In piena estate… fa caldo!

Sembra un’ovvietà, ma a giudicare dal clamore e dai titoli che si leggono in rete o sui giornali, giova ricordarlo. Fra fine luglio e inizio agosto, in Italia, la colonnina di mercurio – o la sua evoluzione digitale – può raggiungere facilmente i 30\35 gradi, con alcune zone che si avvicinano e superano la soglia psicologica dei 40°C.

L’ondata di caldo che sta facendo sudare “dall’Alpi alle piramidi” non è infatti particolarmente eccezionale: causata da un anticiclone sub-tropicale che sta interessando in particolare il centro/nord della penisola, fa sentire i suoi effetti “grazie” al ristagno d’aria nei bassi strati dell’atmosfera. Lungo le coste locali regimi di brezza richiamano umidità, un fenomeno di tipo avvettivo che mitiga marginalmente il valore numerico della temperatura, ma contribuisce ad acuire l’afa.

Il disagio da caldo più intenso si manifesta così in pianura padana e nelle vallate interne del Centro, dove la colonna d’aria più vicina al suolo è bloccata dall’anticiclone, come una specie di coperchio sopra la pentola. All’interno, il calore si accumula, vanificando di fatto l’alternanza fra giorno e notte. L’escursione termica è ridotta al minimo, e il perdurare per più giorni consecutivi di questa situazione ha fatto sì che il Ministero della Salute proclamasse il livello più elevato di rischio per l’ondata di calore su diverse città proprio del centro e del nord.

Il bollettino (che per le città di Bologna e Torino si appoggia a quanto realizzato da Arpa Emilia Romagna e Arpa Piemonte) segnala condizioni di allerta per i servizi sociali e sanitari per via dell’ondata di calore con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute.

Se si vuole parlare di eccezionalità bisogna volgere lo sguardo più a nord, dove il persistere di un campo di alta pressione sta facendo registrare temperature record sulla penisola scandinava. Nei giorni scorsi nella zona di Rovaniemi (il paese di Babbo Natale, 66° di latitudine nord, poco sotto il circolo polare artico), le temperature massime hanno segnato i 30°C, mentre più a sud – si fa per dire, a Stoccolma! – si sono toccati anche i 34°C. La persistenza di questo periodo caldo ha avuto ripercussioni anche sul Mar Baltico, che ha raggiunto localmente la soglia dei 22°C.

Seppure adesso in Italia i valori termici siano localmente più elevati anche di 4-6-8 gradi rispetto alla media climatologica, rientrano comunque nella variabilità dell’estate mediterranea, che quest’anno non si era ancora manifestata appieno: ciò fa sì che l’attuale ondata di caldo sia ad oggi la più intensa della stagione, probabilmente percepita per questo in maniera più intensa.

 

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