E’ possibile il recupero invece della discarica

Vista la pericolosità dell’amianto, sono numerosi gli studi e le normative che
 ne regolano ogni fase dello smaltimento. Oggi è possibile inertizzare i materiali contenenti amianto rendendoli innocui e riutilizzabili. I processi possono avvenire per attacchi chimici ad alta temperatura, comminuzione spinta, trattamenti termici. Leggi l’articolo in Ecoscienza 1/2018

2 commenti su “E’ possibile il recupero invece della discarica”

  1. Non tenterei di inertizzarli e riutilizzarli: li inertizzerei magari per essere sicuro che smaltendoli non siano assolutamente più nocivi. Credo sia meglio non rischiare di inertizzare in maniera insufficiente e immettere nell’ambiente materiali dove l’amianto non è neanche più riconoscibile.

    1. Dagli autori: Claudia Ferrari, Cristina Leonelli
      risposta
      Leggendo attentamente le complesse questioni che vanno valutate nella scelta, smaltimento o recupero, metterei in rilievo questo: il recupero viene proposto dopo una denaturalizzazione dell’amianto (dove per denaturalizzazione o inertizzazione si intende la definita ed irreversibile scomparsa della fibra che crea i problemi di salute) e quindi non viene immesso di nuovo in circolo amianto, ma un materiale inerte che mantiene le caratteristiche isolanti e meccaniche dell’amianto. L’amianto trattato termicamente, completamente atossico dal punto di vista dell’uomo e dell’ambiente, viene spesso descritto con i minerali che si ottengono, ovvero “Fosterite e Larnite”. I costi dell’operazione/trattamento di denaturalizzazione non hanno senso se non si recupera il materiale tratto in uscita al processo. I costi proibitivi per smaltire dei materiali recuperabili non sarebbe una priorità economica, e così finiremmo per non fare niente, come sta accadendo.

      Per quanto riguarda lo smaltimento, oltre ai diversi divieti della Comunità Europea che ha vietato l’apertura di nuove discariche, bisogna valutare le quantità di rifiuti contenti amianto che sono, ad oggi, da eliminare: solo in Italia, ed è una stima in difetto, si parla di 15 milioni di metri cubi di coperture da togliere, oltre all’amianto friabile usato come coibente in mezzi di trasporto, edifici, …. Discariche per amianto? …quante sarebbero?…….e nessuno le vuole vicino casa!

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