“Scrivere un catalogo …” ovvero un’esperienza di condivisione del Sistema di bozza in bozza

guolo

La recente approvazione all’unanimità da parte del Consiglio federale della bozza edizione5 revisione3 del Catalogo nazionale dei servizi del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa) – approvazione peraltro arricchita dai complimenti a tutto il gruppo di lavoro per l’impegno profuso e per il risultato ottenuto – sta a testimoniare che, a volte, i tanti abusati gruppi di lavoro funzionano.

Ho avuto modo di affermare in diverse occasioni, e in due principalmente [1], la convinzione di come i fattori condivisione e formale approvazione fossero le chiavi per il successo di un Catalogo di servizi, di questo Catalogo di servizi.

Questa convinzione parte da lontano, dalle esperienze dell’Onog (Osservatorio nazionale di organizzazione e gestione delle Arpa/Appa) sviluppatesi dal 2001 al 2006 e dai lavori necessari a redigere tre volumi che all’epoca rappresentarono un biglietto da visita del nascente sistema (assieme ai CTN: centri tematici nazionali e ai TTI: tavoli tecnici intergenziali).  Anche lì arrivarono molti complimenti, non dal sistema (che non c’era ancora ed era composto di unità singolarmente pensanti), ma dall’esterno, dal mondo della pubblica amministrazione, che guardava con interesse un po’ meravigliato questa accozzaglia di quasi sconosciute agenzie che sapevano contarsi, analizzarsi e proporre metodi di crescita.  A testimonianza può essere citata un’affollatissima conferenza di presentazione al ForumPA del 13 aprile 2006 dei lavori del terzo rapporto benchmarking (l’incontro più partecipato di tutta la manifestazione), dopo che il primo rapporto era stato presentato sempre alla Fiera di Roma nel maggio del 2003 e il secondo alla conferenza delle Agenzie di Genova del luglio 2004.

Perché l’esperienza Onog, per certi versi primitiva, elitaria, sperimentale, è stata importante, nonostante i suoi difetti e difficoltà?  Perché ha insegnato a molti di noi come lavorare assieme per ottenere un prodotto condiviso.  La rete dei referenti Onog contava di circa una cinquantina di nominativi, che non si rapportavano solo in occasione dei documenti prodotti dall’osservatorio, ma hanno continuato negli anni a confrontarsi (anche dopo la fine di Onog) per allineare e verificare le proprie attività fra agenzie.

Quando il gruppo di lavoro 60 “Lepta e Catalogo” si è ritrovato per la prima volta (Roma, 9 giugno 2015) si è subito dato un metodo e un’organizzazione che permettesse di esaltare la condivisione progressiva dei lavori, ma con percorsi certi e orientati ai risultati. Anzi al risultato: il Catalogo dei servizi in tutte le sue articolazioni.

Definito il POD (Piano operativo di dettaglio) del gruppo di lavoro, successivamente approvato da GIV (Gruppo istruttore di validazione) e Consiglio federale, nella successiva riunione di start-up del 9 settembre 2015 il “progetto catalogo” prende definitivamente il via.

Con la regia di Arpa Umbria, nelle magnifiche professionalità di Giancarlo Marchetti, Sabrina Socci e Maila Strappini, (e la co-regia di Arpa Valle D’Aosta con Marco Cappio Borlino e Corrado Cantele), ci siamo contati e organizzati: le 15 agenzie (con Ispra) partecipanti al GdL 60 (senza contare le 7 agenzie uditrici) si sono quindi organizzate in tre focus group (FG) con un’agenzia referente:

  • FG1: “catalogo e semantica” – Arpa Veneto
  • FG2:“valorizzazione economica” – Arpa Umbria
  • FG3:“indicatori” – Arpa Lombardia

I lavori così erano più snelli, senza però far mancare – in specifiche riunioni di condivisione – il confronto fra focus group e la discussione fra tutte le altre agenzie sugli stati di avanzamento e sui risultati raggiunti, in alcune riunioni plenarie del gruppo di lavoro (vedi tabella 1).

tabella-1

Il percorso del Catalogo è quindi iniziato con il FG1 con una primissima versione di partenza (bozza ED0REV0), che fu costruita come l’aggiornamento di un precedente lavoro realizzato in un gruppo di lavoro AssoArpa (coordinato da Arpa Emilia Romagna e frutto, in particolare, anche delle esperienze Onog di Adriano Libero), integrato con le conoscenze di quelle agenzie che lo avevano utilizzato negli anni 2013-2014-2015 come strumento di programmazione e rendicontazione (Veneto ed Emilia Romagna in particolare, ma anche Umbria, Puglia e altre). L’aggiornamento, in particolare, era basato sull’evoluzione nel testo normativo del Snpa (DDL 1458), che nel frattempo era stato approvato all’unanimità alla Camera il 17 aprile 2014 (legge n.132/2016).

Dalla ED0REV0 fino alla ED5REV3, adottata e approvata in Consiglio federale come strumento di partenza verso la proposta definitiva di Catalogo dei servizi, è stato un susseguirsi di redazioni di bozze da parte del gruppo di coordinamento (Umbria, Valle d’Aosta e Ispra con Veneto), sulla base delle integrazioni, suggerimenti e sviluppi suggeriti dalle agenzie aderenti al Focus Group 1 (e anche le altre) (vedi tabella 2)..

tabella-2

Tutte le agenzie che hanno partecipato allo sviluppo della bozza ED5REV3 sanno di aver costruito solo un punto di partenza verso quello che sarà il definitivo Catalogo dei servizi, dal quale deriveranno totalmente o parzialmente i Lepta, quello che sarà allegato al decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che si spera arrivi entro i termini previsti dalla L 132/2016, ovvero entro il 17 gennaio 2018 (decreto con allegati “I LEPTA e i criteri di finanziamento per il raggiungimento dei medesimi nonché il Catalogo nazionale dei servizi …”; art. 9 comma 3).

Seppur sicuramente perfezionabile e in attesa degli sviluppi relativi alle metodologie di valorizzazione economica delle prestazioni e lo sviluppo di indicatori di domanda dei territori per ciascun servizio/prestazione, il Catalogo dei servizi (e delle prestazioni) presentato e approvato dal Consiglio federale (o dall’autodefinito Primo Consiglio del sistema nazionale) rappresenta già il frutto di un grande lavoro di squadra, realizzato condividendo conoscenze ed esperienze, a margine delle attività presso le agenzie di tutti i partecipanti, a volte al di fuori dell’orario di lavoro o in giorni di congedo, minimizzando le riunioni ma massimizzando la valorizzazione di ciascun parere, ciascuna indicazione.  Ogni idea, ogni valutazione trasmessa è stata considerata e inserita, se in linea con lo sviluppo del catalogo, e armonizzata con le altre sullo stesso argomento.

Un percorso di confronto che ha cercato di stare entro i tempi assegnati, senza avvilupparsi in discussioni senza fine su particolari magari insignificanti, con persone che hanno preferito telefonarsi o mandarsi mail, evitando riunioni dispersive e (se del caso) usando gli strumenti di web conference.

Più spesso di quello che generalmente si creda e al contrario dei luoghi comuni, la Pubblica amministrazione sa essere efficace e finalizzata al risultato. E questo ne è stato un esempio.

Riccardo Guolo
Dirigente del Servizio Pianificazione, progettazione e sviluppo di Arpa Veneto
Referente focus group 1 “semantica e catalogo”,
Area 8 Gruppo di lavoro 60 Lepta del Piano triennale 2014/2016 Snpa


Note:

[1] Workshop “dal Catalogo dei Servizi alla definizione dei LEPTA nel SNPA:esperienze a confronto per un percorso condiviso di sviluppo”, Perugia 4 giugno 2014.
Laboratorio: “approccio al risk management nella determinazione dei tempi e costi delle prestazioni agenziali. necessità di una metodologia condivisa”, Perugia 11 dicembre 2014

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