 17 al 25 novembre, l’Appa Bolzano partecipa all’evento con due proprie iniziative: uno spot radio e un video su YouTube.

Focus della settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2018 è “Prevenire, gestire e ridurre i rifiuti pericolosi”. Per rifiuto pericoloso si intende un rifiuto che al suo interno contiene proprietà nocive per l’ambiente: tali sostanze si possono trovare in molti prodotti in ambiente domestico quali cosmetici, batterie, vernici, pesticidi, lampadine e rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche RAEE. Questi rifiuti rappresentano più di altri un rischio per l’ambiente e la salute umana. Per sensibilizzare I cittadini ad uno smaltimento corretto dei rifiuti pericolosi domestici, quali le batterie, l’Appa Bolzano ha realizzato uno spot radiofonico che può essere ascoltato anche sul canale ufficiale Soundcloud della Provincia di Bolzano.

Consumare consapevolmente, smaltire correttamente! Per il bene del nostro ambiente!


Spot radiofonico realizzato da BCool-Comunicare-Oltre Bolzano, su incarico dell’Appa Bolzano (immagine: focus tematico 2018, prevenzione dei rifiuti pericolosi, www.ewwr.eu/it/communication )

Dalla riduzione dei rifiuti al risanamento delle discariche. L’Appa Bolzano attenta ad una gestione dei rifiuti complessiva e sostenibile.


Video realizzato da GNews su incarico dell’Appa Bolzano

Maggiori informazioni sul risanamento delle discariche in Alto Adige:

Educazione ambientale e alla sostenibilità, il percorso in atto nel Sistema nazionale di protezione dell’ambiente

Il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) partecipa con Regioni e Ministeri e altri enti alla conferenza nazionale per il rilancio delle reti nazionale e regionali Infeas (Cagliari, 22-23 novembre 2018). Pronta la brochure “Educazione ambientale in Snpa”. In gennaio è previsto un confronto con gli stakeholder e un seminario interno per il personale delle strutture dedicate all’educazione alla sostenibilità.

L’educazione ambientale e alla sostenibilità (Eas) nelle agenzie per l’ambiente e in Ispra è stata sviluppata fin dalla loro istituzione negli ultimi venti anni, seppure in modo diversificato e non sempre continuativo. Un patrimonio di esperienza e competenze fatto di progetti realizzati nel tempo, di funzioni e servizi educativi, comunicativi e partecipativi attivati in raccordo con la mission delle agenzie che ha oggi l’opportunità di consolidarsi e implementarsi.

Per la prima volta l’educazione ambientale è una delle funzioni istituzionali del Sistema nazionale protezione ambientale (art. 3 comma g della L 132/2016) e può pertanto contribuire a valorizzare e connettere il sapere scientifico esperto che producono le agenzie ambientali e Ispra completando la filiera: dalla rilevazione dei dati, alla produzione di informazioni, al coinvolgimento attivo di giovani e adulti nelle politiche di sostenibilità.

Dal 2017 in Snpa è attivo un Gruppo di lavoro che ha lo scopo di definire, organizzare e sviluppare  la specificità della funzione educazione ambientale nell’ambito della strategia complessiva di Sistema; a tale scopo è stata avviata una ricognizione delle azioni già intraprese, delle metodologie, degli strumenti e delle risorse umane dedicate.
Nel Programma Snpa 2018/2020 c’è una apposita sezione dedicata all’educazione ambientale – nell’ambito del Tavolo tecnico V (Tic V) che comprende Reporting e sistemi informativi ambientali, comunicazione, educazione e formazione  – che attiva un’azione sinergica comune.

Le strategie del Snpa hanno dunque un chiaro indirizzo che consentirà alle agenzie ambientali e a Ispra in rete tra loro di implementare la nuova funzione dell’educazione ambientale e di svolgere un ruolo importante nel sistema nazionale dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.

La consapevolezza è quella di avere molta strada da percorrere, ma al tempo stesso di essere un attore di un più ampio sistema (Infeas) parte di una organizzazione solida (Snpa con le 21 agenzie ambientali e Ispra), con grandi competenze tecnico scientifiche, operativa in tutto il territorio nazionale.

In base a quanto premesso il sistema delle agenzie ambientali parteciperà alla Conferenza nazionale dell’educazione ambientale voluta da Regioni e Ministeri che si terrà a Cagliari il 22 e 23 novembre 2018.

In occasione della Conferenza di Cagliari e del prossimo seminario interno a Snpa (16 e 17 gennaio 2019) sull’educazione ambientale, il GdL Eas del Sistema nazionale protezione ambientale ha prodotto una brochure disponibile qui.

Paolo Tamburini
Coordinatore Eas/Snpa

La brochure Educazione ambientale in Snpa

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Scarica il programma della Conferenza nazionale di Cagliari 

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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Il Comitato unico di garanzia Ispra celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite, con una mattinata di riflessione sul tema che si terrà il 21 novembre.

L’evento, attraverso un dibattito accompagnato da un percorso di lettura partecipato del “Comitato di lettura Ispra 25 novembre”, vedrà l’intervento della scrittrice Tea Ranno, di Fabrizio D’Alessandri – fondatore del Gruppo Leggo letteratura contemporanea, di Laura Moschini – Università Roma Tre, GIO – Osservatorio interuniversitario studi di genere e di Matteo Villanova, Università Roma Tre, OLTREEE – Osservatorio laboratorio tutela rispetto emozionale età evolutiva.

CUG-Ispra

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Arpa Marche è su Twitter!

“Fare “rete” è uno degli obiettivi attorno al quale è nato e sta crescendo tutto il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale. Una rete che, se sul fronte interno intende agire a garanzia e armonizzazione dei servizi e delle prestazioni sull’intero territorio nazionale, non può ignorare la necessità di relazione, autorevole ma snella e diretta al tempo stesso, con il mondo esterno”.

Il nuovo direttore generale Giancarlo Marchetti ha così commentato l’apertura dell’account Twitter di ARPA Marche, sottolineando quanto sia importante oggi, specie nella protezione dell’ambiente, aprire canali diretti con i cittadini, le associazioni, le istituzioni così da informare gli stakeholders per coinvolgerli e renderli consapevoli delle questioni ambientali auspicando confronti costruttivi e non conflittuali.

Al primo tweet dell’Agenzia ha subito risposto lo stesso SNPA, che ha voluto dare il benvenuto ai colleghi rilanciando il suo “L’ #ambiente si fa sempre più #social!”.

Oltre al sito web istituzionale (www.arpa.marche.it), ARPAM aggiunge dunque da oggi anche il canale Twitter (@ArpaMarche) per informare gli utenti sulla propria attività, i risultati conseguiti e, più in generale, per diffondere informazioni e notizie di carattere ambientale, nella consapevolezza di come i social media siano ormai diventati uno strumento indispensabile per la comunicazione utilizzato sempre più spesso, in particolare per la sua vocazione alla tempestività, quale prima fonte di informazioni.

Gli account Twitter del Snpa:

In Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo

ISPRA fa il punto sul clima e fornisce una sintesi di dati su piogge e venti che nel mese di ottobre hanno colpito il nostro Paese.

La stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media in Italia, stando ai dati aggiornati fino al mese di ottobre compreso, configura il 2018 come l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati dall’Ispra, cioè almeno dal 1961 (+1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990). In base a studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto, si può affermare che in Italia l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa. Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata sempre nettamente superiore al valore normale ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo; i mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 °C.

Nel quadro globale di mutamento climatico, nel mese di ottobre l’Italia è stata teatro di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno investito tutta l’Italia e che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio del nostro Paese. In particolare, il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania. Negli ultimi giorni del mese, un’ondata di maltempo più estesa e violenta ha investito tutta l’Italia da nord a sud.

L’elemento che ha creato maggiore impatto è stato dapprima il vento, che il 29 e 30 ottobre ha soffiato costantemente con forte intensità dai quadranti meridionali. Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele). Localmente, le reti regionali hanno rilevato valori di velocità del vento anche superiori, con raffiche fino a più di 200 km/h.

Le piogge sono cadute abbondantemente su quasi tutto il territorio nazionale, con tempi e intensità diverse nelle varie regioni. Le precipitazioni cumulate giornaliere più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.

Una sintesi di dati e informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’ISPRA all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che sta curando la redazione del “WMO Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018”.

L’ISPRA svolge la funzione focal point nazionale per la realizzazione e trasmissione regolare al Regional Climate Centre della Regione VI (Europa) della WMO di dati e prodotti relativi allo stato e alle variazioni del clima in Italia.

L’Istituto, con il contributo e la collaborazione dei principali organismi nazionali e regionali titolari di reti e dati meteo climatici, elabora, controlla e rende pubblicamente disponibili dati, indici e prodotti climatici attraverso il sito www.scia.isprambiente.it e collabora con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, fornendo dati e prodotti utili alle sue funzioni istituzionali.

Inoltre Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) pubblica, con cadenza annuale, il rapporto “Gli indicatori del clima in Italia”, giunto nel 2017 alla XII edizione, che illustra l’andamento climatico nazionale nel corso dell’ultimo anno e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni.

Seminario a Roma sulla gestione delle emissioni odorigene

Presso la Sala Conferenze di Ispra a Roma, in Via Vitaliano Brancati 48, il terrà il 23 novembre 2018 il Seminario “Gestione delle emissioni odorigene”.

Il seminario è promosso ed organizzato da LOD (Laboratorio di Olfattometria Dinamica) azienda del Gruppo Luci e Spin-Off dell’Università di Udine.

Nato nel 2003, LOD è un laboratorio specializzato nella misurazione degli odori originati da processi di qualsiasi tipo e natura. E’ inoltre l’unico laboratorio in Italia ad essere dotato sia di camera olfatto-metrica secondo la Norma UNI EN 13725:200, sia di camera rino-analitica secondo la NormaUNI 7133-3:2012.

L’evento intende promuovere un momento di confronto con gli operatori del SNPA ed altri soggetti interessati su possibili soluzioni a servizio dello sviluppo di politiche ambientali dedicate.

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Per partecipare a questo evento è necessario registrarsi.

Ambiente, il rischio Brasile

Un articolo di Pietro Greco su Micron descrive le reazioni provenienti dagli ambienti scientifici di tutto il mondo alla recente elezione nel presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, nei quali si esprimono forti preoccupazioni soprattutto verso la politica ambientale annunciata dal presidente appena eletto. Il rischio è che riprenda in grande stile la deforestazione dell’Amazzonia, che è il principale polmone verde del pianeta e un hot spot di biodiversità.

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Le reti tranviarie: una strada da percorrere per le nostre città

L’ing. Giovanni Mantovani è uno dei principali esperti italiani nel campo del trasporto pubblico su ferro. In una ampia intervista rilasciata ad Arpatnews sono indicate le motivazioni che dovrebbero portare a scegliere il tram come una soluzione da preferire in molte delle nostre città.

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La qualità dell’aria in Europa

E’ stato recentemente pubblicato il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) “Air Quality in Europe – 2018”.

La relazione presenta una panoramica aggiornata e un’analisi della qualità dell’aria in Europa dal 2000 al 2016. Esamina i progressi compiuti verso il rispetto degli standard di qualità dell’aria stabiliti nelle due direttive UE sulla qualità dell’aria ambiente e riguardo alle line guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Il rapporto dell’EEA presenta anche le più recenti stime sull’esposizione della popolazione e degli ecosistemi agli inquinanti atmosferici con i conseguenti maggiori impatti.

La valutazione dello stato della qualità dell’aria si basa principalmente su misurazioni relative all’aria ambiente, in combinazione con dati di modellizzazione e dati sulle emissioni antropogeniche e la loro evoluzione nel tempo.

Per la prima volta, la relazione sulla qualità dell’aria in Europa presenta informazioni sulle concentrazioni per la maggior parte degli inquinanti atmosferici a livello nazionale per 39 paesi europei (i 28 dell’UE e altri 11).

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Particolato (PM10 e PM2,5)

Le concentrazioni di particolato (PM) hanno continuato a superare i valori limite UE e quelli delle linee guida dell’OMS in vaste aree dell’Europa nel 2016. Per il PM10, concentrazioni superiori al valore limite giornaliero dell’UE è stato registrato nel 19% delle stazioni di monitoraggio in 19 dei 28 Stati membri dell’UE (UE-28) e in altri otto paesi del Continente; per il PM2,5, le concentrazioni superiori al valore limite annuale sono state registrate al 5% delle stazioni, in quattro Stati membri e in altri quattro paesi extra-UE.

Il valore delle linee guida dell’OMS a lungo termine per il PM10 è stato superato nel 48% delle stazioni e in tutti i paesi, ad eccezione di Estonia, Islanda, Irlanda e Svizzera. Il valore delle linee guida dell’OMS a lungo termine per il PM2,5 è stato superato nel 68% delle stazioni situate in tutti i paesi, ad eccezione di Estonia, Finlandia, Ungheria, Norvegia e Svizzera.

Il 13% della popolazione urbana dell’UE è stato esposto a livelli di PM10 superiori al valore limite giornaliero e circa il 42% è stato esposto a concentrazioni superiori al più rigoroso valore previsto dalle linee guida dell’OMS per il PM10 nel 2016.

Per quanto riguarda il PM2,5, il 6% del totale popolazione urbana nell’UE è stato esposto a livelli superiori al valore limite dell’UE e circa il 74% è stato esposto a concentrazioni superiori al valore indicato dalle linee guida dell’OMS nel 2016.

La percentuale della popolazione urbana dell’UE esposta ai livelli di PM10 e PM2,5 oltre i valori limite e le linee guida dell’OMS nel 2016 è stata la più bassa dal 2000 (2006 per PM2,5), mostrando una tendenza alla diminuzione.

Ozono (O3)

Nel 2016, il 17% delle stazioni ha registrato concentrazioni superiori al valore obiettivo UE per la protezione della salute umana, per l’ozono (O3) . La percentuale di stazioni che hanno rilevato concentrazioni superiori a questo valore obiettivo erano notevolmente inferiori rispetto al 2015 (41%) ma superiori a quelle del 2014, riflettendo la variabilità interannuale delle concentrazioni di O3. Queste stazioni erano situate in 14 paesi dell’UE e in altri cinque paesi europei.

L’obiettivo a lungo termine è stato raggiunto solo nel 17% delle stazioni nel 2016. Il valore delle linee guida dell’OMS per l’O3 è stato superato nel 96% delle stazioni di monitoraggio, la stessa percentuale rilevata nel 2015.

Circa il 12% della popolazione urbana dell’UEè stata esposta a concentrazioni di O3 al di sopra della soglia del valore obiettivo dell’UE, percentuale che rappresenta una diminuzione considerevole rispetto all’esposizione elevata del 2015 (30%). Però, la percentuale è ancora superiore al 7% registrato nel 2014. La percentuale della popolazione urbana dell’UE esposta a livelli di O3 che supera il valore indicato dalle linee guida dell’OMS è stata del 98% nel 2016, senza mostrare alcuna fluttuazione dal 2000.

Biossido di azoto (NO2)

Il valore limite annuale per il biossido di azoto (NO2) continua ad essere ampiamente superato in tutta Europa, anche se la concentrazione e l’esposizione della popolazione stanno diminuendo.

Nel 2016, circa il 12% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato concentrazioni superiori a questo standard, che è lo stesso delle linee guida dell’OMS. Queste stazioni erano situate in 19 paesi dell’UE e in altri quattro paesi europei e l’88% delle concentrazioni oltre questo valore limite è stato osservato nelle stazioni di traffico.

Il 7% della popolazione urbana dell’UE viveva in aree con concentrazioni superiori al valore limite annuale UE e delle linee guida dell’OMS per il NO2 nel 2016, che rappresenta il valore più basso dal 2000.

Benzo[a]pirene (BaP), un indicatore per idrocarburi policiclici aromatici

Il 31% delle stazioni di monitoraggio del benzo[a]pirene (BaP) ha rilevato concentrazioni superiori a 1,0 ng / m3 nel 2016. Appartenevano a 13 Stati membri (su 25 paesi dell’UE e altri due paesi europei) ed erano stazioni situate principalmente nelle aree urbane. Il 21% della popolazione urbana dell’UE è stata esposta a concentrazioni medie annue di BaP superiori al valore obiettivo dell’UE nel 2016 e circa il 90% a concentrazioni superiori al livello di riferimento stimato.

Altri inquinanti: anidride solforosa (SO2), monossido di carbonio (CO), benzene (C6H6) e metalli tossici

Solo 23 stazioni (su 1.600) in cinque paesi hanno rilevato valori di anidride solforosa (SO2) al di sopra del valore limite giornaliero dell’UE, nel 2016. Tuttavia, il 37% di tutte le stazioni di monitoraggio del SO2, situate in 30 paesi, ha misurato concentrazioni di SO2 sopra i valori raccomandati dalle linee guida dell’OMS. Ciò significa che il 23% della popolazione urbana dell’UE-28 nel 2016 è stata esposta a livelli di SO2 superiori alle indicazioni dell’OMS.

L’esposizione della popolazione europea a concentrazioni di monossido di carbonio (CO) superiori al valore limite UE e delle linee guida OMS è molto localizzata e poco frequente. Solo cinque stazioni (di cui quattro al di fuori dell’UE) hanno registrato concentrazioni superiori al valore limite UE, nel 2016.

Allo stesso modo, nel 2016 sono state osservate concentrazioni superiori al valore limite per il benzene (C6H6) in sole quattro stazioni europee (tutte situate nell’UE).

Le concentrazioni di arsenico (As), cadmio (Cd), piombo (Pb) e nichel (Ni) nell’aria sono generalmente basse in Europa, con pochi superamenti degli standard ambientali. Tuttavia, questi inquinanti contribuiscono alla deposizione e all’accumulo di livelli di metalli tossici nei terreni, nei sedimenti e negli organismi.

Impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute

L’inquinamento atmosferico continua ad avere un impatto significativo sulla salute della popolazione europea, in particolare nelle aree urbane. Ha anche un notevole impatto di carattere economico, con l’aumento dei costi per la sanità pubblica e la riduzione della produttività, a causa delle giornate lavorative perse.

Le sostanze inquinanti più importanti d’Europa in termini di danno alla salute umana sono il PM, l’NO2 e l’O3.

Le stime degli impatti sulla salute attribuibili all’esposizione all’inquinamento atmosferico indicano che le concentrazioni di PM2,5 nel 2015 sono state responsabili di circa 422.000 decessi prematuri originati dall’esposizione a lungo termine in Europa ( in oltre 41 paesi), di cui 391.000 erano nell’UE.
Gli impatti stimati sulla popolazione in questi 41 paesi europei per l’esposizione alle concentrazioni di NO2 e O3 nel 2015 sono stati circa 79.000 e 17.700 morti premature all’anno, rispettivamente, di cui nell’UE circa 76.000 e 16.400 morti premature all’anno.

Sebbene le variazioni da un anno all’altro siano ridotte, uno studio recente ha valutato l’evoluzione a lungo termine dell’esposizione della popolazione europea alla concentrazione di PM2,5 dal 1990 e le morti premature associate. Sono stati utilizzati diversi set di dati e l’insieme di tutti i set di dati indica una diminuzione mediana della mortalità prematura di circa il 60% in Europa, attribuita all’esposizione al PM2,5 tra il 1990 e il 2015. Ciò riflette una diminuzione simile dell’esposizione della popolazione europea al PM2,5.

Air quality in Europe -2018 report

Allerta massima per rischio idrogeologico, idraulico e vento forte in Lombardia il 29 e 30 ottobre

foto di copertina:
a sinistra: Modello ECMWF – Pressione al suolo (linee continue) e corrente a getto a 10.000m (frecce verdi, in colore le aree di massima intensità del vento) – Previsione per martedì 30.10.2018 ore 00
a destra: Oglio a Soncino (CR) Misura di portata di Arpa Lombardia del 29.10.2018

Sulla base delle previsioni modellistiche a medio termine, la fase perturbata che si sarebbe sviluppata tra il 27 e il 30 ottobre era, anche in Lombardia, sotto attenzione da diversi giorni.  A più breve scadenza, confermando lo scenario di maltempo diffuso e delineandone con maggiore dettaglio le caratteristiche di forte intensità alla scala regionale, il Servizio Meteorologico di ARPA Lombardia – Centro Funzionale di Regione Lombardia ha innescato l’attivazione dell’allerta per i rischi idraulico, idrogeologico, temporali forti e vento forte. La valutazione degli effetti al suolo attesi ha comportato il raggiungimento dei massimi livelli di allerta a partire dalle ore 00 del 29 ottobre (FIG. 1):

Fig. 1: Estratto dell’Avviso di Criticità Regionale n°107 del 28/10/2018 con i livelli di allerta attivati per il giorno 29/10/2018

L’evento si è manifestato con le tempistiche e il grado di intensità attesi. I dati di pioggia registrati dalla rete idrometeorologica regionale mostrano valori decisamente elevati e poco frequenti in termini di estensione spaziale: gli accumuli rilevati dai pluviometri tra il 27 e il 30 ottobre hanno superato i 200 mm su tutta la fascia alpina e prealpina, raggiungendo localmente valori di oltre 300 mm sui bacini di Brembo e Serio, 400 mm sul bacino del Lario e dell’Eridio fino ai 500 mm sul bacino del Toce-Verbano. Sulle aree di Alta Pianura nello stesso periodo sono state registrate cumulate generalmente superiori ai 120 mm  [Fig.2 ]

Fig. 2:  Carta dei topoieti delle precipitazioni cumulate tra il 27 e il 30 ottobre 2018 (fonte Arpa Lombardia)

Per quanto riguarda il livello dei fiumi, l’Oglio alla stazione di Soncino-CR ha raggiunto 1,90 m sullo zero idrometrico, che rappresenta il massimo valore mai registrato dall’inizio delle misure automatiche (2003). Il Brembo a Ponte Briolo-BG ha raggiunto i 6.19 m sullo zero idrometrico (secondo valore più alto dal 1998) mentre il livello del Serio a Ponte Cene-BG ha toccato 2.56 m sullo zero idrometrico (terzo valore più alto dal 2011): per entrambe le stazioni si tratta del massimo assoluto registrato storicamente dalla rete idrometrica di ARPA Lombardia nei mesi di ottobre.

I notevoli afflussi sui bacini montani (favoriti anche da una quota neve ancora piuttosto alta, per lo più al di sopra dei 2000 m) hanno determinato anche un deciso innalzamento dei livelli dei laghi, con incrementi che hanno superato il metro in due giorni per i laghi di Como, d’Idro e Maggiore.

L’invaso dei laghi, che fino ai giorni precedenti l’evento si attestava generalmente al di sotto del 20% della capacità di regolazione, ha permesso in pianura di ridistribuire nel tempo i volumi derivanti dall’apporto delle intense precipitazioni.

Anche il vento ha avuto un notevole impatto sul territorio. L’intenso gradiente di pressione che si è sviluppato in poche ore tra Piemonte e Veneto e, in seguito, tra Sud e Nord dell’arco alpino, favorito dal transito in quota di un ramo della corrente a getto, ha causato forti venti orientali sulla Pianura e sudorientali sulle zone montane. I valori rilevati hanno raggiunto medie orarie fino a 25.5 m/s al Passo del Foscagno-SO  (con raffiche fino a 38 m/s), fino a 25 m/s a Santa Margherita di Staffora–Passo del Giovà-PV (con raffica massima di 46 m/s – 165,6 km/h registrata alle 17:50 di lunedì 29); anche alle basse quote, dove climatologicamente predomina un regime di scarsa ventilazione e i rinforzi estesi sono principalmente associati a dinamiche differenti (favonio), sono stati raggiunti i 13.8m/s di media oraria a Limone sul Garda-BS, 13 m/s a Sermide-MN, 12 m/s a Castello d’Agogna-PV [FIG. 3].

FIG.3 Velocità media oraria del vento (m/s) del 29/10/2018 tra le 19 e le 20

Per maggiori approfondimenti sull’evento:

Testo a cura: Orietta Cazzuli, Gian Paolo Minardi, Paola Parravicini

Contaminanti emergenti: il monitoraggio in Umbria

Un quadro del monitoraggio svolto a livello nazionale dal Snpa per individuare nelle acque superificiali (fiumi e laghi) i cosiddetti “contaminanti emergenti” (fra cui antibiotici, estrogeni, farmaci antinfiammatori, insetticidi, prodotti chimici industriali, ecc.), con un focus sulla situazione in Umbria.

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