Le sette priorità dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa

Qualità dell’aria, accesso all’acqua potabile, minimizzare l’impatto delle sostanze chimiche, ridurre gli effetti sanitari e ambientali dei rifiuti, rafforzare le azioni di adattamento e di resilienza ai cambiamenti climatici, rendere le città più sane, migliorare la sostenibilità ambientale dei servizi sanitari sono le priorità di intervento individuate nella Dichiarazione finale della Sesta Conferenza interministeriale su ambiente e salute (Ostrava, Repubblica Ceca, 13-15 giugno 2017).

Articolo in Ecoscienza 6/2017

Una salute migliore, un ambiente più salubre, scelte sostenibili”. Queste le tre parole d’ordine con cui Zsuzsanna Jakab, direttore regionale dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ha aperto la Sesta Conferenza interministeriale su ambiente e salute che si è tenuta a Ostrava, nella Repubblica Ceca, dal 13 al 15 giugno 2017. Una sede non casuale, con il centro congressi inserito all’interno delle acciaierie Dolní Vítkovice, chiuse nel 1998, e successivamente riqualificate come grande spazio pubblico, vero centro culturale della città, e museo industriale. Un’ambientazione suggestiva, adatto al concetto di una Agenda per lo sviluppo sostenibile che punti alla protezione dell’ambiente e della salute.

A partire da quanto realizzato dopo la precedente conferenza, che si era tenuta a Parma nel 2010, i rappresentanti dei 53 Stati membri della Regione europea dell’Oms e delle organizzazioni internazionali e non governative si sono incontrati per discutere gli sviluppi nei campi prioritari. La Dichiarazione finale ha identificato 7 priorità sul tema ambiente e salute:

a) qualità dell’aria indoor e outdoor,
confermata quale uno dei più importanti fattori ambientali di rischio nella Regione europea, con invito a intraprendere azioni per il rispetto dei parametri di qualità dell’aria previsti dalle linee guida OMS

b) richiamo all’accesso universale, equo e sostenibile all’acqua potabile sicura e a servizi igienici per tutti, attraverso una gestione integrata delle risorse idriche

c) minimizzazione degli effetti avversi dei prodotti chimici sulla salute umana e sull’ambiente attraverso l’uso di alternative più sicure, la riduzione dell’esposizione soprattutto per i gruppi vulnerabili, il rafforzamento della competenza in materia di valutazione del rischio, l’ applicazione del principio di precauzione quando appropriato

d) gestione dei rifiuti e i siti contaminati, per la riduzione degli effetti ambientali e sanitari avversi, dei costi e delle diseguaglianze, in un contesto di transizione verso una economia circolare

e) cambiamenti climatici, con il rafforzamento di adattamento e resilienza nei confronti dei rischi per la salute, e supporto alle misure di mitigazione previste dall’Accordo di Parigi

f) pianificazione territoriale e urbanistica, finalizzata a rendere le città più sane, inclusive e sicure, attraverso un approccio integrato, intelligente e di promozione della salute per la pianificazione urbanistica e territoriale e la gestione della mobilità

g) sostenibilità ambientale dei sistemi sanitari, chiamati a una riduzione degli impatti ambientali attraverso l’uso efficiente di energia e risorse, una buona gestione dei presidi medici e dei prodotti chimici, la riduzione dell’inquinamento con una gestione sicura dei rifiuti e delle acque reflue, senza mettere in discussione l’igiene dei servizi per la salute.

Le priorità individuate toccano settori che interessano anche il nostro Paese, assieme a temi trasversali e comuni a tutti gli argomenti, quali la valutazione di impatto ambientale e sulla salute, oggetto di confronto nazionale per l’attuazione della nuova direttiva europea sulla Via, che rafforza l’inclusione di indicatori di salute nelle valutazioni di nuovi impianti o nel rinnovo delle autorizzazioni.
Il documento conclusivo (disponibile all’indirizzo http://bit.ly/2sO5LY4) contiene anche le azioni che i 53 paesi membri si impegnano a sviluppare, attraverso documenti nazionali che identifichino le azioni più appropriate.

A cura di Annamaria Colacci, Andrea Ranzi
Arpae Emilia-Romagna

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