Sicilia, la relazione sulla qualità dell’aria nel 2017

Immagine di KAI LARS SCHERER [CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia CommonsArpa Sicilia ha pubblicato la relazione annuale sullo stato della qualità dell’aria in Sicilia. Per l’anno 2017, la valutazione della qualità dell’aria mostra il mantenimento e, per alcuni parametri un lieve miglioramento, dello stato della qualità dell’aria. Permangono criticità per alcune zone/agglomerati per il superamento dei limiti fissati dal D. Lgs 155/2010 di ossidi di azoto e ozono.

Per il 2017, la valutazione della qualità dell’aria in Sicilia (effettuata attraverso i dati registrati dalle stazioni fisse delle reti di monitoraggio e attraverso i dati storici per il periodo 2012-2017) mostra il mantenimento e, per alcuni parametri un lieve miglioramento, dello stato della qualità dell’aria. Permangono criticità per alcune zone/agglomerati per il superamento dei limiti fissati dal D. Lgs 155/2010 di ossidi di azoto e ozono. Nel 2017 non sono stati invece registrati superamenti del valore limite, sia come media annua che come numero di superamenti della media su 24 ore, per il particolato fine (PM10).

In particolare, sebbene per gli ossidi di azoto sia presente un trend di riduzione delle concentrazioni medie annue su tutto il territorio regionale, si rilevano, analogamente agli anni precedenti, superamenti del valore limite nelle stazioni da traffico ubicate nell’Agglomerato di Palermo, Catania e nella Zona Aree Industriali. I risultati del monitoraggio confermano i dati dell’Inventario delle Emissioni anno 2012, che ha individuato il traffico veicolare – in particolare il traffico nelle strade urbane determinato dai veicoli pesanti maggiori di 3.5 t e dalle automobili a gasolio – come macrosettore maggiormente responsabile delle emissioni di NOx negli agglomerati urbani.

Per quanto riguarda il PM10, nel 2017 è stato registrato un miglioramento in termini di superamenti. Confermati i dati del 2015 e 2016 in termini di distribuzione spaziale sul territorio regionale delle concentrazioni in aria che dipendono fortemente da emissioni naturali e sorgenti antropiche (settore del riscaldamento domestico alimentato a biomasse e dal trasporto veicolare in ambiente urbano).

Anche nel 2017 si registrano valori di concentrazione media annua di ozono più elevati nelle stazioni da traffico urbano, anche se non si rilevano superamenti del valore limite. Le zone di superamento risultano quindi ridotte rispetto al 2016. Si registra il superamento del valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana, fissato dal D.Lgs. 155/2010, in 11 su 17 stazioni della rete in cui viene monitorato, con un incremento rispetto al 2016 sia in termini di numero di superamenti che di numero di stazioni interessate dai superamenti. Sono stati inoltre rilevati superamenti della soglia di informazione (180 μg/m3) nelle stazioni di Melilli, SR-Scala Greca e Trapani e della soglia di allarme (240 μg/m3) nella stazione di Trapani. Nel 2017 permangono i superamenti del valore obbiettivo per la protezione della salute umana e della vegetazione, nella zona Aree Industriali e nella zona “Altro”, già rilevati nel 2015 e 2016. Poiché l’ozono è un inquinante secondario, le politiche di risanamento devono necessariamente riguardare la riduzione delle emissioni degli inquinanti precursori ed in particolare degli ossidi di azoto e dei composti organici volatili.

Si registra in quasi tutte le stazioni – rispetto al 2016 – una riduzione della concentrazione media annua, del valore massimo di concentrazione media oraria e del numero di concentrazioni medie orarie superiori a 200μg/m3 di idrocarburi non metanici, seppure tali superamenti risultino sempre molto significativi.

Infine, permangono nelle aree industriali concentrazioni medie orarie di picco molto elevate di benzene, mentre si è registrata una riduzione delle concentrazioni medie annue sia nelle aree urbane che nelle aree industriali.

Le misure di contenimento delle emissioni sia convogliate che diffuse di idrocarburi non metanici provenienti dagli impianti presenti nelle aree industriali (raffinerie, centrali termoelettriche e cementerie) rivestono particolare importanza, oltre che per la riduzione dell’ozono, per la protezione della salute della popolazione residente in tale aree e, considerato che tali composti hanno un impatto in termini di odori percepiti, per il miglioramento della qualità dell’aria a livello locale.

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Alice Scarcella ascarcella@arpa.sicilia.it, Anna Abita abita@arpa.sicilia.it

Giuseppe Cuffari gcuffari@arpa.sicilia.it

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