Strategia marina, verso l’integrazione con le direttive Habitat e Uccelli

Prosegue l’osservazione dei mari da parte di Arpa FVG e delle altre Agenzie ambientali prevista dalla Strategia marina. Quest’anno, per garantire il necessario completamento dei programmi di monitoraggio, le attività sono state incrementate con lo studio di specie, habitat e uccelli marini riportati nelle direttive europee Habitat e Uccelli.

In questo modo si integrano ulteriormente gli obiettivi della Strategia Marina (direttiva europea 2008/56/CE), volta alla salvaguardia di mari e oceani, con quelli individuati dalle direttive Habitat (direttiva 92/43/CE) e Uccelli (direttiva 2009/147/CE), orientate alla salvaguardia di specie, habitat e uccelli di particolare pregio naturalistico per l’Europa.

Per conseguire tali obiettivi il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) ha rinnovato, per il triennio 2018-2020, la convenzione con le Arpa capofila delle tre sottoregioni individuate per l’Italia (Mediterraneo occidentale, Adriatico, Mar Ionio e Mediterraneo centrale).

Arpa FVG prosegue la propria attività secondo quanto previsto dal Piano Operativo annuale, nell’ambito della sottoregione Adriatico di cui fa parte insieme ad Arpa Emilia Romagna (capofila), Veneto, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.

In particolare, il Piano operativo di Arpa FVG prevede la continuazione di attività già avviate nel triennio pecedente (parametri chimico fisici in colonna d’acqua, habitat pelagici, contaminanti in acqua, sedimenti e biota, analisi delle microplastiche, ricerca di specie non indigene, rifiuti spiaggiati, input di nutrienti) ma anche l’avvio di nuovi monitoraggi volti allo studio di Habitat coralligeni, specie bentoniche protette (Pinna nobilis) e mammiferi marini (Tursiops truncatus), ad integrazione degli indirizzi delle direttive citate.

Habitat coralligeno

L’area di indagine scelta in FVG è il Sito di Importanza Comunitaria (SIC), che fa parte della Rete Natura 2000, denominato “Trezze di San Pietro e Bardelli”, situato al largo della Laguna di Marano e Grado.

Le trezze sono costituite da affioramenti rocciosi di varia grandezza e presentano alcune specie caratteristiche del coralligeno. Rispetto alla maggior parte dei fondali del Nord Adriatico, formati da fanghi intervallati da zone di sabbie medio-fini, le trezze sono dei veri e propri hot-spot di biodiversità ricchi di microambienti e gradienti ecologici.

Le concrezioni calcaree sono attribuibili ad alghe Corallinacee e secondariamente a Briozoi, Molluschi, Antozoi e Serpulidi.

Nel Golfo di Trieste la maggior diffusione di questi affioramenti è stata individuata tra Punta Sdobba e Punta Tagliamento, sui fondali antistanti le lagune di Grado e Marano, ad una distanza dalla linea di costa compresa tra 2 e 17 km e una profondità variabile tra 8 e 21 m.

Questi ambienti sono soggetti a forti pressioni antropiche dovute ad alcune tipologie di pesca, in particolare quella per la cattura dei molluschi bivalvi, e alla qualità della colonna d’acqua che risente delle provenienza delle acque del fiume Tagliamento e Isonzo e delle vicine lagune di Marano e Grado.

L’obiettivo del monitoraggio di tali Habitat è quello di rilevarne la presenza ed estensione e valutarne le condizioni di salute. In particolare le attività si concentrano sull’acquisizione di dati morfobatimetrici attraverso rilievi con metodi ecografici (side scan sonar, multibeam) e sulla raccolta di dati-immagine georeferenziati ad alta risoluzione (foto/video), mediante veicoli guidati da remoto (ROV), per l’analisi e la determinazione delle specie presenti. Arpa FVG ha già terminato l’attività relativa alla morfobatimetria dei fondali.

Specie bentoniche protette (Pinna nobilis)

In regione, la zona identificata per il monitoraggio del mollusco Pinna nobilis ricade nell’area marina protetta “Riserva Naturale Marina di Miramare”.

Pinna nobilis è il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo la cui presenza è segnalata lungo tutte le coste italiane ed è spesso legata alle praterie di Posidonia oceanica; è vulnerabile alla perdita di habitat, agli ancoraggi, agli attrezzi da pesca, agli effetti negativi derivanti dall’espansione di specie aliene (non autoctone) e ai cambiamenti climatici.

L’obiettivo del monitoraggio è quello di acquisire informazioni sulla sua presenza, distribuzione e abbondanza in aree rappresentative di specifici tratti di costa e nelle aree marine protette. Nello specifico i parametri rilevati sono la densità della specie, lo stato di salute degli individui, il tipo di substrato e la profondità di rinvenimento dei singoli esemplari; vengono studiati inoltre la biometria ed eventuali criticità e impatti da attività antropiche.

L’attività viene svolta in collaborazione con il personale scientifico dell’area marina protetta di Miramare.

Mammiferi marini (Tursiops truncatus)

I mammiferi marini vengono monitorati nelle acque delle regioni italiane sino al limite delle 12 miglia, con particolare riguardo alle aree facenti parte della Rete Natura 2000.

In FVG la raccolta di dati di presenza/assenza di esemplari avviene in concomitanza e lungo gli stessi transetti eseguiti per lo studio dei parametri chimico fisici e degli habitat e per l’analisi delle microplastiche. Le aree individuate sono pertanto situate davanti al Porto di Trieste e alla cittadina di Lignano Sabbiadoro.

Il tursiope (Tursiops truncatus), appartenente alla famiglia dei Delphinidae, è il cetaceo più comune in ambiente costiero e l’Alto Adriatico è una delle aree di maggior frequenza di osservazione di questa specie oltre al mar Ligure e Tirreno. E’ importante identificare e definire le dimensioni delle popolazioni presenti, al fine di poter applicare le misure di conservazione adeguate e gestire eventuali potenziali rischi per la specie, quali la pesca, la contaminazione chimica delle acque, il degrado e la perdita di habitat.

I parametri osservati sono, nello specifico, le coordinate geografiche del gruppo o dell’esemplare avvistato, le dimensioni e la composizione del gruppo (presenza di adulti e sub-adulti). Arpa FVG ha già avviato le attività di avvistamento in collaborazione con il personale scientifico dell’associazione DelTa.

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