La tutela delle acque da prodotti fitosanitari: azioni, sperimentazioni e innovazione

A Trento, il 29 novembre un seminario per stimolare un confronto tra tecnici ed esperti sul tema della qualità dell’acqua rispetto alla pressione dei prodotti fitosanitari.

I temi trattati consentiranno di discutere in maniera ampia su metodologie, approcci, sistemi di monitoraggio e pratiche agricole che consentono di ridurre l’impatto delle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura. A questo obiettivo si aggiunge inoltre la possibilità di condividere esperienze replicabili in altri contesti, creare reti tra persone ed enti e illustrare le attività che vengono svolte in provincia di Trento su questo tema.

Metodo di lavoro
Il Seminario prevede alcune relazioni frontali insieme a momenti di discussione condotti da un moderatore. Nel pomeriggio i partecipanti potranno scegliere tra tre diversi workshop tematici per creare un momento di confronto strutturato al fine di condividere delle conclusioni e/o proposte frutto del contributo dei presenti.

Destinatari dell’evento
Il convegno è rivolto in generale al comparto agricolo e a quello della protezione dell’ambiente, in particolare e diretto a tecnici, professionisti, rappresentanti istituzionali, funzionari pubblici, ricercatori e operatori delle aziende.

Modalità di partecipazione
La partecipazione al seminario è gratuita previa iscrizione al sito: http://tiny.cc/seminariotutela Sono ammessi un massimo di 100 partecipanti. Si prevede di attivare la diretta streaming del seminario.

Sede del seminario
La Sala Don Guetti in via Vannetti 8, in centro a Trento, poco distante dalla stazione dei treni e dei pullman e raggiungibile in macchina. Per parcheggiare si segnala il Garage Centro Europa in via Segantini 7 oppure l’Autosilo Buonconsiglio in via Petrarca 1. Coordinate GPS: 46.074824, 11.123339.

Programma del seminario, consultazione tramite pdf

Per maggiori informazioni: consulta la sezione dedicata sul sito di APPA Trento

Terra dei fuochi, confronto tra istituzioni a Salerno

In un convegno all’università di Salerno si è fatto il punto sul risanamento dei siti contaminati in Campania. Avanza la conoscenza sullo stato dei terreni, resta difficile gestire le bonifiche.

La seconda edizione del convegno sul risanamento dei siti contaminati in Campania, promosso dall’università di Salerno lo scorso 19 ottobre, è stata l’occasione per fare il punto sullo stato dei lavori nella cosiddetta “Terra dei fuochi”.  A che punto è la mappatura dei terreni agricoli per valutare se sono idonei alla coltivazione di prodotti alimentari? E a che punto sono le azioni di risanamento in quest’area di novanta comuni compresa tra le province di Napoli e Caserta? Queste sono alcune delle domande a cui hanno provato a rispondere esperti e rappresentanti delle istituzioni presenti nell’Aula delle lauree di ingegneria dell’ateneo di Fisciano.

Tra i relatori, Maria Antonietta Troncone, a capo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, nella cui giurisdizione ricadono quindici dei novanta comuni della Terra dei fuochi.  Il giudice ha espresso apprezzamento per la sinergia tra istituzioni sul territorio, in particolare per il lavoro dell’Arpa Campania, di cui il magistrato ha auspicato il potenziamento. Sul piano delle bonifiche, il procuratore ha evidenziato che è spesso difficile individuare il soggetto che deve compierle: non di rado i responsabili dell’inquinamento sono aziende fallite o dismesse, o magari c’è un concorso di molte azioni inquinanti che si sono sovrapposte nel tempo in un unico luogo, per cui il più delle volte, nell’impossibilità di costringere i responsabili a porre rimedio ai guasti ambientali, sono i soggetti pubblici che devono provvedere alla bonifica.  Spesso, però, i comuni non hanno le risorse per farsi carico di operazioni così complesse.

Un quadro difficile, dunque, dove tuttavia avanza la conoscenza sullo stato dell’ambiente, grazie a un lavoro di squadra in cui sono impegnate istituzioni con competenze tecnico-scientifiche, tra cui Università di Napoli Federico II, Ispra, Istituto superiore di sanità, Arpa Campania, Istituto zooprofilattico sperimentale Campania e Calabria. Al direttore tecnico dell’Arpa Campania, Marinella Vito, è toccato il compito di illustrare l’avanzamento delle indagini condotte sui terreni agricoli. I risultati di questo lavoro sono esposti sul sito istituzionale Arpac, in un’apposita sezione dedicata alla Terra dei fuochi. In attesa di un Regolamento sugli interventi di bonifica dei siti agricoli, il gruppo di lavoro sulla Terra dei fuochi, previsto dalla legge 6 del 2014, ha elaborato un modello scientifico ad hoc per valutare l’idoneità dei terreni all’utilizzo in agricoltura.

L’intervento del vicepresidente della Giunta regionale della Campania Fulvio Bonavitacola

I risultati di questo lavoro, secondo il vicepresidente della Giunta regionale della Campania, Fulvio Bonavitacola, qualificano la Terra dei fuochi come un’entità «mitica». «Per anni – ha sostenuto l’esponente dell’esecutivo regionale – si è offerta di questo territorio un’immagine peggiore di quello che è in realtà. È necessario un risanamento identitario di questa terra, prima ancora che ambientale. Non si può negare l’esistenza di siti contaminati, ma l’evidenza finora disponibile dimostra che ammontano a poche decine di ettari i terreni su cui è necessario vietare la coltivazione di prodotti alimentari, una percentuale davvero esigua del territorio indagato».

Sono intervenuti, tra gli altri, la senatrice Maria Domenica Castellone, il procuratore di Salerno facente funzione, Luigi Alberto Cannavale, il direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale Campania e Calabria, Antonio Limone, inoltre Vincenzo Belgiorno, ordinario di ingegneria sanitaria-ambientale all’università di Salerno e coordinatore del progetto RiCeRCa dedicato appunto alla Terra dei fuochi. La senatrice Castellone ha sottolineato che di recente la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha approvato una proposta di legge sull’istituzione del Registro tumori nazionale.  Il procuratore Cannavale, in linea con l’intervento della collega di Santa Maria Capua Vetere, ha evidenziato le criticità nella normativa che rendono difficile costringere i responsabili dei reati ambientali a compiere le bonifiche.

L’agricoltura: vittima e causa del global warming

Francesca Buoniconti, sulla rivista Micron, illustra il contenuto di due studi – pubblicati su Science e su Science Advance – nei quali si evidenziano gli effetti dei cambiamenti climatici sull’agricoltura. Continua a leggere L’agricoltura: vittima e causa del global warming

Trasporto e stoccaggio dei rifiuti agricoli in Trentino

Nel 2015 la Provincia autonoma di Trento ha aggiornato l’Accordo di Programma stipulato negli anni precedenti con le associazioni di categoria (CIA, Coldiretti, Associazione contadini, Confagricoltura ecc.) al fine di razionalizzare e semplificare gli oneri amministrativi previsti dalla legge per il trasporto di rifiuti.

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Ispra e Fao, accordo per promuovere l’agricoltura sostenibile

Firmato a Roma, presso la FAO, un Memorandum of Understanding fra l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, Ispra, Cnr, Crea ed Enea.

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“Biodiversità agricola, una risorsa da salvare”, anteprima Ecoscienza 2/2018

Quest’anno si celebrano i 25 anni dall’entrata in vigore della Convenzione per la diversità biologica (Cbd), a oggi ratificata da 196 paesi. In questa occasione, pubblichiamo in anteprima il servizio “Biodiversità agricola, una risorsa da salvare” che uscirà sul n. 2/2018 della rivista Ecoscienza di Arpae Emilia-Romagna. Continua >

EVENTI – Frutti dimenticati e agrobiodiversità: risorse da salvare

In occasione della Giornata mondiale della biodiversità, si svolge a Fico Eataly World a Bologna il convegno “Frutti dimenticati e agrobiodiversità: risorse da salvare” organizzato da Arpae, Fico, Fondazione Fico e Ispra. L’iniziativa è un’occasione per sottolineare l’importanza della biodiversità agricola, una ricchezza da salvaguardare e tramandare. Continua > 

 

Dalle regioni – Agricoltura e prodotti fitosanitari

Macchine irroratrici di fitofarmaciLe esperienze regionali in materia di agricoltura, con una particolare attenzione al tema della corretta gestione dei prodotti fitosanitari, presentate nel Rapporto ambiente Snpa. Continua a leggere Dalle regioni – Agricoltura e prodotti fitosanitari

Clima e previsioni, Arpae Emilia-Romagna partner del progetto europeo Clara

Arpae Emilia-Romagna è tra i partner del progetto europeo Clara (Climate forecast enabled knowledge services) coordinato dal Centro euromediterraneo sui cambiamenti climatici; l’obiettivo è migliorare conoscenze e strumenti per far fronte al cambiamento climatico in atto. Arpae realizzerà servizi climatici in ambito idrologico, agricolo e atmosferico. Continua >

 

A Bologna apre Fico, il parco agroalimentare con uno speciale frutteto della biodiversità

Ha aperto a Bologna il 15 novembre Fico Italy World, la Fabbrica italiana contadina nata per raccontare al mondo l’eccellenza agroalimentare del nostro paese. Arpae Emilia-Romagna ha collaborato alla realizzazione del Frutteto della biodiversità con piante e frutti antichi.

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Precipitazioni “dimezzate” in Campania nel primo semestre 2017

immagine tratta da TGR Campania

Da aprile a giugno, piogge ridotte del 50% in Campania rispetto alla media storica (elaborazione Arpac da dati Mipaaf). Ridotte a metà anche le portate delle principali sorgenti

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Cambiamenti climatici e agricoltura, il presente e il futuro

Gran parte degli scienziati concordano nell’attribuire anche all’agricoltura un ruolo importante nelle emissioni di gas serra, responsabili del cambiamento del clima. Occorrono azioni di adattamento, servizi climatici per previsioni a lungo termine e strumenti per la loro applicazione in campo agricolo. Leggi l’articolo in Ecoscienza.

I progetti Nauplius e “CO2 re-use” per il recupero di energia e di acqua

Con un approccio “zero waste”, i progetti Nauplius e “CO2 re-use”, condotti dal dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna e Biotec Sys, dimostrano il successo di trattamenti innovativi volti al riutilizzo di energia e risorse idriche da reflui urbani, zootecnici e delle aziende agro-energetiche. Leggi l’articolo in Ecoscienza.

Esperienze di tecniche di irrigazione deficitaria in Sicilia

Valutare gli eventuali effetti di stress idrico associato all’utilizzo di tecniche di irrigazione deficitaria sia sulle colture, sia sulle dinamiche idriche del suolo è l’obiettivo di alcune esperienze condotte dall’università di Catania in collaborazione con il Crea e Acm in Sicilia. Buoni i risultati ottenuti.

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Strategie per far fronte alla scarsità idrica in agricoltura

Il partenariato europeo per l’innovazione in agricoltura (EIP-Agri) ha lanciato nel 2015 un focus group dedicato all’identificazione delle strategie per affrontare la scarsità d’acqua. Servono ricerca e azioni per migliorare la conservazione dell’acqua e l’efficienza di uso della risorsa.

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