Ganapini, il futuro delle Agenzie ambientali (se c’è) è “disruptive”: Arpa 4.0

Intervento di Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria su Micron: “È l’ora di disegnare, in modo resiliente e coerente con i vincoli di disponibilità decrescente di risorse finanziarie ed umane, un nuovo modello di Arpa, che corrisponda alla domanda costante di ambiente pulito e di tutela della salute da parte dei cittadini attivi e responsabili e delle imprese che vivono come centrale la sfida competitiva che nel mercato globale si combatte su qualità ambientale di processi produttivi, prodotti e territori. ” Vai all’articolo >

Un commento su “Ganapini, il futuro delle Agenzie ambientali (se c’è) è “disruptive”: Arpa 4.0”

  1. Poche cose: dal 2001/3 à stato distrutto il tavolo dei funzionari regionali, che avevano competenza, esperienza ed elementi per fare le leggi e definire gli indirizzi tecnici. Poi sono nate le agenzie, sempre più autoreferenziate, che lavorano senza contatto con le amministrazioni, facendo ormai di tutto. Si è dispersa memoria storica, non c’è visione ed è tutto un caos. Trasparenza reale e competenza vera, che nasce dalla meritocrazia, che in questo Paese è un UTOPIA sia nel pubblico che nel privato. Interdisciplinarietà è una brutta parola, che nel resto d’Europa è scontata e non c’è neanche bisogno di reclamarla. Ho vissuto un bel momento negli anni 90, quando il senso collettivo non era sempre superato dalla necessità di “fare vetrina” per sentire di esserci. claudia da Bologna.

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