Citizen science: una prospettiva di lavoro che riguarda anche il Snpa

Attraverso un’intervista ad Andrea Sforzi, membro del Consiglio direttivo di ECSA (Associazione europea di Citizen Science) e direttore del Museo di storia naturale della Maremma, Arpatnews riporta all’attenzione del Snpa il tema della citizen science.

Il tema della citizen science, o scienza partecipata, è stato in più occasioni trattato da Arpatnews, raccontando esperienze italiane e internazionali nonché ascoltando le opinioni sul tema da parte di tecnici, scienziati, esperti di comunicazione.

Questa volta il notiziario di Arpa Toscana ha intervistato Andrea Sforzi, direttore del Museo di storia naturale della Maremma nonché membro del Consiglio direttivo di ECSA (Associazione Europea di Citizen Science), all’indomani della prima conferenza italiana sulla scienza dei cittadini, organizzata dall’Accademia Nazionale delle Scienze; un evento che ha costituito una l’occasione per esplorare lo stato dell’arte in questo campo di ricerca relativamente nuovo, analizzandone anche i percorsi futuri, in contesto nazionale ed internazionale.

L’intervista è articolata in due parti, nella prima, intitolata “Il futuro della Citizen Science in Italia e il possibile ruolo del SNPA“, Sforzi parla delle varie esperienze a livello internazionali in questo campo, delle potenzialità del “coinvolgimento di volontari e scienziati in attività di ricerca, per generare nuova conoscenza basata su evidenze scientifiche”, ma anche degli ostacoli che si frappongono al suo sviluppo. Descrive, quindi, le prospettive in ambito nazionale della citizen science.

Sforzi poi evidenzia come il “Sistema nazionale della protezione ambientale (SNPA) potrebbe diventare parte attiva alla definizione della strategia nazionale di citizen science, insieme e accanto a tutti i soggetti coinvolti, ad ogni livello.

L’Agenzia europea per l’ambiente è stata tra i promotori della citizen science a livello europeo sin dagli inizi. Con essa, numerose agenzie nazionali per la protezione dell’ambiente hanno da tempo avviato iniziative a supporto di progetti che vedono la sempre maggiore inclusione dei cittadini nella raccolta e diffusione dei dati ambientali. Sono molte le iniziative in questo senso, come eye on earth, marine litter watch, ecc.

In varie parti del mondo grandi associazioni internazionali come ad esempio Earthwatch stanno promuovendo la raccolta di dati sulla qualità delle acque lungo le aste fluviali con l’aiuto dei cittadini, per un monitoraggio integrato. Queste iniziative non devono essere interpretate come competitive o sostitutive del monitoraggio ambientale effettuato dagli anti competenti, come le agenzie ambientali, bensì come integrative.

Il grande vantaggio della buona citizen science sono i numeri; i risultati ottenuti da migliaia di cittadini possono costituire un potenziale sistema di allerta in grado di far emergere precocemente eventuali problematiche su cui intervenire o orientare verso un campionamento più mirato da parte delle agenzie stesse. Ciò si può applicare a molti settori, come l’inquinamento da polveri sottili, l’inquinamento luminoso, acustico, ecc.

Il rapido sviluppo di sensori a basso costo e crescente affidabilità porterà in futuro ad un cambiamento radicale del modo di fare monitoraggio ambientale (a titolo di esempio possono essere portate le ottiche fotografiche a corredo dei telefoni cellulari, fino a pochi anni fa limitate a pochi pixel, oggi dotate di prestazioni quasi professionali). Prima ci si muoverà nella direzione di una consapevolezza del ruolo e delle potenzialità della citizen science, maggiori saranno i benefici per le agenzie stesse e per la società nel suo complesso.”

Nella seconda parte dell’intervista, intitolata “Citizen Science: l’esperienza del Museo di Storia naturale della Maremma“, entra più in dettaglio a raccontare le esperienze realizzate direttamente come Museo di Storia della Maremma, ed in particolare:

  • Bioblitz, che sono un modo informale e divertente di registrare la varietà delle forme di vita che possiamo trovare in natura e condividere le competenze e l’entusiasmo per gli animali selvatici e le piante spontanee;
  • “Natura sulle Mura”, una iniziativa per la scoperta della biodiversità delle Mura medicee della città di Grosseto: una sorta di mini bioblitz fotografico.

Leggi l’intervista in versione integrale:

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3 commenti su “Citizen science: una prospettiva di lavoro che riguarda anche il Snpa”

  1. Esistono modalità per trasmettere i dati raccolti e/o collaborare in sinergia con SNPA in attesa della definizione di una strategia nazionale di citizen science?
    Siamo molto interessati a fare rete a livello nazionale e confrontarci con iniziative simili alla nostra (abbiamo un portale dedicato alle segnalazioni dei fruitori dell’AMP che sta dando buoni risultati).
    Grazie

  2. il tema è interessante e quanto mai attuale. Mi occupo di siti contaminati da 24 anni in regione ER e il tema della comunicazione, come processo di condivisione delle scelte, oltre ad essere obbligato da tante norme (Con. Aarthus) disattese, sta diventando indispensabile in una società che è stanca di informazioni parzialmente vere e spesso poco comprensibili. questo è stato il tema di un progetto Alternanza scuola – lavoro che ha portato ad interessanti conclusioni: per fare comunicazione occorrono specifiche professionalità e capacità personali oggi non presenti, la comunicazione implica essere pronti alla trasparenza della politica.

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