Con Remedio a Treviso la strada Ovest diventa Green

A Treviso cresce il Bike Sharing. Nove stazioni e cinquanta biciclette arrivano in Strada Ovest donandole un tocco più Green.

L’iniziativa, presentata sabato 10 novembre, nasce dal progetto Europeo Remedio, di cui Arpav è capofila, su iniziativa del Comune di Treviso. Obbiettivo, la riqualificazione di zone urbane congestionate dal traffico grazie a un “condominio orizzontale”, in cui tutti gli attori coinvolti collaborano per un bene comune: migliorare la qualità urbana ripensando strade e mobilità. Ed è proprio su questo che si è impegnata Arpav:  la prevenzione è uno dei principi guida delle attività dell’Agenzia, che ha voluto offrire una modalità di spostamento, alternativa a quella privata, rispettosa dell’ambiente e che risolva il problema del congestionamento del traffico.

Il progetto, oltre che proporre un servizio ai cittadini, ha previsto un’attività di educazione ambientale che ha coinvolto undici Istituti,  dalle scuole dell’infanzia e primarie fino alle scuole secondarie di primo e secondo grado, dei comuni di Treviso e Villorba. I ragazzi hanno fatto formazione in aula con laboratori tenuti da tecnici Arpav e dopo un periodo di osservazione di Strada Ovest hanno avuto l’occasione di mettersi alla prova proponendo delle soluzioni all’inquinamento atmosferico e acustico dovuti al traffico elevato.

“Remedio”,  progetto cofinanziato nell’ambito del programma Interreg MED 2014-2020, coinvolge, oltre ad Arpav e ai comuni di Treviso e Villorba, partner europei quali amministrazioni comunali ed enti gestori dei servizi di mobilità che, supportati da partner tecnico scientifici come le Università, collaborano alla creazione di un modello di mobilità urbana sostenibile e di educazione ambientale. Le altre città interessate sono: Loures (Portogallo), Spalato (Croazia) e Salonicco (Grecia), affiancate dalle Università di Siviglia, Lisbona e Salonicco.

Con l’installazione del Bike Sharing prosegue la collaborazione tra il Comune di Treviso e il Comune di Villorba sottoscrittori  insieme alla Provincia di Treviso dell’Accordo di Programma per la creazione del “condominio orizzontale” in Strada Ovest, già promosso da alcuni anni dal Comune di Treviso nell’ambito delle iniziative per l’efficientamento energetico sotto lo slogan “I love Strada Ovest in classe A”.

All’evento di sabato erano presenti l’Assessore all’Ambiente del Comune di Treviso Alessandro Manera, il Sindaco di Villorba Marco Serena ed i Consiglieri Comunali di Treviso Mirco Visentin, Antonio Dotto, Massimo Zanon, il funzionario del Settore Ambiente del Comune di Treviso Ing. Roberto Granziol e per Arpav Ketty Lorenzet e Francesca Liguori, entrambe dell’Osservatorio Regionale Aria.

Per maggiori informazioni:

http://www.comune.treviso.it/

http://www.arpa.veneto.it/servizi-ambientali/cooperazione/programmazione-2014-2020-1/remedio

autore: Chiara Tangolo, Università di Padova – Strategie di comunicazione in stage all’Ufficio Stampa di Arpa Veneto

“Brucia bene la legna, non bruciarti la salute”, al via la campagna di comunicazione del progetto PrepAir

Al via la campagna del progetto europeo PrepAir per sensibilizzare i cittadini sull’uso corretto delle biomasse per il riscaldamento domestico. Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Trento sono alcuni dei 18 partner nazionali e internazionali coinvolti nel progetto che ha come obiettivo promuovere stili di vita, di produzione e di consumo più sostenibili nell’area del bacino Padano.

In molte regioni italiane più del 90% del PM10 generato dal settore riscaldamento domestico deriva da piccoli apparecchi a legna come caminetti, stufe, inserti. La combustione a legna produce pericolosi inquinanti che hanno ben poco di ecologico, ma pochi lo sanno. Durante la combustione della legna si liberano, per unità di energia prodotta, inquinanti in quantità 10-100 volte superiori a quelle degli apparecchi a gas. L’utilizzo della legna è scarso nelle grandi città, ma nelle zone di periferia, nelle piccole cittadine e nei paesi spesso più del 20% delle famiglie si scalda con la legna e in molte zone collinari e montane è il combustibile più usato.


Per sfatare i luoghi comuni su questo tema e informare i cittadini sulle possibili conseguenze per la salute e per l’ambiente i 18 partner nazionali e internazionali del progetto europeo PrepAir, tra cui tutte le Regioni del bacino padano, hanno dato il via alla campagna di comunicazione “Brucia bene la legna, non bruciarti la salute”. Grazie alla campagna sono stati realizzati diversi prodotti, tra cui un video che verrà veicolato attraverso i social e una brochure informativa focalizzata sull’utilizzo della legna come combustibile (prima parte) e sulle strategie per ridurre l’inquinamento da legna (seconda parte).

La brochure, di circa 20 pagine, viene distribuita nella versione cartacea in occasione di convegni e incontri pubblici relativi al progetto PREPAIR sul territorio del bacino padano, mentre la versione digitale è sempre disponibile per tutti a questo indirizzo del sito di progetto.

Attraverso questo strumento si ribadisce che una cattiva o scorretta combustione del legno produce polveri sottili e sostanze tossiche, come il benzoapirene, che si liberano nell’aria; in presenza di inversione termica nei mesi più freddi la situazione può peggiorare perché queste sostanze permangono nel fondovalle. Una combustione corretta deve seguire poche ma importantissime regole: il caricamento del combustibile giusto, l’accensione dall’alto con micce ecologiche, la combustione con presa d’aria completamente aperta, installazione, pulizia e manutenzione corretta dell’impianto.

Ufficio stampa
ufficiostampa@lifeprepair.eu

La qualità dell’aria in Europa

E’ stato recentemente pubblicato il nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) “Air Quality in Europe – 2018”.

La relazione presenta una panoramica aggiornata e un’analisi della qualità dell’aria in Europa dal 2000 al 2016. Esamina i progressi compiuti verso il rispetto degli standard di qualità dell’aria stabiliti nelle due direttive UE sulla qualità dell’aria ambiente e riguardo alle line guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Il rapporto dell’EEA presenta anche le più recenti stime sull’esposizione della popolazione e degli ecosistemi agli inquinanti atmosferici con i conseguenti maggiori impatti.

La valutazione dello stato della qualità dell’aria si basa principalmente su misurazioni relative all’aria ambiente, in combinazione con dati di modellizzazione e dati sulle emissioni antropogeniche e la loro evoluzione nel tempo.

Per la prima volta, la relazione sulla qualità dell’aria in Europa presenta informazioni sulle concentrazioni per la maggior parte degli inquinanti atmosferici a livello nazionale per 39 paesi europei (i 28 dell’UE e altri 11).

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Particolato (PM10 e PM2,5)

Le concentrazioni di particolato (PM) hanno continuato a superare i valori limite UE e quelli delle linee guida dell’OMS in vaste aree dell’Europa nel 2016. Per il PM10, concentrazioni superiori al valore limite giornaliero dell’UE è stato registrato nel 19% delle stazioni di monitoraggio in 19 dei 28 Stati membri dell’UE (UE-28) e in altri otto paesi del Continente; per il PM2,5, le concentrazioni superiori al valore limite annuale sono state registrate al 5% delle stazioni, in quattro Stati membri e in altri quattro paesi extra-UE.

Il valore delle linee guida dell’OMS a lungo termine per il PM10 è stato superato nel 48% delle stazioni e in tutti i paesi, ad eccezione di Estonia, Islanda, Irlanda e Svizzera. Il valore delle linee guida dell’OMS a lungo termine per il PM2,5 è stato superato nel 68% delle stazioni situate in tutti i paesi, ad eccezione di Estonia, Finlandia, Ungheria, Norvegia e Svizzera.

Il 13% della popolazione urbana dell’UE è stato esposto a livelli di PM10 superiori al valore limite giornaliero e circa il 42% è stato esposto a concentrazioni superiori al più rigoroso valore previsto dalle linee guida dell’OMS per il PM10 nel 2016.

Per quanto riguarda il PM2,5, il 6% del totale popolazione urbana nell’UE è stato esposto a livelli superiori al valore limite dell’UE e circa il 74% è stato esposto a concentrazioni superiori al valore indicato dalle linee guida dell’OMS nel 2016.

La percentuale della popolazione urbana dell’UE esposta ai livelli di PM10 e PM2,5 oltre i valori limite e le linee guida dell’OMS nel 2016 è stata la più bassa dal 2000 (2006 per PM2,5), mostrando una tendenza alla diminuzione.

Ozono (O3)

Nel 2016, il 17% delle stazioni ha registrato concentrazioni superiori al valore obiettivo UE per la protezione della salute umana, per l’ozono (O3) . La percentuale di stazioni che hanno rilevato concentrazioni superiori a questo valore obiettivo erano notevolmente inferiori rispetto al 2015 (41%) ma superiori a quelle del 2014, riflettendo la variabilità interannuale delle concentrazioni di O3. Queste stazioni erano situate in 14 paesi dell’UE e in altri cinque paesi europei.

L’obiettivo a lungo termine è stato raggiunto solo nel 17% delle stazioni nel 2016. Il valore delle linee guida dell’OMS per l’O3 è stato superato nel 96% delle stazioni di monitoraggio, la stessa percentuale rilevata nel 2015.

Circa il 12% della popolazione urbana dell’UEè stata esposta a concentrazioni di O3 al di sopra della soglia del valore obiettivo dell’UE, percentuale che rappresenta una diminuzione considerevole rispetto all’esposizione elevata del 2015 (30%). Però, la percentuale è ancora superiore al 7% registrato nel 2014. La percentuale della popolazione urbana dell’UE esposta a livelli di O3 che supera il valore indicato dalle linee guida dell’OMS è stata del 98% nel 2016, senza mostrare alcuna fluttuazione dal 2000.

Biossido di azoto (NO2)

Il valore limite annuale per il biossido di azoto (NO2) continua ad essere ampiamente superato in tutta Europa, anche se la concentrazione e l’esposizione della popolazione stanno diminuendo.

Nel 2016, circa il 12% di tutte le stazioni di monitoraggio ha registrato concentrazioni superiori a questo standard, che è lo stesso delle linee guida dell’OMS. Queste stazioni erano situate in 19 paesi dell’UE e in altri quattro paesi europei e l’88% delle concentrazioni oltre questo valore limite è stato osservato nelle stazioni di traffico.

Il 7% della popolazione urbana dell’UE viveva in aree con concentrazioni superiori al valore limite annuale UE e delle linee guida dell’OMS per il NO2 nel 2016, che rappresenta il valore più basso dal 2000.

Benzo[a]pirene (BaP), un indicatore per idrocarburi policiclici aromatici

Il 31% delle stazioni di monitoraggio del benzo[a]pirene (BaP) ha rilevato concentrazioni superiori a 1,0 ng / m3 nel 2016. Appartenevano a 13 Stati membri (su 25 paesi dell’UE e altri due paesi europei) ed erano stazioni situate principalmente nelle aree urbane. Il 21% della popolazione urbana dell’UE è stata esposta a concentrazioni medie annue di BaP superiori al valore obiettivo dell’UE nel 2016 e circa il 90% a concentrazioni superiori al livello di riferimento stimato.

Altri inquinanti: anidride solforosa (SO2), monossido di carbonio (CO), benzene (C6H6) e metalli tossici

Solo 23 stazioni (su 1.600) in cinque paesi hanno rilevato valori di anidride solforosa (SO2) al di sopra del valore limite giornaliero dell’UE, nel 2016. Tuttavia, il 37% di tutte le stazioni di monitoraggio del SO2, situate in 30 paesi, ha misurato concentrazioni di SO2 sopra i valori raccomandati dalle linee guida dell’OMS. Ciò significa che il 23% della popolazione urbana dell’UE-28 nel 2016 è stata esposta a livelli di SO2 superiori alle indicazioni dell’OMS.

L’esposizione della popolazione europea a concentrazioni di monossido di carbonio (CO) superiori al valore limite UE e delle linee guida OMS è molto localizzata e poco frequente. Solo cinque stazioni (di cui quattro al di fuori dell’UE) hanno registrato concentrazioni superiori al valore limite UE, nel 2016.

Allo stesso modo, nel 2016 sono state osservate concentrazioni superiori al valore limite per il benzene (C6H6) in sole quattro stazioni europee (tutte situate nell’UE).

Le concentrazioni di arsenico (As), cadmio (Cd), piombo (Pb) e nichel (Ni) nell’aria sono generalmente basse in Europa, con pochi superamenti degli standard ambientali. Tuttavia, questi inquinanti contribuiscono alla deposizione e all’accumulo di livelli di metalli tossici nei terreni, nei sedimenti e negli organismi.

Impatti dell’inquinamento atmosferico sulla salute

L’inquinamento atmosferico continua ad avere un impatto significativo sulla salute della popolazione europea, in particolare nelle aree urbane. Ha anche un notevole impatto di carattere economico, con l’aumento dei costi per la sanità pubblica e la riduzione della produttività, a causa delle giornate lavorative perse.

Le sostanze inquinanti più importanti d’Europa in termini di danno alla salute umana sono il PM, l’NO2 e l’O3.

Le stime degli impatti sulla salute attribuibili all’esposizione all’inquinamento atmosferico indicano che le concentrazioni di PM2,5 nel 2015 sono state responsabili di circa 422.000 decessi prematuri originati dall’esposizione a lungo termine in Europa ( in oltre 41 paesi), di cui 391.000 erano nell’UE.
Gli impatti stimati sulla popolazione in questi 41 paesi europei per l’esposizione alle concentrazioni di NO2 e O3 nel 2015 sono stati circa 79.000 e 17.700 morti premature all’anno, rispettivamente, di cui nell’UE circa 76.000 e 16.400 morti premature all’anno.

Sebbene le variazioni da un anno all’altro siano ridotte, uno studio recente ha valutato l’evoluzione a lungo termine dell’esposizione della popolazione europea alla concentrazione di PM2,5 dal 1990 e le morti premature associate. Sono stati utilizzati diversi set di dati e l’insieme di tutti i set di dati indica una diminuzione mediana della mortalità prematura di circa il 60% in Europa, attribuita all’esposizione al PM2,5 tra il 1990 e il 2015. Ciò riflette una diminuzione simile dell’esposizione della popolazione europea al PM2,5.

Air quality in Europe -2018 report

Acciaierie e Ambiente. Il monitoraggio degli impatti sulla qualità dell’aria

Nei giorni 29 e 30 ottobre si è tenuto ad Aosta il Convegno “Acciaierie e Ambiente – Il monitoraggio degli impatti sulla qualità dell’aria”, sono ora disponibili le presentazioni dei relatori.

Il convegno, che ha avuto un grande successo in termini di partecipazione e di qualità dei contributi presentati, era dedicato agli impatti degli stabilimenti di produzione di acciaio dalla fusione di rottame con forno elettrico. Si tratta di industrie potenzialmente molto inquinanti sia per la tipologia dei processi produttivi sia per la tipologia delle sostanze inquinanti che si possono sviluppare.

In Italia sono molti i casi di acciaierie nate all’inizio del secolo scorso in contesti poco urbanizzati; nel corso del secolo la città si è poi sviluppata intorno a queste industrie, anche grazie all’impulso economico dato proprio dall’attività industriale.

L’evoluzione della normativa ambientale e della sensibilità dei cittadini sui temi dell’inquinamento ambientale e della salute umana pongono il tema della compatibilità ambientale di queste industrie nel territorio urbano locale.

Il convegno è stato un’occasione di confronto tra le Agenzie Ambientali e le imprese ed è riuscito nell’intento di stimolare la promozione di iniziative di collaborazione per lo sviluppo di nuovi approcci e nuovi metodi in grado di rendere più agevole il percorso verso la compatibilità e la sostenibilità ambientale delle acciaierie nel territorio.

Nelle pagine seguenti è possibile visionare e scaricare i contributi presentati nel corso delle due giornate.

Clima, come sono andati i negoziati di Bangkok in vista della COP24

Un incontro tecnico tra speranze e tensioni quello che si è svolto in Thailandia all’inizio di settembre per dare operatività all’Accordo sul clima di Parigi. Ispra era presente nella delegazione italiana che ha partecipato al negoziato. Si guarda ora verso il summit di dicembre, quando si riuniranno a Katowice tutti i 180 paesi firmatari. Continua a leggere Clima, come sono andati i negoziati di Bangkok in vista della COP24

Studio Arpacal sulle principali sorgenti di emissione in atmosfera in Calabria

Traffico e riscaldamento sono le principali sorgenti di emissione in atmosfera registrate in Calabria dalle stazioni di misura della rete regionale della qualità dell’aria che ArpaCalabria gestisce per conto della Regione. Leggi tutto qui >

EVENTI – Gas serra in Italia, a Roma presentazione Inventario nazionale

Ispra presenta la raccolta completa delle emissioni inquinanti, relative al periodo 1990-2017, rilasciate in atmosfera da attività antropiche o da sorgenti naturali, con stime e scenari per il futuro.  Continua a leggere EVENTI – Gas serra in Italia, a Roma presentazione Inventario nazionale

Nuovi standard ambientali europei per i grandi impianti di combustione

La Commissione europea ha pubblicato le nuove BAT (migliori tecniche disponibili) relative ai grandi impianti di combustione che aiuteranno le autorità nazionali in tutta l’UE a ridurre l’impatto ambientale di circa 3.500 che rientrano in questa tipologia. Vai alla notizia >

“Fumi” delle navi: a Genova scritta la prima pagina

Capitaneria di Porto di Genova e Arpal hanno realizzato, unici in Italia, un monitoraggio in continuo a fumaiolo su alcuni traghetti. Una procedura ottimizzata in tre anni di esperienza, da trasformare in buona prassi e replicare. Per la prima volta si sono ottenuti in questo modo dati misurati che potrebbero servire per scrivere norme dedicate e contribuire alla limitazioni delle emissioni in atmosfera.

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La simulazione della dispersione in aria ambiente degli inquinanti

L’articolo descrive l’utilità e gli scopi, nell’ambito delle attività di Arpa Toscana, dell’utilizzo di modelli matematici per la simulazione della dispersione in aria ambiente degli inquinanti. Sono riportati inoltre in estrema sintesi due esempi di casi-studio in cui si è reso necessario effettuare questo tipo di simulazioni.

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Uso della legna come combustibile e qualità dell’aria

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L’uso della legna come combustibile provoca un aumento delle emissioni di polveri sottili e delle concentrazioni di composti, come  gli idrocarburi policiclici aromatici e il carbonio, rilevabili sulla parte più fine del particolato. Arpa Veneto ha pubblicato un nuovo opuscolo informativo con informazioni sull’uso sostenibile di stufe e caminetti. L’uso della legna come combustibile è anche oggetto della convenzione stipulata tra l’Agenzia e il Comune di Verona che prevede il monitoraggio della qualità dell’aria nel periodo invernale

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Molestie da camini e caminetti: cosa possiamo fare?

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L’autunno è la stagione nella quale iniziamo a riscaldare le nostre case aumentando le emissioni di inquinanti in atmosfera. Alle volte queste emissioni, oltre a peggiorare la qualità dell’aria, producono disagio e fastidio nelle case dei nostri vicini.  Arpa Fvg ha predisposto una breve linea guida  con l’intento di guidare le persone alla scelta migliore per risolvere questi problemi. Leggi il resto >

Inventari regionali delle emissioni in atmosfera

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Il quadro degli inventari locali delle emissioni in atmosfera si è significativamente evoluto negli ultimi anni, come confermato – tra l’altro – dall’indagine conoscitiva effettuata nel 2011 dal sistema Ispra/Arpa/Appa, che evidenziava una sostanziale omogeneità delle metodologie utilizzate, delle tipologie di sorgenti considerate e dei principali inquinanti indagati. Continua a leggere Inventari regionali delle emissioni in atmosfera