Premio Ue per EcoRemed, progetto per la Terra dei fuochi

EcoRemed premiato tra i migliori progetti Life del biennio 2016-2017. L’esperimento di risanamento della Terra dei fuochi, con la partecipazione Arpac, è stato al centro di un convegno a Napoli.

La Commissione europea l’ha scelto tra i migliori progetti finanziati con fondi Life nel biennio 2016-2017. Il protocollo EcoRemed, coordinato dalla Federico II con la partecipazione dell’Arpa Campania, è stato selezionato a maggio, su quattrocento progetti in totale, tra i nove “best of the best”, che rappresentano l’eccellenza scientifica tra le iniziative comunitarie in tema di ambiente. Questo esperimento condotto su alcuni siti della Terra dei fuochi, che coinvolge anche l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, utilizza tecniche di bio- e fitorisanamento: in altre parole, impiega microrganismi e piante per ridurre gli inquinanti presenti nel terreno.

A distanza di più di un anno dalla conferenza stampa di chiusura del progetto, l’ateneo federiciano ha organizzato lunedì scorso (17 luglio) un incontro nel centro congressi di via Partenope, a Napoli, per tracciare le nuove prospettive di sviluppo di EcoRemed. Tra i presenti, il sottosegretario all’Ambiente, Salvatore Micillo, il rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, il commissario straordinario dell’Arpa Campania, Stefano Sorvino, il commissario regionale per le bonifiche Mario De Biase, inoltre Nunzio Romano, che dirige il Ciram, il centro di ricerca della Federico II che ha promosso il progetto e il collega Matteo Lorito, direttore del dipartimento di Agraria.

«Ecoremed», ha dichiarato Micillo, «mette insieme alcune caratteristiche che riteniamo vincenti per il risanamento del territorio. In particolare, ha consentito di studiare le condizioni dei terreni e di verificare l’efficacia di alcune tecniche di soil washing». Superando la narrazione della Campania come terra malata, si punta oggi a proporla come sede di sperimentazioni che fanno scuola. «Non dovremmo più parlare di Terra dei fuochi», ha sottolineato l’esponente del Governo, «ma di Terre dei fuochi, al plurale. Alcune di queste sono in altre regioni. Però non torniamo al passato, quando in Campania si ignoravano i problemi. Ci sono tuttora, qui, grandi questioni irrisolte, a cominciare dalla rimozione delle ecoballe. Nell’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente, poi, questa regione è ancora maglia nera».

Per Manfredi, «EcoRemed è un progetto di grande valenza sociale, oltre che scientifica. La Campania può trasformarsi, da regione delle emergenze ambientali e laboratorio di innovazione». De Biase ha sottolineato la differenza tra terreni agricoli contaminati e discariche. «Per le seconde, spesso», ha detto il commissario alle bonifiche, «è impossibile ripristinare le condizioni originarie dei luoghi, per via dei costi esorbitanti. Si procede piuttosto alla messa in sicurezza. Per quanto riguarda invece i terreni agricoli – ha puntualizzato De Biase – sgonfiata la bolla mediatica della Terra dei fuochi, sappiamo che quelli contaminati in Campania sono molto pochi».

Sorvino ha sottolineato come le emergenze rendano la regione un luogo di sperimentazione. «È successo dapprima in tema di dissesto, dopo la tragedia di Sarno – ha osservato il commissario Arpac – e sta accadendo ora con la Terra dei fuochi. Si tratta dell’unico caso, finora, in cui una legge dello Stato attribuisce compiti a una specifica Arpa. Un’Arpa, quella campana, che tuttavia è storicamente sottodimensionata rispetto al peso demografico e alla complessità della regione di riferimento».

A Salvatore Di Rosa, direttore dell’Unità operativa complessa Siti contaminati a bonifiche, struttura Arpac con sede a Pozzuoli, è spettato il compito di illustrare nei dettagli il contributo dell’Agenzia al progetto EcoRemed. L’agenzia ambientale si è occupata soprattutto dei prelievi di terreno e delle analisi per la ricerca di inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici e metalli potenzialmente tossici. Quasi cinquecento i campioni analizzati, provenienti dai cinque siti coinvolti nel progetto. Altri interventi sono stati affidati a Massimo Fagnano, coordinatore di EcoRemed e ad Antonio Di Gennaro (Risorsa srl). Ha moderato il dibattito il giornalista Ottavio Ragone, presenti in sala, tra gli altri, le senatrici Paola Nugnes e Virginia La Mura.

Luigi Mosca – Arpa Campania
l.mosca@arpacampania.it

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