Posidonia, nel Mediteranneo perso il 34% negli ultimi 50 anni

A Civitavecchia tre giorni di iniziative per esperti e cittadini per far conoscere il progetto Life SePosso dedicato alla Posidonia oceanica.  E’ la specie vegetale più diffusa nel Mediterraneo e svolge funzioni vitali per il funzionamento degli ecosistemi. La chiamano “foresta tropicale del Mediterraneo” ed effettivamente lo è. Per la sua capacità di ossigenare il mare e mantenere in equilibrio l’ecosistema, la Posidonia oceanica è una risorsa da salvaguardare nella nostra fascia costiera. La cattiva notizia è che sta regredendo: negli ultimi 50 anni è stata stimata una diminuzione del 34% in molte aree del bacino del Mediterraneo, a causa di fattori naturali e dell’azione dell’uomo. A minacciarla i cambiamenti climatici, ma soprattutto la cattiva gestione della fascia costiera e la realizzazione, pur necessaria, di grandi opere che provocano impatti sull’ecosistema marino. L’annosa questione di trovare un punto di equilibrio tra sviluppo e tutela dell’ambiente emerge anche nel caso della Posidonia oceanica.

Il progetto LIFE SEPOSSO, di cui Ispra è capofila, si colloca proprio nel solco di queste complesse questioni. L’acronimo inglese si traduce in italiano con “Fornire supporto alla governance ambientale nelle operazioni di trapianto sostenibile di Posidonia oceanica”. Il progetto europeo affronta la questione del trapianto della specie, nei casi in cui questo viene eseguito per compensare i danni causati dalla costruzione di opere o infrastrutture costiere. SEPOSSO vuole, infatti, mettere allo stesso tavolo tutti gli stakeholder, per individuare le migliori pratiche e dar vita a strumenti, anche informatici, che permettano di aumentare l’efficacia e il controllo dei trapianti. Allo stesso tempo il progetto intende sensibilizzare la cittadinanza dei comuni coinvolti sul rispetto e l’importanza delle praterie di Posidonia oceanica, per far sì che la popolazione sia coinvolta ed informata sulle decisioni.

Il primo caso studio affrontato dal progetto è quello di Civitavecchia-Santa Marinella, dove tra il 2004 e il 2005 è stato effettuato il primo e più esteso trapianto di Posidonia del Mediterraneo. Oltre 300 mila talee sono state innestate su 10.000 metri quadrati m2 di fondale, in un’area compresa tra i comuni di Santa Marinella e Santa Severa. L’operazione è stata sostenuta da Enel Produzione come misura di “compensazione” ai lavori eseguiti presso l’area portuale di Civitavecchia per l’ampliamento della Darsena Grandi Masse a servizio della centrale elettrica. I dragaggi necessari alla realizzazione dell’opera prevedevano la rimozione di ampie porzioni di Posidonia oceanica e la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) richiedeva all’azienda energetica che questa fosse compensata da un inserimento delle piantedi Posidonia perse in un habitat limitrofo. Va specificato che il trapianto è da considerarsi sempre come  un intervento estremo per il recupero dell’ecosistema degradato e non come strumento per favorire uno sviluppo indiscriminato della fascia costiera.

Tutte le fasi di questa operazione sono state ripercorse da Michele Scardi dell’Università di Tor Vergata di Roma nel corso del convegno organizzato da Ispra a Civitavecchia nella mattinata del 28 giugno scorso. Le 300 mila talee vennero espiantate dalla prateria della Mattonara a nord di Civitavecchia nell’arco di cinque mesi di lavoro a partire dall’agosto del 2004. Queste vennero poi reimpiantate sui fondali di S. Marinella utilizzando come base una sorta di cornici in cemento dotate di una rete metallica interna. L’operazione ha visto all’opera fino a 22 tecnici nei momenti di punta ed ha avuto un costo per l’Enel di 5 milioni di euro. Già dopo 3 mesi dalla posa, le talee avevano iniziato ad installarsi nella sabbia. Un primo significativo sviluppo è stato osservato dopo cinque anni dalla messa in opera. Oggi è possibile dire che a 13 anni dall’operazione in alcuni siti la prateria trapiantata ha preso la forma pressoché simile a quelle naturali. Non tutto è andato bene, perché circa 2 mila metri quadrati su 10 sono andati perduti a causa del moto ondoso e di oggetti trasportati dalle correnti, che hanno divelto l’impianto dei fondali. In linea generale, il trapianto della Posidonia può considerarsi ad oggi riuscito.

Quali informazioni sono arrivate alla popolazione locale circa l’operazione di trapianto? Anche su questa domanda il progetto LIFE SEPOSSO cercherà di dare una risposta attraverso l’analisi della percezione dei cittadini. Sono state, infatti, realizzate una serie di interviste alla popolazione per capire quale sia il grado di conoscenza della specie e ai soggetti coinvolti del trapianto per studiare la questione governance nel caso specifico. Carlo Pipitone del Cnr di Palermo ha fornito nel corso del convegno alcuni elementi sull’analisi sociologica che verrà eseguita nell’ambito del progetto.

Nell’ultima settimana di giugno i subacquei di Ispra, Arpa Toscana e degli altri partner del progetto hanno eseguito una serie di rilievi nella zona del trapianto ed è stata data la possibilità a tutti gli stakeholder coinvolti di assistere alle immersioni per vedere dal vivo il lavoro svolto dai biologi. Barbara La Porta e Tiziano Bacci hanno mostrato nel corso del convegno le ultime immagini girate sui fondali di Santa Marinella e hanno fornito alcune indicazioni sulle aree dove oggi la Posidonia oceanica si è maggiormente sviluppata e quelle dove si vedono criticità.

In queste giornate di sensibilizzazione tra Civitavecchia, Santa Marinella e Santa Severa non sono mancati momenti dedicati ai più piccoli. Un laboratorio all’aperto su Posidonia per i bambini della Lega Navale di Civitavecchia e negli stand sul lungomare della città portuale e presso il Castello di Santa Severa i ricercatori del progetto hanno organizzato attività educative per far conoscere la Posidonia ai più giovani attraverso la storia di due personaggi dei fumetti creati per l’occasione. Le avventure di “Posi” e “Donia” hanno divertito i ragazzi e incuriosito le famiglie.

Prossimo tappa del progetto LIFE SEPOSSO è a Augusta  tra il 9 e il 13 luglio.

(Anna Rita Pescetelli)


LIFE SEPOSSO – Impatti

2 commenti su “Posidonia, nel Mediteranneo perso il 34% negli ultimi 50 anni”

  1. Io abito a Piombino e di mestiere faccio il pescatore, devo dire , e non per questione di parte , che una così negligenza nel concedere concessioni per l’allevamento del pesce , ad un così alto numero di società, trascurando dove queste andavano ad insediarsi , a mio avviso troppo vicino alla posidonia!

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