Appa Bolzano: online misure indice radiazioni ultraviolette

I dati dell’indice UV sono disponibili in tempo reale sul sito web di Appa Bolzano. Video con immagini delle stazioni di misura, interviste e consigli per minimizzare i rischi da esposizione al sole.

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Studio Arpacal sulle principali sorgenti di emissione in atmosfera in Calabria

Traffico e riscaldamento sono le principali sorgenti di emissione in atmosfera registrate in Calabria dalle stazioni di misura della rete regionale della qualità dell’aria che ArpaCalabria gestisce per conto della Regione. Leggi tutto qui >

Aria, le regioni del bacino padano ribadiscono il loro impegno a tutto campo

La Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia per il mancato rispetto dei valori limite, in particolare per non aver messo in atto misure giudicate “appropriate” per la riduzione dei superamenti del PM10; in un comunicato le quattro regioni del bacino padano più coinvolte (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte) hanno ribadito il loro impegno per un’aria più pulita. Continua > 

Copernicus: due nuove convenzioni Ispra e Arpa Campania

Gli accordi riguardano l’aggiornamento del Corine Land Cover (uso del suolo) e l’adesione alla piattaforma tematica del Sentinel Collaborative Gs (previsioni in materia di inquinamento atmosferico). Continua a leggere Copernicus: due nuove convenzioni Ispra e Arpa Campania

Ricerca scientifica: il contributo di Arpa FVG

Arpa FVG, oltre ad essere impegnata costantemente nelle attività di monitoraggio e controllo, opera assiduamente nella ricerca applicata in campo ambientale. Di seguito vi segnaliamo due studi recentemente pubblicati su due riviste scientifiche internazionali.

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Emergenza incendi boschivi in Piemonte

In Piemonte il mese di ottobre 2017 è stato caratterizzato da condizioni meteorologiche che hanno determinato situazioni favorevoli per lo sviluppo e la successiva rapida propagazione degli incendi boschivi che hanno colpito la regione e in particolare le province di Torino e di Cuneo.

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MICRON – Profumi e shampoo stanno diventando inquinanti importanti come lo smog

In un articolo la rivista riprende uno studio pubblicato su Science, nel quale si parla di una ricerca che si è concentrata sui composti organici volatili, sostanze a base di petrolio che si trovano in molti tipi di prodotti industriali e di consumo, quali “pesticidi, rivestimenti, inchiostri da stampa, adesivi, detergenti e prodotti per la cura personale”. Vai all’articolo >

La Provincia di Trento impegnata per ridurre l’inquinamento atmosferico e tutelare la salute

L’inquinamento atmosferico causa seri impatti sulla salute: a concentrazioni elevate di inquinanti atmosferici sono correlate malattie dell’apparato respiratorio, malattie cardiovascolari, impatti negativi sul sistema nervoso, irritazioni, nonché, nel lungo termine, insorgenza di tumori. Le 16 misure previste dal Piano provinciale per il Trentino.

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I valori del PM10 in Piemonte nel 2017

Da una prima valutazione dei livelli misurati del PM10 nel 2017, dati da considerare indicativi in quanto non ancora sottoposti a certificazione, in Piemonte si rileva un peggioramento rispetto al 2016 in quasi tutte le stazioni della rete regionale complice anche la meteorologia che ha evidenziato nei mesi più freddi condizioni che hanno determinato su gran parte del territorio regionale – a parità di pressioni emissive – una minore capacità di dispersione degli inquinanti e un conseguente incremento dei livelli in aria ambiente del particolato.

Focalizzando l’attenzione su Torino e sulle città capoluogo di provincia, si nota un generale aumento dei valori medi annuali. Il valore limite della media annuale, pari a 40 µg/m, è stato superato in più stazioni della città metropolitana di Torino e nella città di Alessandria a differenza dell’anno precedente nel quale vi era stato il superamento in una sola stazione di traffico di Torino.

Il valore massimo della media annuale misurato a Torino, nella stazione di Torino – Grassi, è stato di 47 µg/m3 mentre ad Alessandria, nella stazione di Alessandria – D’Annunzio, è stato di 42 µg/m3.

Negli altri capoluoghi i valori sono tutti minori ed in particolare il valore più elevato di Asti è stato misurato nella stazione di Asti-Baussano (40 µg/m3), a Biella nella stazione di Biella – Lamarmora (28 µg/m3), a Cuneo nella stazione di Cuneo – Alpini (26 µg/m3), a Novara nella stazione di Novara – Roma (33 µg/m3), a Verbania nella stazione di Verbania – Gabardi (18 µg/m3) e a Vercelli nella stazione di Vercelli – Gastaldi (38 µg/m3).

La situazione risulta più critica se prendiamo invece in considerazione il valore limite giornaliero, pari a 50 µg/m3 da non superare in più di 35 giorni per anno civile, in quanto è superato nella maggioranza dei punti di misura presenti nei capoluoghi con l’eccezione di quelli pedemontani di Cuneo e di Verbania. In queste ultime città la situazione è: nella prima i superamenti hanno interessato 29 giorni (23 nel 2016) mentre nella seconda 17 giorni (8 nel 2016).

 

Nelle altre città capoluogo invece i superamenti sono stati superiori al valore limite, ed in modo più marcato rispetto al 2016, raggiungendo valori decisamente elevati a Torino, con 118 (89 nel 2016) giorni di superamento nella stazione di Torino – Rebaudengo (la peggiore del Piemonte), ad Asti nella stazione di Asti – Baussano (98 giorni di superamento rispetto ai 71 del 2016), ad Alessandria nella stazione di Alessandria – D’Annunzio (102 giorni di superamento rispetto ai 69 del 2016), a Vercelli nella stazione di Vercelli – Gastaldi (82 giorni di superamento rispetto ai 50 del 2016), a Novara nella stazione di Novara – Roma (72 giorni di superamento rispetto ai 40 del 2016) e a Biella dove nella stazione di Biella – Lamarmora i superamenti hanno interessato 46 giorni (22 nel 2016).

 

Dove si trovano i dati della qualità dell’aria per la regione Piemonte?

Per saperne di più su PM10, protocollo antismog e indice della qualità dell’aria consulta le FAQ

Come è andata l’aria a dicembre in Veneto?

I dati rilevati a dicembre 2017 confermano il PM10 quale inquinante più critico per la qualità dell’aria nella regione. I dati del mese vengono confrontati con quelli rilevati a dicembre 2016.

Nel complesso il 2017 è stato peggiore rispetto all’anno precedente, con mesi invernali caratterizzati da lunghi periodi di stabilità atmosferica e scarse piogge, che hanno favorito l’accumulo del particolato nei bassi strati dell’atmosfera. Il 2016, invece, è stato caratterizzato da un inverno più piovoso con frequenti episodi di pulizia dell’atmosfera. Tuttavia, confrontando le serie dei dati registrati nel mese di dicembre degli ultimi due anni, si rileva che il valore limite giornaliero (50 µg/m3 come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno), è stato superato per un numero di volte maggiore nel 2016 rispetto al 2017, nella gran parte delle centraline.

A dicembre 2017 tutte le stazioni hanno registrato un numero di superamenti minore o uguale rispetto a dicembre 2016. Fanno eccezione Rovigo e Adria, per le quali, però, come rappresentato, il numero di campioni raccolto nel 2017 è stato superiore a quello raccolto nel 2016. Padova è la provincia in cui si è registrato il maggior numero di superamenti nel mese di dicembre 2017, seguita da Verona. Lo stato della qualità dell’aria è stato migliore nelle zone collinari o in montagna.

Le maggiori criticità, in relazione ai livelli di concentrazione di PM10, raggiunti a dicembre 2016 rispetto a dicembre 2017, sono da imputare alle condizioni prevalenti di stabilità atmosferica, senza precipitazioni e con marcate inversioni termiche, verificatesi a dicembre 2016. A dicembre 2017, invece, i periodi caratterizzati da condizioni anticicloniche, che hanno reso il tempo stabile, si sono alternati a fasi con tempo variabile o perturbato, nel corso delle quali le precipitazioni e il rinforzo dei venti hanno favorito l’abbattimento e la dispersione degli inquinanti.

Tali condizioni meteorologiche hanno caratterizzato anche altri inquinanti atmosferici. Ad esempio, in analogia con il PM10, anche per il PM2.5 le medie mensili registrate a dicembre 2016 sono state peggiori del 2017, con concentrazioni più alte di questo inquinante in quasi tutte le stazioni della rete di monitoraggio.

Polveri PM10. Le statistiche per il 2017

In una pagina dedicata ARPAV anticipa l’informazione di sintesi sul PM10 per l’anno 2017, relativa ai dati raccolti dalle centraline automatiche, in attesa della pubblicazione della relazione regionale della qualità dell’aria che comprende i dati di tutti gli inquinanti atmosferici.
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vai ai dati in diretta e validati di qualità dell’aria in Veneto

Rogo locale Asl a Teramo: i dati di Arta Abruzzo sull’aria rassicurano la popolazione

Arta Abruzzo diffonde gli esiti delle analisi sui campioni di aria raccolti nel luogo dell’incendio divampato il 14 gennaio a Teramo, all’interno di un locale in disuso della Asl. Immediate, grazie ai social, la rassicurazioni alla popolazione.

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Qualità dell’aria, Arta Abruzzo avvia la gara per il restyling del portale dati

C’è tempo fino al 19 gennaio per manifestare l’interesse a partecipare alla procedura negoziata sotto soglia comunitaria con cui Arta Abruzzo affiderà il servizio di rifacimento del portale web dedicato ai dati regionali di qualità dell’aria. Leggi il resto>

Polveri sottili, valori analoghi in campagna e in città

Esaminando i dati relativi alla qualità dell’aria misurati in Emilia-Romagna nel 2017, emergono risultati interessanti e a volte inaspettati. E’ accaduto che le concentrazioni di alcuni inquinanti rilevate in città, o in prossimità di zone ad alto traffico stradale, risultino uguali o addirittura minori di quelle rilevate in campagna. Come è possibile? Continua >

 

Cambia l’aria! La campagna di sensibilizzazione di Arpa Veneto

Usare il trasporto pubblico o la bicicletta, ridurre la temperatura in casa e in ufficio, curare la manutenzione degli impianti di riscaldamento, sono alcune delle azioni quotidiane per contribuire alla riduzione dell’inquinamento dell’aria

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Incendi e smog attanagliano il Piemonte

Gli incendi che per giorni hanno investito le vallate alpine in Piemonte hanno causato notevoli danni alla flora e alla fauna e provocato un aumento delle concentrazioni degli inquinanti atmosferici, portando strascichi anche in Valle d’Aosta.

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