Trasporto e stoccaggio dei rifiuti agricoli in Trentino

Nel 2015 la Provincia autonoma di Trento ha aggiornato l’Accordo di Programma stipulato negli anni precedenti con le associazioni di categoria (CIA, Coldiretti, Associazione contadini, Confagricoltura ecc…) al fine di razionalizzare e semplificare gli oneri amministrativi previsti dalla legge per il trasporto di rifiuti. Recentemente APPA Trento,  ha redatto e pubblicato sul proprio sito web un contributo, diretto a risolvere i principali quesiti riguardanti la gestione dei rifiuti prodotti in agricoltura, sintetizzando in particolare gli oneri che la normativa ambientale impone agli imprenditori agricoli per il trasporto e lo stoccaggio dei rifiuti.

Consulta: pagina web dedicata al contributo di APPA Trento

 

Incendio a San Vitaliano, l’intervento dell’Arpa Campania

A inizio luglio Arpa Campania ha seguito gli effetti dell’incendio a un sito di trattamento di rifiuti a San Vitaliano (Napoli). Collocati due laboratori mobili, campagna di prelievi di top soil. Continua a leggere Incendio a San Vitaliano, l’intervento dell’Arpa Campania

L’abbandono di rifiuti nel territorio della provincia di Caltanissetta

La pratica dell’abbandono dei rifiuti nel territorio della provincia di Caltanissetta è particolarmente diffusa. Il personale della Struttura territoriale Arpa Sicilia di Caltanissetta, nel corso dello svolgimento di attività di controllo e monitoraggio ambientali, rinviene spesso rifiuti abbandonati ai margini delle strade statali, provinciali e comunali.

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Prevenire gli incendi in impianti di trattamento rifiuti è possibile?

Negli ultimi 3 anni in Piemonte si sono verificati circa 30 incendi in impianti di trattamento di rifiuti su un totale nazionale di 270 concentrati per il 47,5% al nord: questi i dati emersi dal seminario Incendi in impianti di trattamento rifiuti. Legalità e pianificazione per la prevenzione che si è svolto a Torino lo scorso 27 giugno, organizzato da Regione Piemonte e Arpa Piemonte in collaborazione con l’Ordine degli ingegneri della provincia di Torino.

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Medsealitter, macro-plastiche nel Mediterraneo

Dieci partner europei, tra i quali Ispra, per un progetto sui grandi rifiuti flottanti abbandonati nei nostri mari: obiettivo è definire un protocollo operativo unico per tutto il Mediterraneo.

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Rifiuti, è chiuso il cerchio in Campania? Dibattito a Benevento

Interventi del vicepresidente della Regione Bonavitacola, del sindaco Mastella e del commissario Arpac Sorvino. Cresce la differenziata, anche a Napoli, ma occorrono nuovi impianti, in particolare per la frazione organica. Continua a leggere Rifiuti, è chiuso il cerchio in Campania? Dibattito a Benevento

EVENTO – Incendi in impianti di trattamento rifiuti

Regione Piemonte, Arpa Piemonte in collaborazione con l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Torino organizzano il seminario Incendi in impianti di trattamento rifiuti. Legalità e pianificazione per la prevenzione. L’incontro si terrà il prossimo 27 giugno a Torino presso il Museo A come Ambiente in corso Umbria 90 dalle ore 9.00 alle 17.00.

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Aree degradate: i sopralluoghi di Arpacal

L’omicidio di Soumaila Sacko nelle campagne della piana di Gioia Tauro ha riportato all’attenzione dei media nazionali le condizioni di degrado in cui si trovano a vivere le migliaia di immigrati che si trovano nel campo d’accoglienza di San Ferdinando.

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Marine litter, il problema delle plastiche in mare e l’impegno di Arpae

Il marine litter è un problema complesso e multidimensionale con importanti implicazioni per l’ambiente marino e per le attività dell’uomo in tutto il mondo. Ne consegue che valutazioni e azioni urgenti sono richieste sia a livello regionale che globale.

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Plastica, in Lombardia in aumento la raccolta differenziata

In quasi vent’anni la raccolta differenziata in Lombardia è raddoppiata. Il trend riguarda anche la raccolta della plastica, salita in percentuale, rispetto alla RD totale, dal 3,8% del 1998 a oltre il 7 % nel 2017. Buon esempio di economia circolare, ma il consumo resta troppo elevato.

Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio regionale rifiuti, in quasi vent’anni la percentuale di raccolta differenziata in Lombardia è raddoppiata, passando dal 31,2% registrato nel 1998 sulla produzione totale di rifiuti urbani al 61,1% nel 2017 (dati non definitivi e in ancora elaborazione). Il trend riguarda anche la raccolta della plastica, la cui percentuale, rispetto alla RD totale, è salita dal 3,8% nel 1998 a oltre il 7 % nel 2017.

Ad una prima analisi, il dato è da considerarsi positivo perché dimostra che, con la presenza di un adeguato sistema impiantistico regionale e con l’impegno e l’organizzazione da parte delle Amministrazioni comunali dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e della raccolta differenziata, i cittadini lombardi nel tempo hanno adottato comportamenti sempre più sensibili all’ambiente.

Da un altro punto di vista, invece, è evidente quanto la quantità di plastica in circolazione – non solo in Lombardia – non stia affatto calando, nonostante da tempo le normative comunitarie e nazionali e le politiche e azioni anche a livello locale siano sempre più improntate alla gestione dei rifiuti nell’ottica della cosiddetta “economia circolare”, che basa i suoi principi sulla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti, sul riutilizzo di beni e prodotti prima che diventino rifiuti e sulla massimizzazione del riciclaggio e recupero, tentando di orientare così produttori e consumatori verso soluzioni, prodotti, utilizzi e comportamenti alternativi.

Per citarne solo alcuni, i più recenti provvedimenti – a partire dall’obbligo di sostituire i classici sacchetti per la vendita di alimenti freschi con sacchetti in materiale compostabile, fino all’ultima proposta di direttiva UE sulla riduzione di impatto ambientale da prodotti di plastica usa e getta – confermano che l’attenzione del legislatore sul problema è alta: la plastica sta invadendo i mari, i corsi d’acqua e i LAGHI e non c’è più tempo da perdere!

La raccolta differenziata riveste comunque un ruolo rilevante: la plastica e, in generale, i rifiuti riciclabili rappresentano una risorsa importante sia sotto l’aspetto puramente economico, sia soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e, di conseguenza, della salute umana. Ciò che viene inviato agli impianti di trattamento e recupero ritorna nel ciclo produttivo e, a volte sotto forme diverse, in commercio, favorendo modalità virtuose di economia circolare.

La quasi totalità della plastica raccolta in Lombardia viene inviata ad impianti ubicati in regione e in particolare più della metà a quattro principali impianti, mentre il restante quantitativo è destinato ad oltre un centinaio di altri impianti.
La gestione e il trattamento dei rifiuti sono un vero e proprio comparto produttivo e quindi rispondono anche a logiche di tipo industriale, soprattutto nella filiera del recupero: ecco quindi che si spiega la presenza di numerosi impianti di piccole dimensioni adibiti al semplice stoccaggio, a servizio ad esempio delle zone di montagna, dove sarebbe ecologicamente ed economicamente poco sostenibile il trasporto diretto agli impianti di trattamento.

Un altro passaggio fondamentale nel trattamento della plastica è quello della selezione, data la nota eterogeneità di questo materiale, caratteristica che da un lato lo ha reso estremamente diffuso, ma al tempo stesso è uno dei problemi maggiori quando deve essere recuperato. Per questo esistono impianti e processi specializzati proprio alla separazione dei vari polimeri e addirittura anche tra i vari colori, per inviare infine la parte nobile agli impianti (o alle linee) di riciclaggio vero e proprio, dove “torna a nuova vita” sotto varie forme, mentre i rimanenti quantitativi vanno a recupero energetico o, se non ulteriormente recuperabili, in discarica.

Resta comunque ancora molta strada da fare.

Come noto, dal primo gennaio la Cina ha bloccato l’importazione di una serie di tipologie di materiali, tra cui la plastica, con conseguenze non solo a livello italiano, ma anche a livello europeo: questo fatto, nonostante fosse stato annunciato da tempo, ha trovato impreparato tutto il sistema e sta cominciando a causare criticità nella filiera della raccolta e gestione dei rifiuti.

La progettazione di beni e prodotti non può prescindere da un forte indirizzo verso l’utilizzo di materiali comunque intrinsecamente più sostenibili.
Le abitudini dei cittadini/consumatori devono intraprendere una nuova evoluzione, accompagnanti dalle istituzioni, orientandosi sempre più verso scelte proattive alla prevenzione e riduzione della produzione di rifiuti e comportamenti attenti alla salvaguardia dell’ambiente.

Per approfondimenti:

*i dati 2017 non sono definitivi; la percentuale di RD è indicativa ed è stata calcolata ancora secondo i precedenti criteri per poter essere confrontata con i dati degli anni precedenti

A cura di Matteo Lombardi, Arpa Lombardia

VIDEO – Rifiuti spiaggiati e microplastiche: l’attività di Arpa Toscana

Il 75% dei rifiuti marini è costituito da materiale plastico. Arpa Toscana è coinvolta nel monitoraggio di questi rifiuti ai sensi della Direttiva sulla strategia marina. In primavera e in autunno li campiona su 5 spiagge della costa Toscana. L’Agenzia monitora anche la presenza di microplastiche nelle acque del mare. In un video un panorama delle attività svolte.

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Plastiche e microplastiche in mare: la situazione nelle acque del litorale veneto

I tecnici Arpav censiscono i rifiuti spiaggiati e studiano la distribuzione e composizione delle microplastiche rinvenute in mare. Tra questi rifiuti, le reti da pesca costituiscono una importante tipologia per le criticità tecnico-gestionali e per i numeri significativi

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Emergenza incendi, le presentazioni del corso AssoArpa

Disponibili le presentazioni illustrate durante le due giornate formative organizzate da AssoArpa su come si affrontano le emergenze incendi, tenutesi a Milano il 22-23 maggio 2018. L’iniziativa ha fatto seguito ai precedenti appuntamenti e attività svolte da AssoArpa e dal Snpa in questo campo.

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Turismo di massa e rifiuti: problemi e progetti in Toscana

La Toscana nel 2017 ha registrato oltre 90 milioni di presenze turistiche, che hanno prodotto una pressione ambientale notevole. Basti pensare che nei 4 kmq del centro di Firenze in un anno sono state prodotte e raccolte 45.000 tonnellate di rifiuti. Anche per questo, con il progetto Urban Waste, la Regione ha voluto affrontare la questione dell’impatto dei rifiuti nelle città turistiche.

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Dalle regioni – Rifiuti: terra dei fuochi e garanzia delle produzioni agroalimentari

i comuni della terra dei fuochiDalle indagini nella “Terra dei fuochi” è nato un modello scientifico finalizzato a valutare la qualità dei terreni ai fini della destinazione alla coltivazione: un’esperienza di riferimento a livello nazionale.

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