Balneazione 2018, Arta Abruzzo ha presentato a Pescara i dati dell’ultima stagione di controlli

Arta Abruzzo ha presentato oggi a Pescara i numeri riassuntivi della stagione balneare 2018, illustrando attraverso tabelle ed elaborazioni grafiche gli esiti analitici dei campionamenti effettuati dall’Agenzia lungo 114 chilometri di costa regionale e in 5 punti del lago di Scanno, interamente monitorato e sempre balneabile.

I dati, consultabili sul sito www.artaabruzzo.it con l’applicazione che consente la consultazione per punto di prelievo o per stabilimento balneare, sono forniti dal Centro di riferimento dell’ecosistema marino-costiero del Distretto provinciale di Pescara e dal Distretto provinciale di L’Aquila per il lago di Scanno.

I prelievi sono stati effettuati nei 119 punti di campionamento individuati alla vigilia della stagione balneare dalla Regione Abruzzo, per un totale di 1730 determinazioni analitiche riferite a parametri batteriologici e 182 alle alghe fitoplanctoniche Ostreopsis ovata (monitorata in 20 punti dal fondale roccioso favorevole alla sua proliferazione) e Fibrocapsa japonica.

Dietro i controlli della balneazione, come sempre, c’è una grande mole di lavoro che quest’anno, da aprile a settembre, ha visto impegnati su tutto il territorio regionale 16 operatori addetti ai campionamenti, impiegati a rotazione, 4 unità per il trasporto dei campioni a temperatura idonea, 6 unità in laboratorio, 2 amministrativi addetti all’accettazione dei campioni e alla redazione dei rapporti di prova e 2 tecnici incaricati di inserire i dati sul sito istituzionale.

«Questi dati – ha spiegato il direttore generale di Arta, Francesco Chiavaroli, affiancato dal direttore tecnico Carla Giansante, dai direttori dei Distretti provinciali di Pescara e L’Aquila, Emanuela Scamosci e Virginia Lena, e dalla dirigente del Centro di riferimento dell’ecosistema marino-costiero, Angela Ariano – con quelli delle precedenti quattro stagioni serviranno alla Regione per stabilire la nuova classificazione delle acque balneabili e non balneabili abruzzesi in base alla qualità da scarsa a eccellente e stilare, a marzo, il calendario dei controlli che Arta dovrà svolgere la prossima estate.

Per la grande variabilità dei fattori in gioco non è possibile fare confronti e tracciare bilanci così su due piedi, però possiamo dire che mentre in altre regioni sono state riscontrate criticità in particolare per la presenza massiccia dell’Ostreopsis ovata, da noi quest’alga ha fatto la sua comparsa solo a settembre nel Chietino, probabilmente a causa della temperatura piuttosto calda dell’acqua marina.

E’ evidente che anche i dati sul mare risentono dei cambiamenti climatici – ha concluso Chiavaroli – e gli eventi meteorologici estremi a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni nel nord e nel sud del Paese ci fanno capire che il problema non è futuro, ma attuale e va affrontato subito con un coordinamento fra istituzioni, associazioni e cittadini».

balneazione Abruzzo 2018

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Ostreopsis ovata, disponibili i dati del monitoraggio 2018 sulle coste siciliane

Sono disponibili sul sito di Arpa Sicilia i dati e le tabelle del monitoraggio della concentrazione di Ostreopsis ovata. I campionamenti sono effettuati nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Si tratta di sei campionamenti, concentrati nei mesi più caldi (due per i mesi di luglio e agosto, uno per i mesi di giugno e settembre). Trentuno nel 2017 e ventotto nel 2018, i punti di campionamento lungo la costa siciliana.

Nel 2017 il valore massimo raggiunto è stato 93.858 (cell/L) a Palermo nella zona di Vergine Maria, nella località di campionamento Tonnara Bordonaro.

Più bassi i valori riscontrati nel 2018. Il valore massimo raggiunto è stato 59.582, nei primi 15 giorni di agosto a Palermo nel lungomare di Barcarello.


Ostreopsis ovata è una microalga marina, una specie tipica dei climi caldi e tropicali, negli ultimi anni presente anche sulle coste italiane.

Con l’entrata in vigore, il 25 maggio 2010, del decreto 30 marzo 2010, attuativo del D.Lgs 116/2008, in Italia è diventato obbligatorio effettuare monitoraggi in aree a rischio di O. ovata e altre alghe potenzialmente tossiche.

Le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) ricercano nei periodi estivi, fin prima che si stiano per verificare le condizioni critiche, la loro presenza e ne tengono sotto controllo il numero nell’acqua di mare e avvertono i comuni e le ASL di competenza quando il numero supera le 10.000 unità cellulari su litro (come da “Linee guida del Ministero della Salute” della Repubblica Italiana).

A cura di : Giuseppe Cuffari, Alice Scarcella – U.O.C. SG2 Formazione, Informazione, Comunicazione

mail: gcuffari@arpa.sicilia.it; ascarcella@arpa.sicilia.it

Per approfondimenti: Vincenzo Ruvolo – U.O.C. ST3 Area Mare

mail: vruvolo@arpa.sicilia.it