I cittadini leggono l’operato di Arpa Toscana

Pubblicati i risultati di un’indagine sulla percezione dell’operato di Arpa Toscana da parte della società civile, realizzata nell’ambito di un accordo di collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’economia e dell’impresa (DISEI) dell’Università di Firenze.

Arpa Toscana considera essenziale il costante monitoraggio delle aspettative, delle esigenze e delle valutazioni dei servizi svolti dall’Agenzia da parte degli utenti esterni, pubblici e privati; per questo ha condotto e continua a condurre indagini di customer satisfaction.

Nell’ambito di un accordo di collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Economia e dell’Impresa (DISEI) dell’Università di Firenze, nel 2016 è stata sondata la percezione dell’operato di ARPAT da parte del mondo istituzionale. Un’altra indagine, sempre curata in collaborazione con il DISEI, è andata invece a valutare nel 2017 le opinioni del mondo economico toscano sul ruolo di ARPAT nelle attività di controllo relative all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e alla normativa sulla prevenzione di incidenti rilevanti (c.d. Seveso).

L’ultima indagine, condotta dallo stesso Dipartimento, ha indagato la percezione dell’operato dell’Agenzia da parte del mondo civile. A tal fine è stato predisposto un questionario a domande chiuse, destinato ad un campione di cittadini presenti sul territorio toscano, per comprendere la notorietà di ARPAT e l’opinione dei cittadini riguardo al suo operato.

Il questionario è stato somministrato, attraverso interviste dirette o in modalità CAWI (Computer-assisted Web Interviewing), tra luglio e dicembre 2017, ad un campione di 603 cittadini toscani per la maggior parte under 35 (58,4%).

I rispondenti complessivamente ritengono molto importante la protezione ambientale, attribuendo un valore medio di 9,30 su una scala di valori da 1 a 10.

Tale attenzione per le questioni ambientali è stata indagata anche nella pratica di specifiche “attività di responsabilità ambientale”: limitazione del consumo di energia elettrica e di acqua, acquisto prodotti che rispettano l’ambiente, limitazione dell’uso dell’automobile/motociclo, uso di mezzi di trasporto meno inquinanti, partecipazione ad eventi o incontri relativi alla sostenibilità, raccolta differenziata dei rifiuti, attenzione alla questione ambientale anche nella politica.

Nel 2009, secondo i risultati di un’altra indagine campionaria su un campione rappresentativo della popolazione della Toscana, le pratiche più diffuse a favore dell’ambiente erano la raccolta differenziata dei rifiuti e la limitazione del consumo di energia elettrica e di acqua.

Le tematiche ambientali di maggiore interesse/preoccupazione per gli intervistati sono legate a ciò che si mangia (8,51) e a quello che si respira (8,41), a seguire preoccupa ciò che si beve (7,94), l’uso non controllato dei prodotti chimici (7,65), gli effetti negativi del traffico (7,41) e infine il rumore quotidiano (6,00).


Nel 2009, le questioni che più preoccupavano il campione erano: la qualità dell’aria, la qualità del cibo e l’uso incontrollato di prodotti chimici.

Per il campione analizzato, la principale fonte da cui apprendere notizie relative all’ambiente è Internet (valore medio 8,61), seguito da televisione e radio (8,26), social media (7,18), altre persone (6,76), quotidiani (6,48), riviste (5,54), pubblicazioni (5,22) e infine convegni e seminari (4,17).

Nel 2009 le fonti primarie erano la televisione e la radio.

Venendo alla notorietà di ARPAT, il 61,5% degli intervistati dichiara di conoscere ARPAT, mentre il 38,5% non ne è a conoscenza. La maggior parte degli under 35 (74,6%) non conosce ARPAT che invece è più conosciuta nelle altre fasce di età.

Rispetto alla precedente indagine campionaria, cresce l’incidenza percentuale del grado di conoscenza di ARPAT: nel 2009 infatti il 41,6% del campione dichiarava di conoscere ARPAT.

Notorietà non significa però che gli intervistati abbiamo necessariamente avuto a che fare direttamente con ARPAT. La maggioranza del campione intervistato dichiara infatti di non aver avuto alcun contatto con ARPAT (64,2%), rispetto ad un 35,8% che dichiara di avere avuto un contatto almeno una volta.

I mezzi più utilizzati dal campione per avere contatti con ARPAT sono stati il sito Web dell’agenzia e il portale SIRA (42,9% di risposte); il contatto con l’Agenzia tramite un canale social invece è il mezzo che presenta i valori più bassi (4,5%). Gli over 60, dal canto loro, hanno per la maggior parte utilizzato il numero verde (47,8%).

La maggior parte del campione intervistato si aspetta che ARPAT diffonda notizie e informazioni sull’ambiente (8,81), monitori l’ambiente (8,74), diffonda dati ambientali relativi al territorio (8,69), diffonda tra i cittadini il rispetto dell’ambiente (8,55%), vigili e controlli sul rispetto delle regole e delle leggi (8,50) ed infine svolga consulenza nei confronti di chi governa (8,48).


Nel 2009 le aspettative dei cittadini rispetto all’attività di ARPAT si concentravano su: controllo e monitoraggio dell’ambiente, diffusione nei cittadini del rispetto dell’ambiente, vigilanza e controllo sul rispetto delle regole e delle leggi.

A conclusione del questionario è stata chiesta al campione un’opinione complessiva sull’operato di ARPAT. Complessivamente, sempre su una scala di valori da 1 a 10, ARPAT è valutata in media 6,66.

Vai all’articolo completo sui risultati della ricerca >

Per chi vuole approfondire:

la sezione del sito Web Arpat sul Sistema di Ascolto dell’Agenzia, nella quale si trovano tutti i risultati delle varie indagini di soddisfazione realizzate dal 2004 ad oggi.

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