Sorvino: «A Napoli inquinanti atmosferici da molteplici fonti»

Il commissario dell’Arpa Campania Stefano Sorvino è intervenuto alla presentazione del 13esimo “Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano”«Molti i fattori che incidono sulla qualità dell’aria a Napoli», ha ricordato.

«L’Agenzia ambientale è impegnata a rendere i dati sulla qualità dell’aria sempre più fruibili da parte dei cittadini. Non basta comunicarli alle autorità competenti affinché adottino eventuali provvedimenti». È quanto ha dichiarato Stefano Sorvino, commissario straordinario dell’Arpa Campania, intervenuto in rappresentanza di tutte le Arpa/Appa nel corso della presentazione del 13esimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano che si è tenuta lo scorso 14 dicembre nell’auditorium del Ministero dell’Ambiente a Roma. Il Rapporto, frutto del lavoro dell’intero Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, di cui l’Arpa Campania è parte attiva, raccoglie dati su diversi temi ambientali relativi a 119 aree urbane italiane, tra cui i cinque capoluoghi campani. Da quest’anno, la storica pubblicazione curata dal Snpa prende in considerazione anche il comune di Giugliano in Campania, inserito in ragione del suo considerevole peso demografico.

Il tema dell’inquinamento atmosferico nelle grandi città è uno degli argomenti toccati dal Rapporto. «Nell’area metropolitana di Napoli, così come in altri territori», ha ricordato Sorvino, «dicembre è uno dei periodi più difficili dell’anno dal punto di vista della qualità dell’aria, a causa di vari fattori, tra cui l’aumento del traffico automobilistico nel periodo natalizio e soprattutto l’incidenza del riscaldamento domestico. Tuttavia – ha aggiunto l’avvocato da nove mesi alla guida di Arpac – tra le fonti di inquinanti atmosferici, non bisogna dimenticare le grandi infrastrutture presenti in città, come l’aeroporto e il porto, oltre a una miriade di sorgenti puntuali di emissioni, tra cui piccoli opifici ed esercizi tipici di questo contesto urbano, ad esempio le pizzerie».

Del resto i dati del Rapporto riguardano una molteplicità di temi ambientali. Tra questi, la gestione dei rifiuti urbani, l’inquinamento elettromagnetico, la mobilità urbana, le acque di balneazione. Complessa l’analisi degli indicatori ambientali della città di Napoli: in assoluto, è la città più densamente popolata tra quelle considerate dal Rapporto (con 8.151 abitanti per chilometro quadrato nel 2016, in leggero calo rispetto all’anno precedente). Il capoluogo partenopeo è anche una delle città con la più elevata percentuale di suolo consumato (il 62,5 percento del territorio comunale è occupato da edifici, fabbricati, infrastrutture e altre aree impermeabilizzate). Soprattutto, è uno dei comuni con il parco auto più obsoleto: in città, il 28,3 percento delle auto intestate a privati è classificata come “euro 0” in base alle direttive europee antinquinamento, contro una media nazionale del 10,1 percento.

La versione integrale del 13esimo Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano è disponibile sul sito dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale all’indirizzo www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/stato-dellambiente/xiii-rapporto-qualita-dell2019ambiente-urbano-edizione-2017.

Un commento su “Sorvino: «A Napoli inquinanti atmosferici da molteplici fonti»”

  1. Buongiorno. Penso che il Sindaco De Magistris sia il sindaco che ha fatto e sta facendo il meglio in questa città difficile. Certo, non può risolvere OGNI COSA. Finchè lo Stato lascia solo il Sud Italia, alla deriva economica, isolandolo dal resto d’Italia, non penso sia facile per i cittadini di Napoli rinnovare il Parco Macchine. L’altro giorno ho sentito un report alla radio (credo Radio Tre) in cui si è detto che un team di scienziati americani ha analizzato i prodotti merceologici della Campania e , una volta analizzati, li ha classificati al top per la qualità. Quindi, non disperiamo, risolviamo il problema alla base, diamo risorse adeguate al sud, alla Campania, a Napoli; sicuramente la situazione non può che migliorare. Evitiamo che i ragazzini, poco più che bambini, trovino come unica possibilità di realizzazione professionale il reclutamento della Camorra.

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