Con Remedio a Treviso la strada Ovest diventa Green

A Treviso cresce il Bike Sharing. Nove stazioni e cinquanta biciclette arrivano in Strada Ovest donandole un tocco più Green.

L’iniziativa, presentata sabato 10 novembre, nasce dal progetto Europeo Remedio, di cui Arpav è capofila, su iniziativa del Comune di Treviso. Obbiettivo, la riqualificazione di zone urbane congestionate dal traffico grazie a un “condominio orizzontale”, in cui tutti gli attori coinvolti collaborano per un bene comune: migliorare la qualità urbana ripensando strade e mobilità. Ed è proprio su questo che si è impegnata Arpav:  la prevenzione è uno dei principi guida delle attività dell’Agenzia, che ha voluto offrire una modalità di spostamento, alternativa a quella privata, rispettosa dell’ambiente e che risolva il problema del congestionamento del traffico.

Il progetto, oltre che proporre un servizio ai cittadini, ha previsto un’attività di educazione ambientale che ha coinvolto undici Istituti,  dalle scuole dell’infanzia e primarie fino alle scuole secondarie di primo e secondo grado, dei comuni di Treviso e Villorba. I ragazzi hanno fatto formazione in aula con laboratori tenuti da tecnici Arpav e dopo un periodo di osservazione di Strada Ovest hanno avuto l’occasione di mettersi alla prova proponendo delle soluzioni all’inquinamento atmosferico e acustico dovuti al traffico elevato.

“Remedio”,  progetto cofinanziato nell’ambito del programma Interreg MED 2014-2020, coinvolge, oltre ad Arpav e ai comuni di Treviso e Villorba, partner europei quali amministrazioni comunali ed enti gestori dei servizi di mobilità che, supportati da partner tecnico scientifici come le Università, collaborano alla creazione di un modello di mobilità urbana sostenibile e di educazione ambientale. Le altre città interessate sono: Loures (Portogallo), Spalato (Croazia) e Salonicco (Grecia), affiancate dalle Università di Siviglia, Lisbona e Salonicco.

Con l’installazione del Bike Sharing prosegue la collaborazione tra il Comune di Treviso e il Comune di Villorba sottoscrittori  insieme alla Provincia di Treviso dell’Accordo di Programma per la creazione del “condominio orizzontale” in Strada Ovest, già promosso da alcuni anni dal Comune di Treviso nell’ambito delle iniziative per l’efficientamento energetico sotto lo slogan “I love Strada Ovest in classe A”.

All’evento di sabato erano presenti l’Assessore all’Ambiente del Comune di Treviso Alessandro Manera, il Sindaco di Villorba Marco Serena ed i Consiglieri Comunali di Treviso Mirco Visentin, Antonio Dotto, Massimo Zanon, il funzionario del Settore Ambiente del Comune di Treviso Ing. Roberto Granziol e per Arpav Ketty Lorenzet e Francesca Liguori, entrambe dell’Osservatorio Regionale Aria.

Per maggiori informazioni:

http://www.comune.treviso.it/

http://www.arpa.veneto.it/servizi-ambientali/cooperazione/programmazione-2014-2020-1/remedio

autore: Chiara Tangolo, Università di Padova – Strategie di comunicazione in stage all’Ufficio Stampa di Arpa Veneto

Firmato accordo per la bonifica delle discariche abusive in Italia

Firmato a Roma un protocollo di collaborazione tra Arpae Emilia-Romagna e Commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive in Italia.
Il protocollo prevede azioni a livello nazionale di collaborazione e condivisione fra gli organi istituzionali impegnati nel miglioramento delle conoscenze e alla tutela dell’ambiente e del territorio, per restituire bonificati ai cittadini i siti che attualmente ospitano discariche abusive. L’accordo con Arpae rientra tra le azioni previste dal protocollo tra il Commissario straordinario e Ispra, grazie al quale le differenti Agenzie regionali di protezione dell’ambiente del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa), mettono a disposizione le proprie capacità tecnico-scientifiche per promuovere, incentivare e diffondere le buone pratiche di collaborazione fra gli organi istituzionali. Continua >

“Brucia bene la legna, non bruciarti la salute”, al via la campagna di comunicazione del progetto PrepAir

Al via la campagna del progetto europeo PrepAir per sensibilizzare i cittadini sull’uso corretto delle biomasse per il riscaldamento domestico. Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento sono alcuni dei 18 partner nazionali e internazionali coinvolti nel progetto che ha come obiettivo promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili nell’area del bacino Padano.

In molte regioni italiane più del 90% del PM10 generato dal settore riscaldamento domestico deriva da piccoli apparecchi a legna come caminetti, stufe, inserti. La combustione a legna produce pericolosi inquinanti che hanno ben poco di ecologico, ma pochi lo sanno. Durante la combustione della legna si liberano, per unità di energia prodotta, inquinanti in quantità 10-100 volte superiori a quelle degli apparecchi a gas. L’utilizzo della legna è scarso nelle grandi città, ma nelle zone di periferia, nelle piccole cittadine e nei paesi spesso più del 20% delle famiglie si scalda con la legna e in molte zone collinari e montane è il combustibile più usato.


Per sfatare i luoghi comuni su questo tema e informare i cittadini sulle possibili conseguenze per la salute e per l’ambiente i 18 partner nazionali e internazionali del progetto europeo PrepAir, tra cui tutte le Regioni del bacino padano, hanno dato il via alla campagna di comunicazione “Brucia bene la legna, non bruciarti la salute”. Grazie alla campagna sono stati realizzati diversi prodotti, tra cui un video che verrà veicolato attraverso i social e una brochure informativa focalizzata sull’utilizzo della legna come combustibile (prima parte) e sulle strategie per ridurre l’inquinamento da legna (seconda parte).

La brochure, di circa 20 pagine, viene distribuita nella versione cartacea in occasione di convegni e incontri pubblici relativi al progetto PREPAIR sul territorio del bacino padano, mentre la versione digitale è sempre disponibile per tutti a questo indirizzo del sito di progetto.

Attraverso questo strumento si ribadisce che una cattiva o scorretta combustione del legno produce polveri sottili e sostanze tossiche, come il benzoapirene, che si liberano nell’aria; in presenza di inversione termica nei mesi più freddi la situazione può peggiorare perché queste sostanze permangono nel fondovalle. Una combustione corretta deve seguire poche ma importantissime regole: il caricamento del combustibile giusto, l’accensione dall’alto con micce ecologiche, la combustione con presa d’aria completamente aperta, installazione, pulizia e manutenzione corretta dell’impianto.

Ufficio stampa
ufficiostampa@lifeprepair.eu

Terra dei fuochi, Consiglio dei ministri a Caserta

Il protocollo d’intesa sulla Terra dei fuochi, siglato da presidente del Consiglio dei ministri, sei ministri e Regione Campania, investe anche il Snpa, in particolare Ispra e Arpa Campania.

Contenuto fondamentale dell’accordo, firmato dalle parti ieri (19 novembre) a Caserta, è il Piano d’azione per il contrasto ai roghi di rifiuti, che fa capo a un’unità di coordinamento presieduta da un delegato del presidente del Consiglio dei ministri, ed è articolato in tre ambiti di intervento. Il Piano prevede una serie di azioni, nel breve-medio periodo, in chiave di tutela della salute della popolazione nei novanta comuni della cosiddetta Terra dei fuochi, compresi tra le province di Napoli e Caserta. Secondo ambito di intervento, la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi. Infine, si rafforza il presidio del territorio per prevenire gli incendi dolosi di rifiuti, con particolare attenzione ai siti di trattamento dei rifiuti e con il coinvolgimento dei militari dell’operazione Strade Sicure.

Il primo ambito di intervento prescrive, tra l’altro, di implementare una banca dati sul sistema di trattamento dei rifiuti campano, di rendere operativo il Registro regionale dei tumori, di potenziare il monitoraggio della qualità dell’aria (azioni in cui è coinvolta l’agenzia ambientale regionale). Sul fronte della tutela ambientale, d’altronde, sono ovviamente chiamati in causa gli enti del Snpa: il Piano prevede, tra l’altro, azioni di risanamento ambientale nei Siti contaminati di interesse nazionale, un accordo Stato-Regione Campania sulla qualità dell’aria, interventi per la rimozione dei rifiuti combusti o abbandonati, verifiche rafforzate in fase di rilascio e di rinnovo delle autorizzazioni agli impianti di gestione dei rifiuti.

«Il governo», ha dichiarato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, «è determinato nel contrasto alle discariche abusive, agli incendi dolosi negli impianti e in generale a qualsiasi forma di traffico illecito di rifiuti. Intendiamo tutelare la salute dei cittadini di questo territorio, dove si registrano evidenti episodi di lesione dell’integrità psicofisica dei residenti. Il Piano d’azione approvato oggi investe molto sull’aggiornamento del quadro delle conoscenze». Il premier ha preso in prestito il nome dell’associazione promossa dalla piccola Aurora, una ragazza campana affetta da un tumore, auspicando che questo territorio sia noto come “Terra dei cuori”, superando il marchio negativo con cui è attualmente conosciuto.

Sul sito del Governo il testo del protocollo d’intesa

Stati generali del Tevere, 250 mila le persone a rischio

Presentato a Roma il Primo Rapporto sullo stato del bacino del Tevere, realizzato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale con la collaborazione di Ispra e Protezione civile.

All’indomani dell’emergenza maltempo che ha colpito l’Italia da nord a sud si torna a parlare del Tevere e a valutare quali danni provocherebbero un’alluvione e un’esondazione del fiume nel territorio della Capitale. A Roma sono 250 mila le persone a rischio e nel caso di un’evento climatico estremo si stimano danni pari a 27 miliardi di euro.

Il Presidente dell’Ispra Stefano Laporta ha presentato nel corso del convegno, che si è svolto a Roma lo scorso 14 novembre presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un quadro sul dissesto idrogeologico, i beni culturali a rischio, lo stato dei fiumi e dei laghi in Italia, a partire dai dati dell’ultimo rapporto presentato dall’Istituto lo scorso luglio alla Camera dei deputati.

L’Urp Arpat in un video

L’Ufficio Relazioni con il Pubblico ARPAT ogni anno risponde alle richieste di circa 6.000 cittadini toscani e non solo. Con un video appena pubblicato guida i cittadini ad usufruire, anche in autonomia, dei diversi servizi offerti.

A seguito dell’approvazione della legge 150 del 2000, ARPAT ha costituito un Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), organizzato dal 2008 “a rete”, con diversi operatori che condividono la gestione del numero verde e della posta elettronica, quali principali strumenti di relazione con gli utenti esterni.

ARPAT considera il lavoro dell’URP una componente fondamentale dell’attività di comunicazione e informazione dell’Agenzia, nell’interesse della collettività.

La creazione dell’URP “a rete” richiede da subito di:

  • raccogliere e catalogare le richieste di informazioni in una banca dati al fine di profilare l’utenza e i suoi principali bisogni informativi,
  • definire le modalità operative di gestione dei rapporti con il pubblico, nel rispetto del sistema di gestione ISO 9001,
  • rendere omogenee le risposte ai cittadini attraverso specifici strumenti informativi: le Faq (risposte a domande frequenti) che nascono dai quesiti dei cittadini; gli opuscoli “Chi fa cosa in Toscana”, caratterizzati da un breve testo e da un’ infografica, che forniscono le prime informazioni e orientano il cittadino verso l’ente a cui rivolgersi in caso di specifici problemi; le “Schede informative” per approfondimenti, sempre divulgativi, sui singoli temi ambientali.

Nonostante che si ritenga utile mettere a disposizione dei cittadini servizi fruibili online, rimane sempre importante il contatto diretto con gli operatori.

Per questo oggi l’URP di ARPAT svolge il suo servizio attraverso la casella di posta elettronica urp@arpat.toscana.it ed il numero verde 800 800 400, attivo per 36 ore settimanali (dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00 e dal lunedì al giovedì anche dalle 14,00 alle 18,00), per circa 1.800 ore annue complessive di servizio al pubblico, rispondendo ad una media di 24 utenti al giorno, circa 6.000/anno.

Per chi vuole approfondire:

Ecolabel UE: successo per il seminario Arpacal e le premiazioni all’insegna del “fiore stellato”

Una festa per i ragazzi che hanno partecipato al concorso, ma soprattutto un momento di riflessione sullo stato dell’arte della diffusione in Calabria del marchio Ecolabel UE e delle prospettive future, con un occhio rivolto principalmente al settore della ricettività turistica ma anche all’acquisto di prodotti e servizi da parte delle Pubbliche Amministrazioni. E’ stato questo l’obiettivo del seminario “L’Ecolabel Europeo, tutte le facce della certificazione a garanzia del turismo sostenibile e degli acquisti pubblici verdi”, organizzato dall’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria) con la collaborazione della Regione Calabria e dell’Ufficio Scolastico regionale, che si è tenuto questa mattina nella sala verde della Cittadella regionale a Catanzaro.

Il seminario ha rappresentato un importante momento di confronto tra diversi soggetti che, a livello nazionale e regionale, e con esperienze provenienti da altre regioni italiane, si occupano della promozione e diffusione del marchio ecologico Ecolabel UE che, come è noto, è uno strumento volontario per promuovere la qualità dei prodotti o dei servizi. Gli standard da rispettare sono definiti in modo tale da consentire la concessione del marchio solo alle aziende che garantiscono il rispetto di rigorosi criteri ambientali e prestazionali definiti su base scientifica a livello europeo. Dal punto di vista imprenditoriale l’adozione di standard ambientali verificati è un elemento competitivo, sia dal punto di vista economico che qualitativo.

A coordinare i lavori del seminario l’ing. Gabriele Alitto, dirigente del servizio del Dipartimento Ambiente della Regione che si occupa della promozione e diffusione delle certificazioni ambientali nonché di educazione ambientale.

L’architetto Orsola Reillo, dirigente generale del Dipartimento Ambiente della Regione, nell’intervenire ha sottolineato la grande attenzione della Regione per questa tematica, al punto che è stato attivato uno specifico servizio all’interno del Dipartimento. “Su tutti gli obblighi delle Amministrazioni – ha detto Reillo – ci deve essere una spinta verso questa sensibilità che vada verso il rispetto dell’ambiente”.

Il Commissario dell’Arpacal, Avv. Maria Francesca Gatto, ha illustrato il percorso che l’Agenzia sta svolgendo nel settore dei sistemi di gestione ambientale, a partire dalla Delibera giugno 2016 “Politica GPP di Arpacal”, in cui è stata anche costituito un apposito gruppo di lavoro per il perseguimento delle finalità strategiche in essa delineate; ma anche il Piano d’azione triennale con delibera del 3 Ottobre 2017 in cui è stato determinato un piano di lavoro dell’Agenzia che, annualmente, viene sottoposto a verifica ed implementazione. Tutto ciò al fine di garantire il costante adeguamento del documento alle evoluzioni normative in materia di GPP e/o l’introduzione delle azioni correttive che si rendessero necessarie in corso d’opera per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La dr.ssa Sonia Serra, dirigente del Centro regionale Sistemi di Gestione Integrati Qualità e Ambiente dell’Arpacal, che ha illustrato nei dettagli il Piano che l’Agenzia ha stilato per promuovere, nei diversi livelli della società, il marchio Ecolabel UE, partendo dalle scolaresche, ma anche coinvolgendo la grande distribuzione organizzata, per un giungere alla sensibilizzazione delle imprese, come in questo specifico seminario.

Il dr. Riccardo Rifici, presidente del Comitato Ecolabel-Ecoaudit Italia , organismo composto da rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, della Salute e dell’Economia e delle Finanze e dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), nel compiacersi per la massiccia presenza di studenti accorsi a seguire il seminario, ha sapientemente accompagnato l’uditorio in tutti gli aspetti più decisivi e strategici che la Commissione Europea ha riconosciuto al marchio Ecolabel UE, anche alla luce delle diverse fenomenologie , climate change in testa, che stanno interessando questa società contemporanea.

La dr.ssa Cristiana Simari Benigno, referente del Nodo Emas Ecolabel presso Centro regionale Sistemi di Gestione Integrati Qualità e Ambiente dell’Arpacal, ha spiegato ai presenti il percorso necessario per dotarsi di un marchio Ecolabel UE, della convenienza per le imprese che decidono di conquistarne il riconoscimento, ma anche delle ultime novità normative in tema di “Acquisti Verdi” nelle Pubbliche Amministrazioni. “Nel 2017 – ha detto Simari Benigno – è entrato in vigore il D.lgs. n. 56 che ha introdotto l’obbligo di applicazione dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) per affidamenti di qualsiasi importo (ovvero per il 100% del valore a base d’asta e non più per una sua percentuale) relativamente alle categorie di forniture e di affidamenti di servizi e lavori per i quali il Ministero dell’Ambiente ha emanato gli stessi CAM. Il medesimo Decreto, inoltre, ha sancito l’obbligo di inserire le clausole sociali nei bandi di gara per l’affidamento dei contratti di concessione e di appalto di lavori e servizi diversi da quelli aventi natura intellettuale, con particolare riferimento a quelli relativi a contratti ad alta intensità di manodopera (es. servizi di pulizia e ristorazione). Così facendo, dal 20 maggio 2017, non si parla più semplicemente di acquisti verdi ma di acquisti “sostenibili” dal momento che il correttivo al codice dei contratti pubblici ha integrato stabilmente nelle procedure di gara la valutazione dell’aspetto sociale che, affianco all’aspetto economico ed a quello ambientale, rappresenta il terzo pilastro dello sviluppo sostenibile”.

La particolarità di questo evento seminariale sta nel fatto che siano stati invitati a relazionare anche rappresentanti di altre Arpa, precisamente del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia, per presentare lo stato d’avanzamento dei programmi di diffusione del marchio ecologico in quelle regioni, con un parallelismo con la Calabria. Per il Friuli Venezia Giulia ha relazionato la dr.ssa Francesca Bonemazzi, di ARPA Friuli Venezia Giulia, che ha spiegato i diversi appocci, ed i diversi risultati ottenuti nella sua regione, presentando due video-testomonianze di titolari di baite di montagna, diventati agriturismi, che hanno aderito al percorso di certificazione Ecolabel UE. Il dr. Michele Fiore, di Arpa Sicilia, ha relazionato sulle ottime performance che il “fiore stellato” ha in Sicilia, portando la regione al secondo posto nazionale nella graduatoria della diffusione di Ecolabel UE nelle strutture ricettive turistiche.

La dr.ssa Simari Benigno, inoltre, insieme al dr. Andrea Muratore, ha presentato gli esiti di una ricerca statistica svolta in merito al grado di penetrazione del marchio Ecolabel UE sul territorio regionale, sia dal punto di vista dei consumatori di prodotti e servizi, e sia per le strutture ricettive turistiche. La conclusione di questa ricerca è stata chiara: gli imprenditori turistici chiedono più informazioni e conoscenza del marchio EU e più sostegno nei percorsi di avvicinamento alla concessione di questo prestigioso marchio am ecologico.

A conclusione del seminario, infine, la cerimonia di premiazione, presentata dal dr. Fabio Scavo dell’Ufficio Comunicazione Arpacal, delle scolaresche che hanno partecipato al concorso “Noi dell’Ecolabel UE” che l’Arpacal, con la collaborazione della Regione Calabria e dell’Ufficio Scolastico regionale, ha bandito a fine settembre scorso , raccogliendo la partecipazione di molti istituti scolastici. Tre le categorie in concorso: video promozionale, brochure informativa e poste scientifico-divulgativo.

I premi, gentilmente offerti dagli Istituti Riuniti di Vigilanza di rende(CS), sono quanto di più coerente con lo sviluppo e la mobilità sostenibile: tre bici pieghevoli elettriche a pedalata assistita, una per ogni categoria di premio.

Per la categoria video promozionale ha vinto la Quinta classe sezione AG dell’istituto “Panella – Vallauri” con un video su un supereroe, appunto Super Ecolabel, in grado di aiutare i cittadini sulle principali attività di vita quotidiana in cui la scelta di un marchio ecologico po’ fare bene all’ambiente, ma anche alla salute e, non ultimo, alla tasca dei consumatori.

Per la categoria brochure informativa ha vinto il Liceo “A. Volta” di Reggio Calabria con appunto una brochure chiara e semplice che, anche grazie all’uso di colori e soggetti scelti ad hoc, ha veicolato le principali informazioni sul marchio Ecolabel UE.

Per la categoria poster scientifico-divulgativo ha invece vinto la Quinta Sezione D del Liceo “G. Galilei” di Lamezia Terme che, usando anch’essa il soggetto di una eroina, ha riprodotto nel poster le principali informazioni che interessano il marchio ecologico.

La gallery qui

“Le tue scarpe al centro”, i risultati della campagna di educazione all’economia circolare

Raccolte 29.000 scarpe usate nei 230 centri di raccolta e nelle 60 manifestazioni organizzate in regione dai Ceas, società sportive e multiservizi. In Emilia-Romagna si è chiusa con un grande successo la campagna di educazione all’economia circolare Le tue scarpe al centro, promossa da Arpae in sinergia con i 14 Ceas aderenti e i gestori dei rifiuti nei diversi territori. Continua >

 

Serr 2018: l’Appa Bolzano partecipa con due azioni

In occasione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti (Serr), in programma in tutta Europa dal 17 al 25 novembre, l’Appa Bolzano partecipa all’evento con due proprie iniziative: uno spot radio e un video su YouTube.

Focus della settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2018 è “Prevenire, gestire e ridurre i rifiuti pericolosi”. Per rifiuto pericoloso si intende un rifiuto che al suo interno contiene proprietà nocive per l’ambiente: tali sostanze si possono trovare in molti prodotti in ambiente domestico quali cosmetici, batterie, vernici, pesticidi, lampadine e rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche RAEE. Questi rifiuti rappresentano più di altri un rischio per l’ambiente e la salute umana. Per sensibilizzare I cittadini ad uno smaltimento corretto dei rifiuti pericolosi domestici, quali le batterie, l’Appa Bolzano ha realizzato uno spot radiofonico che può essere ascoltato anche sul canale ufficiale Soundcloud della Provincia di Bolzano.

Consumare consapevolmente, smaltire correttamente! Per il bene del nostro ambiente!


Spot radiofonico realizzato da BCool-Comunicare-Oltre Bolzano, su incarico dell’Appa Bolzano (immagine: focus tematico 2018, prevenzione dei rifiuti pericolosi, www.ewwr.eu/it/communication )

Dalla riduzione dei rifiuti al risanamento delle discariche. L’Appa Bolzano attenta ad una gestione dei rifiuti complessiva e sostenibile.


Video realizzato da GNews su incarico dell’Appa Bolzano

Maggiori informazioni sul risanamento delle discariche in Alto Adige:

Educazione ambientale e alla sostenibilità, il percorso in atto nel Sistema nazionale di protezione dell’ambiente

Il Sistema nazionale di protezione dell’ambiente (Snpa) partecipa con Regioni e Ministeri e altri enti alla conferenza nazionale per il rilancio delle reti nazionale e regionali Infeas (Cagliari, 22-23 novembre 2018). Pronta la brochure “Educazione ambientale in Snpa”. In gennaio è previsto un confronto con gli stakeholder e un seminario interno per il personale delle strutture dedicate all’educazione alla sostenibilità.

L’educazione ambientale e alla sostenibilità (Eas) nelle agenzie per l’ambiente e in Ispra è stata sviluppata fin dalla loro istituzione negli ultimi venti anni, seppure in modo diversificato e non sempre continuativo. Un patrimonio di esperienza e competenze fatto di progetti realizzati nel tempo, di funzioni e servizi educativi, comunicativi e partecipativi attivati in raccordo con la mission delle agenzie che ha oggi l’opportunità di consolidarsi e implementarsi.

Per la prima volta l’educazione ambientale è una delle funzioni istituzionali del Sistema nazionale protezione ambientale (art. 3 comma g della L 132/2016) e può pertanto contribuire a valorizzare e connettere il sapere scientifico esperto che producono le agenzie ambientali e Ispra completando la filiera: dalla rilevazione dei dati, alla produzione di informazioni, al coinvolgimento attivo di giovani e adulti nelle politiche di sostenibilità.

Dal 2017 in Snpa è attivo un Gruppo di lavoro che ha lo scopo di definire, organizzare e sviluppare  la specificità della funzione educazione ambientale nell’ambito della strategia complessiva di Sistema; a tale scopo è stata avviata una ricognizione delle azioni già intraprese, delle metodologie, degli strumenti e delle risorse umane dedicate.
Nel Programma Snpa 2018/2020 c’è una apposita sezione dedicata all’educazione ambientale – nell’ambito del Tavolo tecnico V (Tic V) che comprende Reporting e sistemi informativi ambientali, comunicazione, educazione e formazione  – che attiva un’azione sinergica comune.

Le strategie del Snpa hanno dunque un chiaro indirizzo che consentirà alle agenzie ambientali e a Ispra in rete tra loro di implementare la nuova funzione dell’educazione ambientale e di svolgere un ruolo importante nel sistema nazionale dell’educazione ambientale e alla sostenibilità.

La consapevolezza è quella di avere molta strada da percorrere, ma al tempo stesso di essere un attore di un più ampio sistema (Infeas) parte di una organizzazione solida (Snpa con le 21 agenzie ambientali e Ispra), con grandi competenze tecnico scientifiche, operativa in tutto il territorio nazionale.

In base a quanto premesso il sistema delle agenzie ambientali parteciperà alla Conferenza nazionale dell’educazione ambientale voluta da Regioni e Ministeri che si terrà a Cagliari il 22 e 23 novembre 2018.

In occasione della Conferenza di Cagliari e del prossimo seminario interno a Snpa (16 e 17 gennaio 2019) sull’educazione ambientale, il GdL Eas del Sistema nazionale protezione ambientale ha prodotto una brochure disponibile qui.

Paolo Tamburini
Coordinatore Eas/Snpa

La brochure Educazione ambientale in Snpa

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Scarica il programma della Conferenza nazionale di Cagliari 

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Arpa Marche è su Twitter!

“Fare “rete” è uno degli obiettivi attorno al quale è nato e sta crescendo tutto il Sistema Nazionale per la Protezione Ambientale. Una rete che, se sul fronte interno intende agire a garanzia e armonizzazione dei servizi e delle prestazioni sull’intero territorio nazionale, non può ignorare la necessità di relazione, autorevole ma snella e diretta al tempo stesso, con il mondo esterno”.

Il nuovo direttore generale Giancarlo Marchetti ha così commentato l’apertura dell’account Twitter di ARPA Marche, sottolineando quanto sia importante oggi, specie nella protezione dell’ambiente, aprire canali diretti con i cittadini, le associazioni, le istituzioni così da informare gli stakeholders per coinvolgerli e renderli consapevoli delle questioni ambientali auspicando confronti costruttivi e non conflittuali.

Al primo tweet dell’Agenzia ha subito risposto lo stesso SNPA, che ha voluto dare il benvenuto ai colleghi rilanciando il suo “L’ #ambiente si fa sempre più #social!”.

Oltre al sito web istituzionale (www.arpa.marche.it), ARPAM aggiunge dunque da oggi anche il canale Twitter (@ArpaMarche) per informare gli utenti sulla propria attività, i risultati conseguiti e, più in generale, per diffondere informazioni e notizie di carattere ambientale, nella consapevolezza di come i social media siano ormai diventati uno strumento indispensabile per la comunicazione utilizzato sempre più spesso, in particolare per la sua vocazione alla tempestività, quale prima fonte di informazioni.

Gli account Twitter del Snpa:

#imparosicuro: da Genova il kit per tutte le scuole

Un kit didattico sul rischio alluvione per formare alunni e insegnanti di tutte le scuole. E un accordo firmato sotto la Lanterna fra il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e il numero uno di Protezione Civile Angelo Borrelli, che hanno inaugurato “Orientamenti” di Genova alla presentazione del progetto #imparosicuro, realizzato da Regione Liguria, Arpal, Alfa e Ufficio scolastico.

Presenti anche il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo e quello alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone, il direttore generale dell’Ufficio Scolastico regionale Ernesto Pellecchia e il direttore generale di Arpal Carlo Emanuele Pepe, e gli studenti delle scuole liguri accorsi nella Sala Libeccio (Magazzini del Cotone) alla presentazione delle iniziative di autotutela e di sicurezza previste dal percorso di formazione #imparosicuro.


Il video servizio sulla mattinata dedicata alla Protezione Civile e a #imparosicuro.

Nel kit, strutturato in moduli, sono sviluppati tre differenti percorsi formativi, calibrati sulle diverse età degli alunni, ma accomunati da un linguaggio omogeneo e dall’ufficialita dei messaggi: padroneggiare alcune nozioni base risulta fondamentale per capire il sistema di protezione civile e come comportarsi correttamente in caso di bisogno.

Dai giochi per i più piccoli agli approfondimenti per i più grandi, il tema dell’allerta è analizzato sotto molti punti di vista, e diventa un ancor più efficace strumento di prevenzione.

”Primi in Italia come regione e Agenzia – ha detto al termine Carlo Emanuele Pepe, direttore generale Arpal – facciamo tutti un passo in avanti con un progetto bellissimo che coinvolge ragazzi e insegnanti. Un’iniziativa che vogliamo portare dentro Snpa, affinché possano diventare procedure e buone pratiche per tutti”.

#IMPAROSICURO – TUTTI I MATERIALI

In Italia il 2018 è stato, ad oggi, l’anno più caldo

ISPRA fa il punto sul clima e fornisce una sintesi di dati su piogge e venti che nel mese di ottobre hanno colpito il nostro Paese.

La stima provvisoria dell’anomalia della temperatura media in Italia, stando ai dati aggiornati fino al mese di ottobre compreso, configura il 2018 come l’anno più caldo di tutta la serie storica di dati controllati ed elaborati dall’Ispra, cioè almeno dal 1961 (+1,77 °C rispetto al valore normale di riferimento 1961-1990). In base a studi che ricostruiscono il clima in un passato più remoto, si può affermare che in Italia l’anno in corso risulta essere l’anno più caldo da almeno 2 secoli circa. Finora, la temperatura media in Italia nel 2018 è stata sempre nettamente superiore al valore normale ad eccezione dei mesi di febbraio e marzo; i mesi relativamente più caldi sono stati gennaio e aprile, con anomalie di oltre 2,5 °C.

Nel quadro globale di mutamento climatico, nel mese di ottobre l’Italia è stata teatro di una serie di eventi meteorologici estremi che hanno investito tutta l’Italia e che hanno determinato gravi conseguenze per la popolazione, l’ambiente e il territorio del nostro Paese. In particolare, il 19 ottobre una serie di eventi temporaleschi molto intensi ha colpito la Sicilia orientale, causando alluvioni e gravi danni alle abitazioni, alle strutture e al territorio di una vasta area, soprattutto in provincia di Catania. Negli ultimi giorni del mese, un’ondata di maltempo più estesa e violenta ha investito tutta l’Italia da nord a sud.

L’elemento che ha creato maggiore impatto è stato dapprima il vento, che il 29 e 30 ottobre ha soffiato costantemente con forte intensità dai quadranti meridionali. Diverse stazioni meteorologiche della rete nazionale hanno registrato velocità del vento dell’ordine di 100 km/h con raffiche fino a circa 180 km/h in montagna (Monte Cimone) e tra 140 e 150 km/h sul mare (Capo Carbonara e Capo Mele). Localmente, le reti regionali hanno rilevato valori di velocità del vento anche superiori, con raffiche fino a più di 200 km/h.

Le piogge sono cadute abbondantemente su quasi tutto il territorio nazionale, con tempi e intensità diverse nelle varie regioni. Le precipitazioni cumulate giornaliere più elevate sono state registrate nelle zone prealpine, con valori di oltre 400 mm in Friuli Venezia Giulia e di oltre 300 mm in Liguria, Veneto e Lombardia.

Una sintesi di dati e informazioni meteo climatiche sugli ultimi eventi del clima in Italia è stata trasmessa dall’ISPRA all’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO), che sta curando la redazione del “WMO Annual Statement on the Status of the Global Climate in 2018”.

L’ISPRA svolge la funzione focal point nazionale per la realizzazione e trasmissione regolare al Regional Climate Centre della Regione VI (Europa) della WMO di dati e prodotti relativi allo stato e alle variazioni del clima in Italia.

L’Istituto, con il contributo e la collaborazione dei principali organismi nazionali e regionali titolari di reti e dati meteo climatici, elabora, controlla e rende pubblicamente disponibili dati, indici e prodotti climatici attraverso il sito www.scia.isprambiente.it e collabora con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, fornendo dati e prodotti utili alle sue funzioni istituzionali.

Inoltre Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) pubblica, con cadenza annuale, il rapporto “Gli indicatori del clima in Italia”, giunto nel 2017 alla XII edizione, che illustra l’andamento climatico nazionale nel corso dell’ultimo anno e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni.

Sotto esame gli inchiostri per tatuaggi e trucco permanente

Il 7 e 8 novembre si è tenuto a Torino un incontro internazionale per la valutazione dei rischi associati alle sostanze pericolose presenti negli inchiostri per tatuaggio e trucco permanente (PMU – Permanent Make Up).

Hanno partecipato, insieme ai tecnici esperti di Arpa Piemonte, colleghi del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’APPA Bolzano e rappresentanti delle istituzioni di riferimento della Danimarca.

Dopo una prima giornata in aula, i partecipanti hanno visitato il laboratorio di Arpa Piemonte specializzato nelle analisi degli inchiostri che ha sede a Grugliasco (TO). L’Agenzia è da alcuni anni impegnata nel contrasto alla diffusione di prodotti pericolosi e contraffatti e il laboratorio opera come riferimento nazionale per la determinazione di alcuni agenti cancerogeni nei prodotti in commercio. In particolare vengono determinate le ammine aromatiche primarie (PAAs) e gli idrocarburi policiclici aromatici (PAHs).
I servizi di vigilanza sul territorio regionale piemontese e nazionale (ASL, NAS, Guardia di Finanza) effettuano i controlli presso produttori, importatori, distributori di inchiostri per tatuaggio e PMU oltre agli studi dei tatuatori e ai centri estetici, al fine di individuare eventuali prodotti con caratteristiche di pericolosità e/o cancerogenicità.
La Commissione Europea ha incaricato l’Italia, in collaborazione con alcuni altri paesi membri tra cui la Danimarca, la Germania e l’Olanda di preparare un dossier per la valutazione di una proposta di restrizione relativo all’Allegato XVII del regolamento Europeo REACH sugli inchiostri per tatuaggio.

Il meeting di Torino ha consentito di verificare in dettaglio le modalità di controllo analitico e di definire un percorso comune per garantire l’efficacia degli interventi di prevenzione e l’opportunità di estensione delle restrizioni ad altri agenti pericolosi, quali gli azoderivati e gli ftalati.

Emilia-Romagna, si cercano osservatori volontari per la misura della neve

Per consentire una copertura più ampia ed estesa del monitoraggio della neve al suolo, il Servizio Idro-Meteo-Clima di Arpae Emilia-Romagna invita i cittadini appassionati a partecipare alla raccolta dei dati sull’altezza del manto nevoso in tutte le località della regione Emilia-Romagna. L’inizio della stagione di misurazioni si inaugurerà con un incontro che si terrà il 23 novembre 2018. Continua >