Tutela delle acque: stop plastica nel mare

Favorire recupero e riciclo dei materiali presenti in mare, trasformare una minaccia ambientale in una reale opportunità economica per il territorio incentivando lo sviluppo di un’economia circolare e promuovendo una filiera industriale della plastica, stimolare comportamenti virtuosi negli amministratori e nei cittadini: questo e tanto altro al centro del protocollo firmato oggi con Arpa Lazio e Corepla.

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Medsealitter, macro-plastiche nel Mediterraneo

Dieci partner europei, tra i quali Ispra, per un progetto sui grandi rifiuti flottanti abbandonati nei nostri mari: obiettivo è definire un protocollo operativo unico per tutto il Mediterraneo.

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5 giugno lotta alla plastica

Il 5 giugno è la giornata mondiale dell’ambiente ed è considerata la giornata più importante delle Nazioni Unite per incoraggiare la consapevolezza e l’azione a livello mondiale per la protezione del nostro ambiente. Per questo motivo AmbienteInforma esce eccezionalmente oggi.

La giornata mondiale dell’ambiente è stata proclamata nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ogni anno l’ONU sceglie un tema particolarmente pressante e per il 2018 è stata individuata la lotta alla plastica monouso. Lo slogan scelto è Beat Plastic Pollution. If you can’t reuse it, refuse it.

L’idea di fondo è di istituire il “giorno della gente” per fare qualcosa per prendersi cura della Terra. Quel “qualcosa” può essere focalizzato localmente, a livello nazionale o globale; può essere un’azione di un solo individuo o coinvolgere una moltitudine di persone. Ognuno è libero di scegliere l’importante è agire.

Il tema scelto è forse uno dei più urgenti e preoccupanti degli ultimi anni e riguarda l’inquinamento dei mari e degli oceani, messi sempre più a dura prova dalla plastica. Come ha messo in evidenza l’Unep, ogni anno vengono riversati negli oceani ben 8 milioni di rifiuti plastici e questi non fanno che inquinare e distruggere tutti gli habitat sottomarini. L’acqua è una fonte di vita e in quanto tale deve essere trattata: il consumo di plastica non fa altro che devastare gli oceani e uccidere intere specie. Siamo tutti abituati ad utilizzare i sacchetti di plastica (che fortunatamente sono sempre più spesso sostituiti da quelli biodegradabili) ma non è solo questo il problema. Ogni minuto, nel mondo, viene acquistato 1 milione di bottiglie di plastica e solo una piccolissima parte viene riciclata.

Marine litter, il problema delle plastiche in mare e l’impegno di Arpae

Il marine litter è un problema complesso e multidimensionale con importanti implicazioni per l’ambiente marino e per le attività dell’uomo in tutto il mondo. Ne consegue che valutazioni e azioni urgenti sono richieste sia a livello regionale che globale.

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Plastica, in Lombardia in aumento la raccolta differenziata

In quasi vent’anni la raccolta differenziata in Lombardia è raddoppiata. Il trend riguarda anche la raccolta della plastica, salita in percentuale, rispetto alla RD totale, dal 3,8% del 1998 a oltre il 7 % nel 2017. Buon esempio di economia circolare, ma il consumo resta troppo elevato.

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio regionale rifiuti, in quasi vent’anni la percentuale di raccolta differenziata in Lombardia è raddoppiata, passando dal 31,2% registrato nel 1998 sulla produzione totale di rifiuti urbani al 61,1% nel 2017 (dati non definitivi e in ancora elaborazione). Il trend riguarda anche la raccolta della plastica, la cui percentuale, rispetto alla RD totale, è salita dal 3,8% nel 1998 a oltre il 7 % nel 2017.

Ad una prima analisi, il dato è da considerarsi positivo perché dimostra che, con la presenza di un adeguato sistema impiantistico regionale e con l’impegno e l’organizzazione da parte delle Amministrazioni comunali dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e della raccolta differenziata, i cittadini lombardi nel tempo hanno adottato comportamenti sempre più sensibili all’ambiente.

Da un altro punto di vista, invece, è evidente quanto la quantità di plastica in circolazione – non solo in Lombardia – non stia affatto calando, nonostante da tempo le normative comunitarie e nazionali e le politiche e azioni anche a livello locale siano sempre più improntate alla gestione dei rifiuti nell’ottica della cosiddetta “economia circolare”, che basa i suoi principi sulla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti, sul riutilizzo di beni e prodotti prima che diventino rifiuti e sulla massimizzazione del riciclaggio e recupero, tentando di orientare così produttori e consumatori verso soluzioni, prodotti, utilizzi e comportamenti alternativi.

Per citarne solo alcuni, i più recenti provvedimenti – a partire dall’obbligo di sostituire i classici sacchetti per la vendita di alimenti freschi con sacchetti in materiale compostabile, fino all’ultima proposta di direttiva UE sulla riduzione di impatto ambientale da prodotti di plastica usa e getta – confermano che l’attenzione del legislatore sul problema è alta: la plastica sta invadendo i mari, i corsi d’acqua e i LAGHI e non c’è più tempo da perdere!

La raccolta differenziata riveste comunque un ruolo rilevante: la plastica e, in generale, i rifiuti riciclabili rappresentano una risorsa importante sia sotto l’aspetto puramente economico, sia soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e, di conseguenza, della salute umana. Ciò che viene inviato agli impianti di trattamento e recupero ritorna nel ciclo produttivo e, a volte sotto forme diverse, in commercio, favorendo modalità virtuose di economia circolare.

La quasi totalità della plastica raccolta in Lombardia viene inviata ad impianti ubicati in regione e in particolare più della metà a quattro principali impianti, mentre il restante quantitativo è destinato ad oltre un centinaio di altri impianti.
La gestione e il trattamento dei rifiuti sono un vero e proprio comparto produttivo e quindi rispondono anche a logiche di tipo industriale, soprattutto nella filiera del recupero: ecco quindi che si spiega la presenza di numerosi impianti di piccole dimensioni adibiti al semplice stoccaggio, a servizio ad esempio delle zone di montagna, dove sarebbe ecologicamente ed economicamente poco sostenibile il trasporto diretto agli impianti di trattamento.

Un altro passaggio fondamentale nel trattamento della plastica è quello della selezione, data la nota eterogeneità di questo materiale, caratteristica che da un lato lo ha reso estremamente diffuso, ma al tempo stesso è uno dei problemi maggiori quando deve essere recuperato. Per questo esistono impianti e processi specializzati proprio alla separazione dei vari polimeri e addirittura anche tra i vari colori, per inviare infine la parte nobile agli impianti (o alle linee) di riciclaggio vero e proprio, dove “torna a nuova vita” sotto varie forme, mentre i rimanenti quantitativi vanno a recupero energetico o, se non ulteriormente recuperabili, in discarica.

Resta comunque ancora molta strada da fare.

Come noto, dal primo gennaio la Cina ha bloccato l’importazione di una serie di tipologie di materiali, tra cui la plastica, con conseguenze non solo a livello italiano, ma anche a livello europeo: questo fatto, nonostante fosse stato annunciato da tempo, ha trovato impreparato tutto il sistema e sta cominciando a causare criticità nella filiera della raccolta e gestione dei rifiuti.

La progettazione di beni e prodotti non può prescindere da un forte indirizzo verso l’utilizzo di materiali comunque intrinsecamente più sostenibili.
Le abitudini dei cittadini/consumatori devono intraprendere una nuova evoluzione, accompagnanti dalle istituzioni, orientandosi sempre più verso scelte proattive alla prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti e comportamenti attenti alla salvaguardia dell’ambiente.

Per approfondimenti:

*i dati 2017 non sono definitivi; la percentuale di RD è indicativa ed è stata calcolata ancora secondo i precedenti criteri per poter essere confrontata con i dati degli anni precedenti

A cura di Matteo Lombardi, Arpa Lombardia

VIDEO – Rifiuti spiaggiati e microplastiche: l’attività di Arpa Toscana

Il 75% dei rifiuti marini è costituito da materiale plastico. Arpa Toscana è coinvolta nel monitoraggio di questi rifiuti ai sensi della Direttiva sulla strategia marina. In primavera e in autunno li campiona su 5 spiagge della costa Toscana. L’Agenzia monitora anche la presenza di microplastiche nelle acque del mare. In un video un panorama delle attività svolte.

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Plastica monouso: nuove norme UE per ridurre i rifiuti marini

Plastica monouso: nuove norme UE per ridurre i rifiuti mariniDi fronte al costante aumento dei rifiuti di plastica negli oceani e nei mari e ai danni che ne conseguono, la Commissione europea propone nuove norme di portata unionale per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.

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