Snpa, bene i controlli sugli impianti industriali AIA/Seveso in Italia

In attesa della presentazione del Rapporto, Ispra dà qualche anticipazione sui numeri delle ispezioni condotte nel 2016 nei 6600 impianti italiani. Un buon bilancio per l’azione di controllo del Sistema.Il “Rapporto Controlli Ambientali AIA/Seveso – Edizione 2017” sarà consultabile a breve sul sito dell’Ispra e verrà presentato ufficialmente nei prossimi mesi. In base ai dati diffusi lo scorso 13 marzo dall’Ispra emerge un trend positivo dei controlli datti dal Sistema negli impianti presenti sul territorio nazionale. Senza considerare la situazione di alcuni siti particolari, in media è stata effettuata almeno un’ispezione ogni tre anni, dato confermato dalle 2600 visite di controllo fatte nel 2016 sul totale dei 6600 impianti.

Andando ai numeri delle ispezioni, nel 2016 sono state nel complesso 2600: di queste, 2400 alle installazioni in AIA (2315 negli impianti regionali e 87 in quelli statali) mentre le restanti 200 agli stabilimenti Seveso. Se per quelli in AIA i numeri sono leggermente aumentati rispetto al 2015, si è assistito, invece, ad un grosso incremento per le verifiche Seveso, specialmente presso gli stabilimenti di “soglia superiore”. La crescita dei controlli è dovuta alle nuove modalità operative introdotte dalla normativa europea recepita in Italia nel 2015, che ha aumentato la vigilanza sugli impianti dove si gestiscono grandi quantità di materiale pericoloso. Nel 2016 i controlli sugli 540 stabilimenti di soglia superiore sono stati 155, a fronte dei 19 del 2015. Sono invece diminuiti quelli sui 513 di soglia inferiore: 50 verifiche a fronte delle 64 effettuate nel 2015. E’ la Lombardia la regione con il maggior numero di siti Seveso: 145 di soglia superiore e 135 inferiore.

A determinare il tipo e la frequenza di controllo di uno stabilimento è la tipologia di produzione, la criticità connessa all’eventuale impatto sull’ambiente, nonché le risultanze di precedenti attività di controllo. Sono di competenza regionale gli impianti AIA per le attività energetiche, di trasformazione e produzione di metalli, industria mineraria, gestione dei rifiuti, impianti chimici al di sotto di una certa capacità produttiva, allevamenti, cartiere e tessili. Sotto la competenza statale ricadono invece le centrali termoelettriche con elevata potenza termica, gli impianti chimici, le acciaierie e le raffinerie.

 

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