I cambiamenti climatici: indicatori d’impatto, monitoraggi e droni

Arretramento annuale della fronte del ghiacciaio di Timorion (gruppo del Gran Paradiso, Valle d’Aosta)Sui cambiamenti climatici le esperienze presentate nell’ambito del Rapporto Ambiente Snpa riguardano la predisposizione di un set di indicatori di impatto, il monitoraggio dei cicli fenologici delle piante e l’uso dei droni per le variazioni dei versanti alpini e dei ghiacciai.

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Pericolosità di tipo naturale e antropico, alcune esperienze dall’emergenza terremoto alla prevenzione di incidenti rilevanti

Popolazione a rischio residente in aree a pericolosità da frana elevata P3 e molto elevata P4 PAI su base comunale; b) Popolazione a rischio alluvioni residente in aree a pericolosità media P2 (tempo di ritorno fra 100 e 200 anni) su base comunaleL’attività svolta per il terremoto in Centro Italia, il rischio idrogeologico, gli impianti produttivi a rischio incidente rilevante: queste alcune delle esperienze presentate da Ispra e dalle Agenzie ambientali.

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Nucleare, campi elettromagnetici e reflui medicali

Volume di rispetto a 6 V/m del livello di campo elettrico generato dalla SRB da progetto originario con condizioni in situAlcune esperienze del sistema Ispra/Arpa/Appa  nel campo degli agenti fisici (campi elettromagnetici, radiazioni ionizzanti) contenute nel Rapporto Snpa 2018.

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Le abbondanti nevicate hanno reintegrato le risorse alpine

93 trincee per misurare quanta neve è caduta quest’inverno sono state scavate lungo i pendii sopra Barbonecchia in Val Susa tra i 1300 e i 2800 metri nell’ambito del quarto interconfronto sullo snow water equivalent, l’equivalente d’acqua della neve, che si è tenuto il 19 e 20 marzo.

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Nucleare, aggiornamento sulla Carta nazionale Cnapi e sugli impianti in Piemonte

Consegnato dall’Ispra un aggiornamento della Carta aree potenzialmente idonee. A Torino si è riunito lo scorso 7 marzo il “Tavolo della trasparenza sul nucleare in Piemonte”.  Continua a leggere Nucleare, aggiornamento sulla Carta nazionale Cnapi e sugli impianti in Piemonte

Emergenza incendi boschivi in Piemonte

In Piemonte il mese di ottobre 2017 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche che hanno determinato situazioni favorevoli per lo sviluppo e la successiva rapida propagazione degli incendi boschivi che hanno colpito la regione e in particolare le province di Torino e di Cuneo.

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AssoArpa: gdl al lavoro per gli interventi in emergenza a seguito di incendio

Il tema degli interventi in emergenza a seguito di incendi negli impianti di trattamento rifiuti continua a essere di estrema attualità all’interno di Assoarpa e di Snpa: a Genova prende forma l’evento formativo che contribuirà ad omogeneizzare questo tipo di attività in tutta Italia.

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Indagine sul benessere organizzativo in Arpa Piemonte, una lettura di genere

I dati raccolti attraverso un questionario somministrato al personale di Arpa Piemonte sul benessere organizzativo e sullo stress da lavoro correlato sono stati valutati successivamente anche secondo un’ottica di genere.

Per raccogliere elementi utili sia sul benessere organizzativo sia sullo stress da lavoro correlato, è stata progettata una campagna di indagine tramite la somministrazione a tutto il personale di Arpa Piemonte di un questionario. Predisposto in collaborazione dal CUG e RSPP dell’Agenzia è stato integrato dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, sulla base del modello ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) utilizzato per l’indagine nelle pubbliche amministrazioni sul benessere organizzativo e con domande specifiche per lo stress lavoro correlato. Il questionario era diviso in 14 sezioni per un totale di circa 140 domande più una parte anagrafica. La compilazione del questionario da parte dei dipendenti è avvenuta in forma anonima, accedendo con credenziali personali ad una piattaforma dedicata on line. La raccolta dati è avvenuta nel luglio 2016 e successivamente si sono avviate le valutazioni statistiche a cura del Dipartimento di Psicologia.

L’indagine è stata finalizzata a:

  • raccogliere le opinioni dei dipendenti rispetto all’organizzazione e all’ambiente di lavoro;
  • utilizzare le indicazioni emerse dalla sezione relativa allo stress lavoro correlato per aggiornare il documento di valutazione dei rischi di Arpa;
  • identificare possibili criticità da indagare con ulteriori approfondimenti successivi.

Le risultanze di questa indagine sono state presentate al personale dell’Agenzia dalla Direzione Generale di Arpa Piemonte e la sintesi del documento è tuttora disponibile sull’intranet aziendale. Sulla base di quanto emerso sono state avviate iniziative per il miglioramento del clima interno.

I dati raccolti sono stati valutati successivamente, con il supporto dell’Università di Torino Dipartimento Sanità Pubblica, anche secondo un’ottica di genere, e i risultati più significativi di questa analisi sono di seguito brevemente riassunti e rappresentati.

Arpa Piemonte al 31.12.2016 contava complessivamente 1015 dipendenti, così suddivisi: 521 donne (51%) e 494 uomini (49%). Il personale del comparto ammontava a 960 unità, quello della dirigenza a 55 unità.

La distribuzione e la rappresentatività di genere fra i due comparti contrattuali (dirigenti e non dirigenti), era la seguente: tra la dirigenza vi erano 19 donne (35%) e 36 uomini (65%); la situazione era invertita, invece, per il comparto dove le donne, 502 (52%), superavano gli uomini, 458 (48%). Da questo dato emerge chiaramente come le donne più difficilmente degli uomini accedano a ruoli dirigenziali.

La maggioranza delle donne si ritrovava nelle fasce di età tra i 41-50 anni; mentre, per gli uomini, i picchi si confermavano nelle fasce di età 41-45 e superiore ai 55 anni, con le donne mediamente un po’ più giovani degli uomini.

La compilazione del questionario era facoltativa e hanno risposto complessivamente 413 persone (40.7 % del totale dei dipendenti), di cui 23 dirigenti (15 uomini e 8 donne) e 390 del comparto (181 uomini e 209 donne). Sul totale dei rispondenti 217 erano donne (52.5%) e 196 uomini (47.5%). Le donne nel campione erano leggermente di più, rispetto alla proporzione nel totale dei dipendenti, ma la differenza non è statisticamente significativa.

Anche nel caso della distribuzione per classi di età si nota che le donne sono più rappresentate nella classe di età 41-50 mentre in quella successiva sono in lieve prevalenza gli uomini. Per quanto riguarda le mansioni si osserva che le donne sono maggiormente impiegate in ruoli amministrativi invece gli uomini occupano prevalentemente di mansioni relative alla tutela e vigilanza.

 

 

 

 

 

Per questa prima valutazione secondo ottica “di genere” sono state considerate solo alcune domande del questionario che si sono ritenute più significative per questo obiettivo.

Alla domanda “ho subito atti di mobbing” 35 (18.3%) uomini su 191 hanno dichiarano di sì, mentre alla stessa domanda hanno risposto affermativamente 24 donne (11.11%) su 216, e la differenza tra queste due valutazioni è statisticamente significativa, quindi gli uomini riferiscono di subire mobbing sul posto di lavoro in maggiore misura delle donne, e questo è un dato abbastanza interessante.

Per quanto riguarda l’aver subito molestie, il numero di risposte positive è stato di 29 uomini e 25 donne e non vi è una differenza statisticamente significativa.

La domanda che chiedeva di dare un giudizio rispetto alla soddisfazione delle relazioni sul luogo di lavoro ha ottenuto una risposta negativa per 43 uomini (21.9%) e 26 donne (11.9%) con una differenza tra i due generi statisticamente significativa, quindi gli uomini sono più insoddisfatti delle donne riguardo gli aspetti relazionali sul luogo di lavoro.

Stessa situazione si manifesta rispetto al sentirsi valorizzati rispetto alle proprie capacità nell’ambito lavorativo: dove 82 uomini (42.3%) si sono dichiarati insoddisfatti mentre per la stessa domanda hanno risposto in modo negativo 63 donne (29%). Anche in questo caso gli uomini manifestano maggiore malcontento rispetto alle situazioni di realizzazione lavorativa.

Alla domanda se l’identità di genere costituisca un ostacolo alla valorizzazione sul lavoro risulta invece che 54 donne (24.8 %) hanno affermato che si tratta di un ostacolo, mentre solo 32 uomini (16.3%) sono dello stesso parere, quindi in questo caso emerge in modo significativo che il genere è un elemento che gioca a sfavore in campo lavorativo.
Da queste prime analisi sono emersi elementi di particolare interesse rispetto al diverso “sentire” rispetto al benessere organizzativo in ambito lavorativo tra uomini e donne, sui quali si stanno effettuando ulteriori approfondimenti.

 

CUG Arpa Piemonte
Prof.ssa Paola Dalmasso, Università di Torino – Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche

Porte aperte all’Arpa Piemonte

Dal 28 febbraio al 26 aprile Arpa Piemonte apre le sue porte ai ragazzi delle scuole superiori che scegliendo tra 26 percorsi potranno visitare laboratori, dialogare con i tecnici esperti, conoscere gli strumenti utilizzati per il controllo e il monitoraggio ambientale del territorio mettendosi alla prova con le previsioni meteo, l’analisi al microscopio, le tecniche di valutazione dei fenomeni franosi, gli impatti del rumore e delle ondate di calore sulla salute, il riconoscimento delle rocce.
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M’illumino di meno, il 23 febbraio tutti a piedi

Snpa aderisce alla Campagna nazionale lanciata da Rai Radio 2 e sollecita tutti gli addetti del Sistema in Italia a dedicare una giornata al camminare. Tutte le iniziative promosse dal Sistema.

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A Torino la movida fa meno rumore

I dati di Arpa Piemonte relativi al quartiere di San Salvario di Torino rilevano che il rumore prodotto dalla movida è calato in media di 2 decibel nelle quattro centraline di rilevamento, un calo da considerare importante ma non decisivo.

L’area di indagine, in cui risiedono circa 8000 persone, è una porzione di territorio fortemente antropizzata e caratterizzata dalla presenza di numerosi locali frequentati da giovani che stazionano all’esterno, provocando schiamazzi e rumori nelle ore serali fino a tarda notte causando disagio alla popolazione residente.

Il monitoraggio del 2016
Per comprendere l’entità e la distribuzione dell’inquinamento acustico indotto nel 2016 Arpa Piemonte ha condotto uno studio di area mirato a valutare sia la diffusione spaziale sia la variazione temporale dei livelli sonori, unitamente alla determinazione dell’esposizione della popolazione residente.

Il lavoro è stato condotto a partire da un’analisi dei dati di monitoraggio acquisiti in continuo nel periodo estivo da 6 postazioni fonometriche a basso costo, oltre che dalla osservazione diretta del territorio, da cui è stato possibile effettuare una caratterizzazione di tipo parametrico dei livelli sonori in tutta l’area di interesse e un calcolo della popolazione esposta.

I risultati dello studio hanno evidenziato che nelle zone interessate dalla movida la rumorosità presente è determinata prevalentemente dal vociare e dagli schiamazzi delle persone.
Nel periodo notturno il 46% dei residenti nell’area di indagine risultava esposta a livelli medi sul lungo termine superiori a 60 dB(A), con punte oltre i 70 dB(A).

Il monitoraggio del 2017

Nel 2017 la Città di Torino ha richiesto ad Arpa di verificare gli eventuali benefici rispetto all’inquinamento acustico apportati da due ordinanze che hanno imposto ai locali e alle attività commerciali e artigianali del quartiere una regolamentazione degli orari di apertura, anticipando la chiusura notturna, e della vendita di alcolici e superalcolici.

Nel periodo di validità della prima ordinanza, tra il 9 giugno e il 30 settembre 2017, il rumore prodotto dalla movida è calato in media di 2 decibel nelle quattro centraline di rilevamento collocate in altrettanti punti dell’area presa in esame.

Considerando solo il periodo tra l’8 e il 30 luglio, periodo in cui si è aggiunta una seconda ordinanza, la media sale a -2,5 dB(A), con punte di -3,5 dB(A). Nei mesi successivi, terminata l’efficacia dei provvedimenti comunali, i valori sono tornati sulla media del 2016.  La riduzione dei livelli sonori notturni, in orario 22-06, corrisponde ad una diminuzione dell’emissione acustica legata alla movida compresa tra il 20% e il 55%. Variazioni analoghe sono state riscontrate anche di sera, tra le 20 e le 22.

Il calo di inquinamento acustico è quindi da considerare importante ma non decisivo in quanto permangono ampi superamenti dei limiti assoluti di immissione riferiti al periodo notturno per tutti i punti di misura. Tali superamenti si attestano su valori medi a lungo termine dell’ordine di 10 dB(A) per tutte le postazioni ad esclusione di una in cui si verificano eccedenze più rilevanti.

Angelo Robotto confermato direttore generale di Arpa Piemonte

Il presidente della Regione Piemonte ha confermato il 12 febbraio 2018 Angelo Robotto direttore generale di Arpa Piemonte. Auguri dai vertici Snpa e AssoArpa.

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CONCORSO – Cinema e ambiente per le scuole

Le scuole hanno tempo fino al 31 marzo 2018 per inviare un video e partecipare a CinemAmbiente Junior, progetto promosso dal Museo Nazionale del Cinema e dal Festival CinemAmbiente, a Torino dal 31 maggio al 5 giugno 2018, in collaborazione con il Museo A come Ambiente MAcA, con il sostegno della Regione Piemonte Assessorato all’Ambiente e il patrocinio di Arpa Piemonte.

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Bonifiche: l’attività di Arpa Piemonte nel polo chimico di Spinetta Marengo (AL)

Parte oggi 7 febbraio il processo con la prima udienza a Torino in Corte d’Assise d’Appello per il “caso del cromo esavalente” nel polo chimico di Spinetta Marengo (AL) la cui emergenza risale al 2008 quando in seguito a indagini era emersa una situazione di grave inquinamento dovuta alla presenza di più sostanze inquinanti rinvenute nelle falde acquifere.

A seguito di specifica analisi di rischio approvata dal Comune di Alessandria, a marzo 2011 vennero fissati per il sito le concentrazioni soglia di rischio (CSR) come obiettivi di bonifica.

Le indagini analitiche su suolo e acque effettuate da Arpa Piemonte nel periodo 2011-2017 hanno confermato il persistere di una importante contaminazione di suolo, sottosuolo e acque sotterranee interne ed esterne al sito dovuta a più inquinanti.

Superamenti delle CSR erano stati evidenziati nei terreni superficiali per i parametri cromo esavalente, arsenico, piombo, DDT, DDD, DDE e idrocarburi pesanti C>12; nei terreni profondi per cromo esavalente, DDT, DDD, DDE, idrocarburi pesanti C>12, cloroformio; nelle acque di falda contenute nella porzione superficiale dell’acquifero (livello A). Si notavano inoltre superamenti delle CSR sanitarie individuate per il percorso inalazione vapori per i parametri cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene e tricloroetilene.

A fronte di questa situazione, le misure di messa in sicurezza avviate da Solvay, in qualità di Proprietario non responsabile, a partire dal 2012 sono confluite nelle attività previste per la messa in sicurezza operativa e bonifica di alcuni inquinanti in alcune aree dello stabilimento, opere ancora in corso.

La ditta è attualmente in fase di messa in sicurezza operativa e con vari interventi mira a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e l’ambiente attraverso azioni avviate in diverse aree dello stabilimento.

Approvato il nuovo piano di gestione dei rifiuti speciali in Piemonte

Approvato il piano di gestione dei rifiuti speciali che completa in Piemonte la riforma della programmazione del settore, con cui la Regione Piemonte fa propri i principi europei di transizione verso un’economia circolare promuovendo l’immissione dei materiali trattati nei cicli produttivi. Continua a leggere Approvato il nuovo piano di gestione dei rifiuti speciali in Piemonte