Bonifica amianto e risanamento, c’è ancora molto da fare

Gli effetti della presenza dell’amianto sul territorio italiano richiedono ancora interventi urgenti. E’ mancata la copertura economica del piano nazionale, tuttavia sono diverse le misure di finanziamento specifiche attuate. La nascita del tavolo di coordinamento interistituzionale ha segnato un punto di svolta.

Il tema della bonifica dell’amianto rappresenta, fin dai primi anni 90, una delle problematiche più sentite dai cittadini. Le istituzioni, sia a livello locale che a livello nazionale, hanno cercato di fornire risposte, oltre che sotto il profilo normativo, con un Piano nazionale che, pur avendo trovato piena condivisione tecnica, non ha trovato, invece, copertura finanziaria. Con l’istituzione del Tavolo interistituzionale amianto si è cercato di creare una “cabina di regia” sulla tematica, con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli all’attuazione di politiche efficaci per la tutela ambientale e sanitaria e il coordinamento delle iniziative messe in campo.

È necessario che il lavoro svolto e le priorità individuate nella III Conferenza governativa sull’amianto, esito di una discussione che ha visto la partecipazione di tutti i principali stakeholder, vengano presi in considerazione dal governo che si insedierà, per la costruzione della propria agenda sui temi ambientali.

Leggi l’articolo integrale di Laura D’Aprile1, Elga Martines2, Andrea Intoci2 in Ecoscienza 1/2018
1. Direttore della Direzione Rifiuti, risanamenti e inquinamenti di Roma Capitale, già dirigente della Divisione Bonifiche e risanamento, ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare
2. Unità di assistenza tecnica Sogesid presso il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare

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