Friuli Venezia Giulia, gli indicatori di sostenibilità nell’analisi ambientale EMAS del Distretto del mobile

Il Distretto del mobile del FVG ha scelto di utilizzare una nuova metodologia che sfrutta gli indicatori di sostenibilità, come ad esempio l’impronta ecologica, per identificare le azioni prioritarie finalizzate a diminuire l’impatto ambientale e per valutarne l’efficacia. Arpa FVG ha avuto un ruolo centrale nell’Analisi ambientale del distretto.

La storia della registrazione EMAS del “Distretto del mobile di Pordenone” comincia nel 2004, quando viene stipulato un accordo di programma per la realizzazione di una sperimentazione “ad hoc”.  Il progetto si configurava con caratteristiche di assoluta originalità rispetto ad altre iniziative analoghe, in quanto, per la prima volta in Italia, la richiesta di applicazione del regolamento EMAS non proveniva da una singola azienda, ma da un distretto industriale, organismo che comprende una pluralità di soggetti pubblici e privati.

La prima Analisi ambientale è stata elaborata nel 2006. A distanza di 10 anni dalla prima stesura si è reso necessario un aggiornamento del documento alla cui elaborazione Arpa FVG e l’Unione Industriali di Pordenone, membri del  comitato di gestione e coordinamento, hanno collaborato attivamente.

L’aggiornamento si è reso necessario per la profonda modifica della normativa ambientale occorsa nell’ultimo decennio ma anche per la necessità di rivedere lo stato dell’ambiente non solo focalizzandosi sugli aspetti locali ma anche in un’ottica di area vasta, peculiarità propria di un distretto industriale.

La difficoltà di reperire informazioni da una pluralità di soggetti coinvolti ha portato alla necessità di utilizzare quanto più possibile dati già disponibili, forniti dalle aziende coinvolte per altri processi o scopi (ad esempio gli autocontrolli). Il database su cui si è sviluppato il nuovo documento si è infatti basato su tali informazioni e su dati di letteratura.

I principali elementi innovativi inseriti nell’analisi sono:

  • per quanto attiene alla parte relativa alle pressioni e ai conseguenti impatti ambientali, si è scelto di utilizzare indicatori che si basino su criteri oggettivi e che, permettendo una valutazione puntuale della significatività e rilevanza degli stessi, definiscano le priorità degli interventi da mettere in atto. Tali indicatori vengono suddivisi in indicatori di consumo di risorse, che fanno riferimento all’impronta ecologica rapportata alla capacità di carico, e in indicatori operazionali, che fanno riferimento sia alle caratteristiche delle emissioni (pericolosità, estensione dell’impatto) sia alla sensibilità dei recettori.
  • al fine di evitare un fisiologico scollamento tra le priorità di intervento derivanti dagli esiti dell’Analisi ambientale e le azioni inserite nel successivo Programma Ambientale Territoriale, nel documento di analisi viene inserita anche la valutazione di incidenza di un set di possibili azioni. La valutazione dell’incidenza delle azioni prevede sia il calcolo dell’effetto ambientale dell’azione stessa che il costo della sua implementazione. In particolare quest’ultimo elemento è stato declinato in diverse componenti che rendono conto della sensibilità sociale delle aziende, della possibilità di attuare l’azione in autonomia, della disponibilità economica e del tempo necessario all’attuazione dell’azione in relazione al tempo di risposta ambientale.

L’applicazione della metodologia sopra indicata ha permesso di evidenziare le performances ambientali del Distretto, normalizzate alla variazione dei volumi produttivi, nei dieci anni di registrazione EMAS.  Ad esempio il rapporto tra impronta ecologica e capacità di carico, in riferimento ai consumi energetici e al consumo di vernici e colle, è diminuito di 1,9 volte mentre quello riferito ai consumi lignei di 3,3 volte.

Nonostante i buoni risultati ottenuti, il miglioramento continuo richiede l’attivazione di percorsi che attengano alle tematiche valutate di maggiore significatività/rilevanza. L’analisi ambientale ha riscontrato che è prioritario porre l’attenzione sull’utilizzo di colle e vernici, sull’approvvigionamento dell’energia e del materiale legnoso utilizzato e sul consumo di suolo.

La valutazione di incidenza (efficacia ed efficienza) porta a concludere che risultano necessarie e prioritarie almeno due azioni: per quanto riguarda le emissioni in atmosfera si pone l’attenzione sull’avanzamento tecnologico nella verniciatura manuale e sull’utilizzo del carosello (macchinario specifico per la verniciatura), mentre, per quanto riguarda la criticità del consumo di suolo  si propone il riutilizzo degli stabilimenti inattivi. Risultano invece solo prioritarie le seguenti azioni: la copertura dei parcheggi con pannelli fotovoltaici e la creazione di un consorzio interno al distretto per lo sviluppo di pannelli lignei secondari dagli scarti delle precedenti lavororazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.