La sensibilità e la passione delle donne non sono “retorica”

In occasione della festa della donna, il commissario straordinario dell’Arpacal, Maria francesca Gatto ha voluto condividere una breve riflessione sul ruolo della donna e sulla sua importanza all’interno dei luoghi di lavoro.

Desidero, da componente donna del Consiglio del Sistema nazionale, condividere una breve riflessione sull’importanza della presenza femminile nei luoghi di lavoro e in particolar modo all’interno delle Agenzie per la protezione dell’ambiente.

La sensibilità, la passione, l’impegno e la serietà delle donne non sono retorica, ma splendida realtà nei vari contesti lavorativi, ancor più nel nostro Sistema nazionale di protezione ambientale. Nei laboratori, nei servizi tematici, nelle attività amministrative e tecniche le peculiari doti femminili rappresentano un valore aggiunto.

Un impegno forte deve essere rivolto a tutte le politiche attive positive per far sì che anche le nostre donne, protagoniste autorevoli dello sviluppo sociale indipendentemente dal posto che occupano, possano dare di più e meglio.
Il benessere organizzativo passa anche da scelte mirate per le donne che, sicuramente, avranno riflessi positivi sull’intera organizzazione.

Maria Francesca Gatto – Commissario straordinario Arpa Calabria

3 commenti su “La sensibilità e la passione delle donne non sono “retorica””

  1. “Considerando tutti gli esseri senzienti come superiori alla gemma che esaudisce tutti i desideri, possa prendermi cura di loro più che di me stesso, allo scopo di realizzare lo scopo supremo”

    “Quando sono in compagnia di altri, possa considerarmi il meno importante e, dal profondo del mio cuore, possa prendermi cura di loro, considerandoli come supremi”

    “Durante qualsiasi attività, possa esaminare la mia mente ed, al primo insorgere, con forza eliminare ogni difetto mentale, dannoso per me per gli altri”

    “Ogni qual volta incontro un essere malvagio, sopraffatto da un’intensa negatività e sofferenza, possa prendermene cura, come se avessi trovato un tesoro inestimabile”

    “Quando altri, per invidia, mi maltrattano con insulti e maldicenze,
    possa accettare la sconfitta ed offrire loro la vittoria”

    “Quando qualcuno che ho beneficiato con tanta speranza e attesa mi ferisce profondamente ed in modo ingiustificabile, possa considerarlo come il mio maestro”

    “In breve, possa offrire felicità e pace a tutte le mie madri, e prendere in segreto su di me ogni loro male e sofferenza”

    “Possa essere libero dalle otto proccupazioni mondane e, libero dall’attaccamento, possa liberare tutti gli esseri senzienti dalla schiavitù”

    DEDICO QUESTA PREGHIERA BUDDISTA A TUTTE LE DONNE, PERCHE’ POSSANO ESSERE SEMPRE PORTATRICI DI SALVEZZA.

    Federica

  2. Grazie della Sua considerazione, mi fa tanto piacere abbia letto. Ci tengo anche a segnalare che i commenti ad ogni strofa, che devono essere letti per eliminare errori interpretativi, sono del maestro Tamtog Rimpoce dell’Istituto di buddismo tibetano del centro Ghe Pel Ling di Milano, a cui vi potete rivolgere per avere il materiale. Lo esplicito per fornire ancora più notizie per la lettura di questi versi meravigliosi la cui luce lei ha colto nonostante non vi sia la spiegazione. Essi si collegano a quello che Lei ha espresso, poichè va senz’altro nella direzione suggerita dagli stessi: la riduzione della sofferenza. Infatti creare opportunità di maggiore benessere organizzativo per il lavoro delle donne produce effetti benefici a noi ed anche agli altri, credo. Grazie a Lei! Buona sera.

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