Il contributo dei droni per la mappatura

Le tecnologie di osservazione della terra possono fornire contributi efficaci alla conoscenza della presenza sul territorio di coperture in cemento- amianto e del loro stato di degrado. L’uso dei droni incontra però ancora forti limitazioni sia di tipo tecnologico che normativo, soprattutto in ambito urbano. L’esperienza di Arpa Lombardia.

Le tecnologie di osservazione della Terra possono fornire contributi molto efficaci alla conoscenza della presenza sul territorio di coperture in cemento-amianto e del loro stato di degrado. I contributi riguardano tre diverse finalità:

La realizzazione della mappatura
Lo scopo è quello di realizzare una cartografia che identifichi con una sufficiente accuratezza tematica i tetti in cemento-amianto e li delimiti con dei poligoni al fine di stimare le superfici delle coperture. L’incrocio della mappatura con altri strati informativi quali un database topografico, uno stradario e il catasto permette di collegare ciascuna copertura a un indirizzo e, se possibile, di identificarne il proprietario.

L’aggiornamento della mappatura
Permette di verificare per confronto con una mappatura precedente quante coperture in cemento-amianto sono ancora in situ e quante sono state rimosse. Dalle statistiche delle coperture rimosse si possono fare delle proiezioni sui tempi necessari per rimuovere tutte le coperture.

La valutazione dello stato di degrado delle coperture per stabilire se si trovano in condizioni tali da sollecitarne la rimozione.

Le tecnologie di osservazione della Terra impiegate fino a pochi anni fa si avvalevano principalmente di riprese aeree con scanner iperspettrali e con camere multispettrali. Recentemente si è andato diffondendo anche l’uso dei droni, sia per le attività di mappatura che per la valutazione dello stato di degrado. In questo articolo si mettono a confronto le diverse tecnologie di telerilevamento oggi disponibili, valutandone vantaggi e svantaggi, con una particolare attenzione per la emergente tecnologia dei droni… Leggi l’articolo completo di Enrico Zini (Arpa Lombardia), in Ecoscienza 1/2018.
Vai a Ecoscienza 1/2018, presentazione del numero

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