Balneazione: Arpacal lavora per la tutela della salute del mare

Il 16 aprile è iniziato il monitoraggio annuale di Arpacal per controllare lo stato di salute del mare calabrese. Sono oltre 600 i punti costieri presi in esame e rappresentativi dei circa 712 Km di costa calabrese lungo il mar Tirreno e il mar Ionio.

La campagna di balneazione prevede una fase di campionamento da parte dei tecnici dei servizi tematici acque e le successive analisi svolte dai laboratori bionaturalistici secondo un calendario stabilito d’accordo con il Ministero della Salute.

Nel report 2018 (che riporta i risultati 2017) il 94% circa delle acque è risultato di qualità eccellente mentre resistono ancora alcune criticità (un totale di 19 punti distribuiti in 8 Comuni in cui risultano “acque in qualità scarsa”).

E’ importante ricordare che la normativa vigente stabilisce:

  • la definizione delle acque di balneazione, intese come aree destinate a tale uso nelle quali l’autorità competente prevede che venga praticata la balneazione;
  • la determinazione di 2 parametri microbiologici da ricercare durante le analisi: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali;
  • la frequenza di campionamento mensile nell’arco della stagione balneare;
  • la classificazione delle acque sulla base degli esiti di quattro anni di monitoraggio, secondo la scala di qualità: “scarsa, sufficiente, buona, eccellente”;
  • la regolamentazione degli episodi caratterizzati da “inquinamento di breve durata“ o da “situazioni anomale”.

Nel caso di superamento dei valori soglia di uno dei due parametri ricercati, Arpacal comunica ai Sindaci dei Comuni interessati la non conformità delle analisi effettuate; questi hanno l’obbligo di avvisare la cittadinanza con apposita ordinanza sindacale di divieto temporaneo della balneazione che resta in vigore fino a quando le analisi suppletive non daranno riscontro favorevole permettendo la rimozione del divieto.

Oltre al monitoraggio delle acque di balneazione, Arpa Calabria cura il monitoraggio della microalga Ostreopsis ovata; questa microalga in particolari condizioni meteo-marine produce tossine non letali, ma che possono provocare disturbi ai bagnanti. Questa attività si inserisce nel sistema di controllo dei rischi sanitari derivanti dall’uso balneare delle acque marine che prevede la valutazione del rischio associato alla proliferazione di micro alghe potenzialmente nocive alla salute.

E’ di pochi giorni fa, inoltre, la firma di un accordo di collaborazione, che avrà durata di un biennio, per le attività di monitoraggio ambientale tra l’Agenzia Regionale e la Direzione Marittima della Calabria; si consolida così un rapporto di collaborazione già operativo da diverso tempo e finalizzato alla gestione delle attività di monitoraggio ambientale per il controllo e lo studio dell’ambiente marino costiero della Regione Calabria.

Ricordiamo che lo Staff Comunicazione – URP di Arpacal mette a disposizione dei cittadini i propri canali social (presidiati in questo periodo in modo ancor più continuo) sia per dare la possibilità ad ogni cittadino (tramite l’invio di foto geo-referenziate) di segnalare eventuali problemi sia per avvisare le eventuali criticità.

Tutte le informazioni aggiornate sono disponibili sul sito www.arpacal.it nella sezione dedicata alla balneazione oltre che sul portale acque del Ministero della Salute.

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