Serr 2018: l’Appa Bolzano partecipa con due azioni

In occasione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr), in programma in tutta Europa dal 17 al 25 novembre, l’Appa Bolzano partecipa all’evento con due proprie iniziative: uno spot radio e un video su YouTube.

Focus della settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2018 è “Prevenire, gestire e ridurre i rifiuti pericolosi”. Per rifiuto pericoloso si intende un rifiuto che al suo interno contiene proprietà nocive per l’ambiente: tali sostanze si possono trovare in molti prodotti in ambiente domestico quali cosmetici, batterie, vernici, pesticidi, lampadine e rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche RAEE. Questi rifiuti rappresentano più di altri un rischio per l’ambiente e la salute umana. Per sensibilizzare I cittadini ad uno smaltimento corretto dei rifiuti pericolosi domestici, quali le batterie, l’Appa Bolzano ha realizzato uno spot radiofonico che può essere ascoltato anche sul canale ufficiale Soundcloud della Provincia di Bolzano.

Consumare consapevolmente, smaltire correttamente! Per il bene del nostro ambiente!


Spot radiofonico realizzato da BCool-Comunicare-Oltre Bolzano, su incarico dell’Appa Bolzano (immagine: focus tematico 2018, prevenzione dei rifiuti pericolosi, www.ewwr.eu/it/communication )

Dalla riduzione dei rifiuti al risanamento delle discariche. L’Appa Bolzano attenta ad una gestione dei rifiuti complessiva e sostenibile.


Video realizzato da GNews su incarico dell’Appa Bolzano

Maggiori informazioni sul risanamento delle discariche in Alto Adige:

Educazione ambientale e alla sostenibilità, il percorso in atto nel Sistema nazionale di protezione dell’ambiente

Il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) partecipa con Regioni e Ministeri e altri enti alla conferenza nazionale per il rilancio delle reti nazionale e regionali Infeas (Cagliari, 22-23 novembre 2018). Pronta la brochure “Educazione ambientale in Snpa”. In gennaio è previsto un confronto con gli stakeholder e un seminario interno per il personale delle strutture dedicate all’educazione alla sostenibilità.

L’educazione ambientale e alla sostenibilità (Eas) nelle agenzie per l’ambiente e in Ispra è stata sviluppata fin dalla loro istituzione negli ultimi venti anni, seppure in modo diversificato e non sempre continuativo. Un patrimonio di esperienza e competenze fatto di progetti realizzati nel tempo, di funzioni e servizi educativi, comunicativi e partecipativi attivati in raccordo con la mission delle agenzie che ha oggi l’opportunità di consolidarsi e implementarsi.

Per la prima volta l’educazione ambientale è una delle funzioni istituzionali del Sistema nazionale protezione ambientale (art. 3 comma g della L 132/2016) e può pertanto contribuire a valorizzare e connettere il sapere scientifico esperto che producono le agenzie ambientali e Ispra completando la filiera: dalla rilevazione dei dati, alla produzione di informazioni, al coinvolgimento attivo di giovani e adulti nelle politiche di sostenibilità.

Dal 2017 in Snpa è attivo un Gruppo di lavoro che ha lo scopo di definire, organizzare e sviluppare  la specificità della funzione educazione ambientale nell’ambito della strategia complessiva di Sistema; a tale scopo è stata avviata una ricognizione delle azioni già intraprese, delle metodologie, degli strumenti e delle risorse umane dedicate.
Nel Programma Snpa 2018/2020 c’è una apposita sezione dedicata all’educazione ambientale – nell’ambito del Tavolo tecnico V (Tic V) che comprende Reporting e sistemi informativi ambientali, comunicazione, educazione e formazione  – che attiva un’azione sinergica comune.

Le strategie del Snpa hanno dunque un chiaro indirizzo che consentirà alle agenzie ambientali e a Ispra in rete tra loro di implementare la nuova funzione dell’educazione ambientale e di svolgere un ruolo importante nel sistema nazionale dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.

La consapevolezza è quella di avere molta strada da percorrere, ma al tempo stesso di essere un attore di un più ampio sistema (Infeas) parte di una organizzazione solida (Snpa con le 21 agenzie ambientali e Ispra), con grandi competenze tecnico scientifiche, operativa in tutto il territorio nazionale.

In base a quanto premesso il sistema delle agenzie ambientali parteciperà alla Conferenza nazionale dell’educazione ambientale voluta da Regioni e Ministeri che si terrà a Cagliari il 22 e 23 novembre 2018.

In occasione della Conferenza di Cagliari e del prossimo seminario interno a Snpa (16 e 17 gennaio 2019) sull’educazione ambientale, il GdL Eas del Sistema nazionale protezione ambientale ha prodotto una brochure disponibile qui.

Paolo Tamburini
Coordinatore Eas/Snpa

La brochure Educazione ambientale in Snpa

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Scarica il programma della Conferenza nazionale di Cagliari 

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Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne

Il Comitato unico di garanzia Ispra celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite, con una mattinata di riflessione sul tema che si terrà il 21 novembre.

L’evento, attraverso un dibattito accompagnato da un percorso di lettura partecipato del “Comitato di lettura Ispra 25 novembre”, vedrà l’intervento della scrittrice Tea Ranno, di Fabrizio D’Alessandri – fondatore del Gruppo Leggo letteratura contemporanea, di Laura Moschini – Università Roma Tre, GIO – Osservatorio interuniversitario studi di genere e di Matteo Villanova, Università Roma Tre, OLTREEE – Osservatorio laboratorio tutela rispetto emozionale età evolutiva.

CUG-Ispra

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Arpa Marche è su Twitter!

“Fare “rete” è uno degli obiettivi attorno al quale è nato e sta crescendo tutto il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale. Una rete che, se sul fronte interno intende agire a garanzia e armonizzazione dei servizi e delle prestazioni sull’intero territorio nazionale, non può ignorare la necessità di relazione, autorevole ma snella e diretta al tempo stesso, con il mondo esterno”.

Il nuovo direttore generale Giancarlo Marchetti ha così commentato l’apertura dell’account Twitter di ARPA Marche, sottolineando quanto sia importante oggi, specie nella protezione dell’ambiente, aprire canali diretti con i cittadini, le associazioni, le istituzioni così da informare gli stakeholders per coinvolgerli e renderli consapevoli delle questioni ambientali auspicando confronti costruttivi e non conflittuali.

Al primo tweet dell’Agenzia ha subito risposto lo stesso SNPA, che ha voluto dare il benvenuto ai colleghi rilanciando il suo “L’ #ambiente si fa sempre più #social!”.

Oltre al sito web istituzionale (www.arpa.marche.it), ARPAM aggiunge dunque da oggi anche il canale Twitter (@ArpaMarche) per informare gli utenti sulla propria attività, i risultati conseguiti e, più in generale, per diffondere informazioni e notizie di carattere ambientale, nella consapevolezza di come i social media siano ormai diventati uno strumento indispensabile per la comunicazione utilizzato sempre più spesso, in particolare per la sua vocazione alla tempestività, quale prima fonte di informazioni.

Gli account Twitter del Snpa:

#imparosicuro: da Genova il kit per tutte le scuole

Un kit didattico sul rischio alluvione per formare alunni e insegnanti di tutte le scuole. E un accordo firmato sotto la Lanterna fra il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e il numero uno di Protezione Civile Angelo Borrelli, che hanno inaugurato “Orientamenti” di Genova alla presentazione del progetto #imparosicuro, realizzato da Regione Liguria, Arpal, Alfa e Ufficio scolastico.

Presenti anche il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo e quello alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone, il direttore generale dell’Ufficio Scolastico regionale Ernesto Pellecchia e il direttore generale di Arpal Carlo Emanuele Pepe, e gli studenti delle scuole liguri accorsi nella Sala Libeccio (Magazzini del Cotone) alla presentazione delle iniziative di autotutela e di sicurezza previste dal percorso di formazione #imparosicuro.


Il video servizio sulla mattinata dedicata alla Protezione Civile e a #imparosicuro.

Nel kit, strutturato in moduli, sono sviluppati tre differenti percorsi formativi, calibrati sulle diverse età degli alunni, ma accomunati da un linguaggio omogeneo e dall’ufficialita dei messaggi: padroneggiare alcune nozioni base risulta fondamentale per capire il sistema di protezione civile e come comportarsi correttamente in caso di bisogno.

Dai giochi per i più piccoli agli approfondimenti per i più grandi, il tema dell’allerta è analizzato sotto molti punti di vista, e diventa un ancor più efficace strumento di prevenzione.

”Primi in Italia come regione e Agenzia – ha detto al termine Carlo Emanuele Pepe, direttore generale Arpal – facciamo tutti un passo in avanti con un progetto bellissimo che coinvolge ragazzi e insegnanti. Un’iniziativa che vogliamo portare dentro Snpa, affinché possano diventare procedure e buone pratiche per tutti”.

#IMPAROSICURO – TUTTI I MATERIALI

In Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo

ISPRA fa il punto sul clima e fornisce una sintesi di dati su piogge e venti che nel mese di ottobre hanno colpito il nostro Paese.

La stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media in Italia, stando ai dati aggiornati fino al mese di ottobre compreso, configura il 2018 come l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati dall’Ispra, cioè almeno dal 1961 (+1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990). In base a studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto, si può affermare che in Italia l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa. Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata sempre nettamente superiore al valore normale ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo; i mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 °C.

Nel quadro globale di mutamento climatico, nel mese di ottobre l’Italia è stata teatro di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno investito tutta l’Italia e che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio del nostro Paese. In particolare, il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania. Negli ultimi giorni del mese, un’ondata di maltempo più estesa e violenta ha investito tutta l’Italia da nord a sud.

L’elemento che ha creato maggiore impatto è stato dapprima il vento, che il 29 e 30 ottobre ha soffiato costantemente con forte intensità dai quadranti meridionali. Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele). Localmente, le reti regionali hanno rilevato valori di velocità del vento anche superiori, con raffiche fino a più di 200 km/h.

Le piogge sono cadute abbondantemente su quasi tutto il territorio nazionale, con tempi e intensità diverse nelle varie regioni. Le precipitazioni cumulate giornaliere più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.

Una sintesi di dati e informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’ISPRA all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che sta curando la redazione del “WMO Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018”.

L’ISPRA svolge la funzione focal point nazionale per la realizzazione e trasmissione regolare al Regional Climate Centre della Regione VI (Europa) della WMO di dati e prodotti relativi allo stato e alle variazioni del clima in Italia.

L’Istituto, con il contributo e la collaborazione dei principali organismi nazionali e regionali titolari di reti e dati meteo climatici, elabora, controlla e rende pubblicamente disponibili dati, indici e prodotti climatici attraverso il sito www.scia.isprambiente.it e collabora con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, fornendo dati e prodotti utili alle sue funzioni istituzionali.

Inoltre Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) pubblica, con cadenza annuale, il rapporto “Gli indicatori del clima in Italia”, giunto nel 2017 alla XII edizione, che illustra l’andamento climatico nazionale nel corso dell’ultimo anno e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni.

Snpa nella settimana di Ecomondo a Rimini

Dissesto idrogeologico, questione rifiuti, discariche, servizi verdi. Quattro temi strategici per lo sviluppo sostenibile del Paese sui quali il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente ha promosso un confronto a Rimini nell’ambito della fiera Ecomondo.

L’evento di venerdì 9 novembre è stato l’ultimo di una serie di convegni, seminari, incontri e premiazioni che hanno visto protagonisti gli esperti Snpa. Dai rifiuti allo sviluppo sostenibile, il Sistema ha offerto un significativo contributo alla fiera riminese che quest’anno ha compiuto 22 anni di vita. I quattro argomenti trattati dal seminario dal titolo “Il Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente si confronta con alcuni temi strategici per lo sviluppo sostenibile del paese” sono solo una piccola parte delle attività sulle quale ogni giorno lavora il Sistema. Sono stati scelti perché rappresentano sfide cruciali per il Paese, a partire dalla questione del dissesto idrogeologico che ha colpito pochi giorni fa molte regioni italiane con un tragico bilancio di vittime. Quanto al tema dei Green Public Procurement (GPP), per il Sistema nazionale Snpa rappresentano uno strumento fondamentale per lo sviluppo dell’economia circolare – tema centrale di Ecomondo – e per orientare in senso ecologico gli acquisti della Pubblica  Amministrazione. La classificazione dei rifiuti e l’applicazione della disciplina delle terre e rocce da scavo saranno, infine, oggetto di due prossime linee guida in procinto di essere varate dal Sistema.

Il Sistema Snpa ha ricevuto un riconoscimento a Rimini per il lavoro a tutela dell’ambiente urbano. Dieci Agenzie regionali hanno ricevuto un premio da Legambiente per le buone pratiche messe in atto nel monitoraggio in città.

 

Altro evento che ha visto impegnato il Direttore generale dell’Ispra Alessandro Bratti e gli esperti del Sistema è stato il convegno dedicato all’economia circolare e al nuovo pacchetto rifiuti dell’Unione Europea, sul quale si rimanda al sito dell’Ispra.

Maltempo in Veneto: pioggia e vento eccezionali

Da sabato 27 ottobre alla mattinata di martedì 30 il Veneto è stato interessato da una prolungata fase di marcato maltempo, con precipitazioni estremamente abbondanti sulle zone montane e pedemontane, anche a carattere di forte rovescio e temporale, e un marcato rinforzo dei venti meridionali, soprattutto sulle zone montane e costiere, che in alcune fasi sono stati molto forti.  Sulla pianura centro meridionale le precipitazioni sono state più discontinue e di entità assai inferiore.
Spesso si sono verificati rovesci e temporali con intensità di pioggia particolarmente elevate: in alcune stazioni, soprattutto del Bellunese e nella seconda parte di lunedì, sono state registrate precipitazioni di 30-50 mm in un’ora, valori ancor più significativi in considerazione della stagione.
La mappa mostra le precipitazioni (in mm) cadute sul Veneto tra il 27 ed il 30 ottobre 2018.

Il grafico successivo mostra le precipitazioni orarie e la loro somma da inizio evento, rilevate dalla stazione di Soffranco a Longarone (BL) dal 27 al 30 ottobre 2018.

Di seguito si riportano alcuni valori di precipitazione, misurati dalle stazioni pluviometriche Arpav durante l’intero evento.
Bellunese centrale: 715.8 mm a Soffranco (Longarone), 658 mm a Sant’Andrea (Gosaldo), 636 mm a Col di Prà (Taibon Agordino) 565.4* mm ad Agordo, 548.2 mm a Cencenighe e 430.6 mm a Forno di Zoldo.
Bellunese meridionale: 439.2 mm a Valpore (Seren del Grappa), 432.6 mm a Feltre e 411.8 mm a Col Indes (Tambre d’Alpago).
Prealpi Vicentine occidentali: 431 mm a Rifugio la Guardia (Recoaro Terme), 430.4 mm a Contrà Doppio (Posina), 426.6 mm a Castana, 423.6 mm a Valli del Pasubio e 415.4 mm a Turcati (Recoaro Terme).
Significativi anche i 595.4 mm caduti a Sappada.
* il dato pluviometrico della stazione di Col di Prà è stato parzialmente ricostruito perché verso le ore 20 del giorno 29 la stazione è stata travolta da una frana ed ha cessato di funzionare.

Per diverse stazioni del bellunese, i quantitativi di precipitazione registrati nell’intervallo tra 1 e 4 giorni costituiscono record assoluti almeno dal 1992, anno di attivazione della rete di monitoraggio Arpav.

Per effetto delle elevate temperature favorite dal flusso sciroccale, il limite della neve si è mantenuto prevalentemente al di sopra dei 2200-2400 m di quota per tutta la durata dell’evento.

Grossi danni sul territorio montano sono stati causati anche dal fortissimo vento, presente fin da inizio evento, che ha raggiunto, nel pomeriggio-sera di lunedì 29, valori mai riscontrati in precedenza, almeno dal 1992, anno d’inizio attività delle stazioni Arpav.

Per quanto riguarda i valori di raffica (valore istantaneo riportato a 10 m dal suolo) si segnalano: 192 km/h registrati sulla cima prealpina del Monte Cesen a 1552 m di quota, 167 km/h registrati sul Monte Verena (Altopiano dei Sette Comuni) a 2002 m di quota, 149 km/h registrati sul Passo Valles (Dolomiti) a 2042 m di quota.

Si segnalano anche valori molto elevati registrati in aree di fondo valle o di altopiano: 141 km/h in Cansiglio, 140 km/h a Perarolo di Cadore, 132 km/h a Caprile e 111 km/h a Santa Giustina Bellunese.

Straordinari anche i venti medi che hanno soffiato costantemente con intensità molto forti soprattutto tra il primo pomeriggio e la tarda serata di lunedì 29. In alcune fasi il vento medio ha registrato valori classificati ai gradini più alti della scala internazionale di Beaufort, tra “tempesta violenta” (103-117 km/h) e “uragano” (>117 km/h). In questo giorno, la stazione del Monte Cesen ha rilevato, tra le ore 18 e le 19, una velocità media oraria del vento di 120.6 km/h e nelle successive due ore la velocità media oraria è rimasta su valori di circa 105 km/h.
Anche tra le 15 e le 18 e tra le 21 e le 22, questa stazione ha misurato velocità medie orarie dell’ordine dei 90 km/h.

Il grafico sopra riportato evidenzia l’andamento della velocità del vento media oraria (istogrammi) e della direzione prevalente di provenienza del vento oraria (rombi) registrate dalla stazione di Monte Cesen sulla sommità delle Prealpi orientali, a 1552 m di quota.
Le barre verdi chiare identificano le ore con velocità media oraria superiore a 100 km/h, le barre verdi scure identificano ore con velocità media oraria superiore a 80 km/h e la retta tratteggiata identifica il limite oltre il quale si colloca il “vento forte” nella scala di Beaufort. Si osserva che, nella fase di massima intensità del vento (pomeriggio del giorno 29), la direzione prevalente di provenienza del vento, assai costante, ruota da SSE a S.

A cura di Arpav – Centro Meteorologico di Teolo
Foto di Bruno Renon, Arpav – Centro Servizi Idrogeologici

La qualità dell’aria in Europa

E’ stato recentemente pubblicato il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) “Air Quality in Europe – 2018”.

La relazione presenta una panoramica aggiornata e un’analisi della qualità dell’aria in Europa dal 2000 al 2016. Esamina i progressi compiuti verso il rispetto degli standard di qualità dell’aria stabiliti nelle due direttive UE sulla qualità dell’aria ambiente e riguardo alle line guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Il rapporto dell’EEA presenta anche le più recenti stime sull’esposizione della popolazione e degli ecosistemi agli inquinanti atmosferici con i conseguenti maggiori impatti.

La valutazione dello stato della qualità dell’aria si basa principalmente su misurazioni relative all’aria ambiente, in combinazione con dati di modellizzazione e dati sulle emissioni antropogeniche e la loro evoluzione nel tempo.

Per la prima volta, la relazione sulla qualità dell’aria in Europa presenta informazioni sulle concentrazioni per la maggior parte degli inquinanti atmosferici a livello nazionale per 39 paesi europei (i 28 dell’UE e altri 11).

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Particolato (PM10 e PM2,5)

Le concentrazioni di particolato (PM) hanno continuato a superare i valori limite UE e quelli delle linee guida dell’OMS in vaste aree dell’Europa nel 2016. Per il PM10, concentrazioni superiori al valore limite giornaliero dell’UE è stato registrato nel 19% delle stazioni di monitoraggio in 19 dei 28 Stati membri dell’UE (UE-28) e in altri otto paesi del Continente; per il PM2,5, le concentrazioni superiori al valore limite annuale sono state registrate al 5% delle stazioni, in quattro Stati membri e in altri quattro paesi extra-UE.

Il valore delle linee guida dell’OMS a lungo termine per il PM10 è stato superato nel 48% delle stazioni e in tutti i paesi, ad eccezione di Estonia, Islanda, Irlanda e Svizzera. Il valore delle linee guida dell’OMS a lungo termine per il PM2,5 è stato superato nel 68% delle stazioni situate in tutti i paesi, ad eccezione di Estonia, Finlandia, Ungheria, Norvegia e Svizzera.

Il 13% della popolazione urbana dell’UE è stato esposto a livelli di PM10 superiori al valore limite giornaliero e circa il 42% è stato esposto a concentrazioni superiori al più rigoroso valore previsto dalle linee guida dell’OMS per il PM10 nel 2016.

Per quanto riguarda il PM2,5, il 6% del totale popolazione urbana nell’UE è stato esposto a livelli superiori al valore limite dell’UE e circa il 74% è stato esposto a concentrazioni superiori al valore indicato dalle linee guida dell’OMS nel 2016.

La percentuale della popolazione urbana dell’UE esposta ai livelli di PM10 e PM2,5 oltre i valori limite e le linee guida dell’OMS nel 2016 è stata la più bassa dal 2000 (2006 per PM2,5), mostrando una tendenza alla diminuzione.

Ozono (O3)

Nel 2016, il 17% delle stazioni ha registrato concentrazioni superiori al valore obiettivo UE per la protezione della salute umana, per l’ozono (O3) . La percentuale di stazioni che hanno rilevato concentrazioni superiori a questo valore obiettivo erano notevolmente inferiori rispetto al 2015 (41%) ma superiori a quelle del 2014, riflettendo la variabilità interannuale delle concentrazioni di O3. Queste stazioni erano situate in 14 paesi dell’UE e in altri cinque paesi europei.

L’obiettivo a lungo termine è stato raggiunto solo nel 17% delle stazioni nel 2016. Il valore delle linee guida dell’OMS per l’O3 è stato superato nel 96% delle stazioni di monitoraggio, la stessa percentuale rilevata nel 2015.

Circa il 12% della popolazione urbana dell’UEè stata esposta a concentrazioni di O3 al di sopra della soglia del valore obiettivo dell’UE, percentuale che rappresenta una diminuzione considerevole rispetto all’esposizione elevata del 2015 (30%). Però, la percentuale è ancora superiore al 7% registrato nel 2014. La percentuale della popolazione urbana dell’UE esposta a livelli di O3 che supera il valore indicato dalle linee guida dell’OMS è stata del 98% nel 2016, senza mostrare alcuna fluttuazione dal 2000.

Biossido di azoto (NO2)

Il valore limite annuale per il biossido di azoto (NO2) continua ad essere ampiamente superato in tutta Europa, anche se la concentrazione e l’esposizione della popolazione stanno diminuendo.

Nel 2016, circa il 12% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato concentrazioni superiori a questo standard, che è lo stesso delle linee guida dell’OMS. Queste stazioni erano situate in 19 paesi dell’UE e in altri quattro paesi europei e l’88% delle concentrazioni oltre questo valore limite è stato osservato nelle stazioni di traffico.

Il 7% della popolazione urbana dell’UE viveva in aree con concentrazioni superiori al valore limite annuale UE e delle linee guida dell’OMS per il NO2 nel 2016, che rappresenta il valore più basso dal 2000.

Benzo[a]pirene (BaP), un indicatore per idrocarburi policiclici aromatici

Il 31% delle stazioni di monitoraggio del benzo[a]pirene (BaP) ha rilevato concentrazioni superiori a 1,0 ng / m3 nel 2016. Appartenevano a 13 Stati membri (su 25 paesi dell’UE e altri due paesi europei) ed erano stazioni situate principalmente nelle aree urbane. Il 21% della popolazione urbana dell’UE è stata esposta a concentrazioni medie annue di BaP superiori al valore obiettivo dell’UE nel 2016 e circa il 90% a concentrazioni superiori al livello di riferimento stimato.

Altri inquinanti: anidride solforosa (SO2), monossido di carbonio (CO), benzene (C6H6) e metalli tossici

Solo 23 stazioni (su 1.600) in cinque paesi hanno rilevato valori di anidride solforosa (SO2) al di sopra del valore limite giornaliero dell’UE, nel 2016. Tuttavia, il 37% di tutte le stazioni di monitoraggio del SO2, situate in 30 paesi, ha misurato concentrazioni di SO2 sopra i valori raccomandati dalle linee guida dell’OMS. Ciò significa che il 23% della popolazione urbana dell’UE-28 nel 2016 è stata esposta a livelli di SO2 superiori alle indicazioni dell’OMS.

L’esposizione della popolazione europea a concentrazioni di monossido di carbonio (CO) superiori al valore limite UE e delle linee guida OMS è molto localizzata e poco frequente. Solo cinque stazioni (di cui quattro al di fuori dell’UE) hanno registrato concentrazioni superiori al valore limite UE, nel 2016.

Allo stesso modo, nel 2016 sono state osservate concentrazioni superiori al valore limite per il benzene (C6H6) in sole quattro stazioni europee (tutte situate nell’UE).

Le concentrazioni di arsenico (As), cadmio (Cd), piombo (Pb) e nichel (Ni) nell’aria sono generalmente basse in Europa, con pochi superamenti degli standard ambientali. Tuttavia, questi inquinanti contribuiscono alla deposizione e all’accumulo di livelli di metalli tossici nei terreni, nei sedimenti e negli organismi.

Impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute

L’inquinamento atmosferico continua ad avere un impatto significativo sulla salute della popolazione europea, in particolare nelle aree urbane. Ha anche un notevole impatto di carattere economico, con l’aumento dei costi per la sanità pubblica e la riduzione della produttività, a causa delle giornate lavorative perse.

Le sostanze inquinanti più importanti d’Europa in termini di danno alla salute umana sono il PM, l’NO2 e l’O3.

Le stime degli impatti sulla salute attribuibili all’esposizione all’inquinamento atmosferico indicano che le concentrazioni di PM2,5 nel 2015 sono state responsabili di circa 422.000 decessi prematuri originati dall’esposizione a lungo termine in Europa ( in oltre 41 paesi), di cui 391.000 erano nell’UE.
Gli impatti stimati sulla popolazione in questi 41 paesi europei per l’esposizione alle concentrazioni di NO2 e O3 nel 2015 sono stati circa 79.000 e 17.700 morti premature all’anno, rispettivamente, di cui nell’UE circa 76.000 e 16.400 morti premature all’anno.

Sebbene le variazioni da un anno all’altro siano ridotte, uno studio recente ha valutato l’evoluzione a lungo termine dell’esposizione della popolazione europea alla concentrazione di PM2,5 dal 1990 e le morti premature associate. Sono stati utilizzati diversi set di dati e l’insieme di tutti i set di dati indica una diminuzione mediana della mortalità prematura di circa il 60% in Europa, attribuita all’esposizione al PM2,5 tra il 1990 e il 2015. Ciò riflette una diminuzione simile dell’esposizione della popolazione europea al PM2,5.

Air quality in Europe -2018 report

Le delibere del Consiglio Snpa del 3 ottobre 2018

Sono ora disponibili le delibere adottate nel corso del Consiglio nazionale Snpa che si è tenuto il 3 ottobre 2018, fra cui una sul tema delle maleodoranze.

Sono state approvate le articolazioni operative del Piano Triennale (PT) SNPA 2018-2020, che definiscono, per ciascuno dei sette TIC (Tavoli Istruttori del Consiglio), la denominazione dei Gruppi di Lavoro (GdL) e delle Reti dei Referenti/Tematiche (RRlRRTEM), proposte dal Direttore Generale ISPRA e dai Direttori Generali ARPAiAPPA Coordinatori dei TIC, complete dell’indicazione dei coordinamenti per ogni articolazione.

Le altre delibere sono in prevalenza approvazioni di documenti tecnici rivolti a favorire una sempre maggiore omogeneità nelle attività svolte dagli enti che compongono il Sistema (Ispra, Arpa e Appa).

Fra essi, di particolar interesse anche per i non tecnici, il documento elaborato dal gruppo di lavoro Snpa che si è occupato di un tema particolarmente sensibile: quello delle maleodoranze.

Fra i temi trattati:

  • metodologie di monitoraggio delle emissioni odorigine;
  • modelli di dispersione per la valutazione di impatto olfattivo;
  • metodologie di abbattimento degli odori.

Le delibere adottate: