Turismo di massa e rifiuti: problemi e progetti in Toscana

La Toscana nel 2017 ha registrato oltre 90 milioni di presenze turistiche, che hanno prodotto una pressione ambientale notevole. Basti pensare che nei 4 kmq del centro di Firenze in un anno sono state prodotte e raccolte 45.000 tonnellate di rifiuti. Anche per questo, con il progetto Urban Waste, la Regione ha voluto affrontare la questione dell’impatto dei rifiuti nelle città turistiche.

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Ecolabel EU per i servizi di ricettività turistica in Calabria

Arpacal garantisce le informazioni sull’Ecolabel EU per i servizi di ricettività turistica attraverso la pagina Ecolabel del proprio sito e con la presenza al tavolo tecnico permanente della Regione Calabria per la programmazione di attività e lo sviluppo di progetti in materia di certificazioni ambientali.

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Arpa FVG promuove il turismo sostenibile

Il settore del turismo è una delle attività economiche che possiedono il maggiore potenziale per generare crescita e posti di lavoro e per questo riveste un ruolo cruciale nell’economia dell’Unione Europea. Il turismo genera indirettamente oltre il 10% del PIL dell’UE e fornisce circa il 12% di tutti i posti di lavoro [1]. Negli ultimi dieci anni, la crescita dell’occupazione nel settore del turismo è stata quasi sempre superiore a quella del resto dell’economia [2].

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Il turismo sostenibile: cosa fa Arpae Emilia-Romagna?

Vista la forte vocazione turistica dell’Emilia-Romagna, che nel 2017 vanta quasi 57 milioni di presenze (+6,3% rispetto al 2016), è senza dubbio necessario un forte e costante impegno dell’Agenzia nella tutela ambientale di ecosistemi sottoposti a flussi turistici così importanti.

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Micron – L’impronta della società globetrotter

Maldive, Polinesia, Hawaii. O ancora India, Cuba, Tailandia. Su fino a Capo Nord o giù fino in Patagonia. L’importante è viaggiare. Sembra essere questo il nuovo imperativo, in un’era in cui tutti si sentono viaggiatori, mai turisti. Ma quanto costa all’ambiente tutto questo girovagare per il mondo? A calcolare l’impronta ecologica del turismo globale ci ha pensato un gruppo di ricercatori dell’Università di Sidney. Vai all’articolo su Micron >

Che tipo di turista sei? Un video dedicato ad aspetti e situazioni del nostro viaggiare

Il turista che viaggia “in punta di piedi” e il turista che “brucia le tappe” sono i due protagonisti del cartoon Viaggiatori! e Viaggiatori? basato su uno story board predisposto da ARPA Veneto nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione dedicata al turismo sostenibile.

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L’Ecolabel UE per il servizio di ricettività turistica in Sicilia, l’analisi di Arpa sui vantaggi ottenuti dall’adesione al marchio

Il settore turistico continua a essere di considerevole interesse per l’economia del nostro Paese. I dati provenienti dal Rapporto sul turismo 2017 mostrano infatti come l’Italia, piazzandosi al quinto posto per capacità attrattiva, sia una delle mete più desiderate da parte di tanti stranieri.

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Il turismo sostenibile in Valle d’Aosta, promosso da Arpa e dall’Europa

Arpa Valle d’Aosta con il Centro di ricerca sugli ecosistemi di altitudine di Chamonix e il Comune di Torgnon attraverso il progetto Tourscience hanno lanciato prodotti turistici sostenibili che sono diventati parte integrante dell’offerta turistica di Torgnon.

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Concluso l’evento “Una vacanza a misura d’ambiente in Friuli Venezia Giulia”

Il 20 marzo si è tenuto a Gorizia l’evento “Una vacanza a misura d’ambiente in FVG”, organizzato da Arpa FVG in collaborazione con PromoturismoFVG e Fondazione Carigo. Continua >

EVENTI – Una vacanza a misura d’ambiente in Friuli Venezia Giulia

Una vacanza sostenibile non è più un’esperienza estrema del turista avventuroso ma è un modo di vivere, un atteggiamento del viaggiatore.  La strategia regionale dell’offerta turistica, gli strumenti disponibili agli operatori del settore per orientarsi verso la sostenibilità, la dimostrazione dell’efficacia nel miglioramento degli impatti ambientali, economici e culturali, sono alcuni degli aspetti che verranno presentati e discussi a Gorizia, il 20 marzo prossimo, in occasione dell’evento organizzato da Arpa FVG, in collaborazione con PromoTurismoFVG e Fondazione Garigo.

Programma dell’evento

Estate, tempo di vacanze e di viaggi, ma è necessario portare con sé anche il rispetto per l’ambiente

L’Onu ha dichiarato il 2017 l’Anno Internazionale del turismo sostenibile, puntando l’attenzione non solo sull’impatto che la presenza di turisti comporta sull’ambiente, come aveva già fatto nel 2002, ma anche sull’importanza del turismo sostenibile come veicolo per “diffondere consapevolezza del grande patrimonio delle varie civiltà” e apprezzare “i valori intrinsechi delle diverse culture, contribuendo così al rafforzamento della pace nel mondo”.

L’Organizzazione mondiale del turismo, Unwto, che per l’occasione ha creato un sito di informazione, ha iniziato a parlare di turismo sostenibile nel 1988: “Le attività turistiche sono sostenibili quando si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Si indica, quindi, con questo termine un modo di viaggiare rispettoso del pianeta, che non altera l’ambiente – naturale, sociale e artistico – e non ostacola lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche. Si tratta in pratica di un turismo non distruttivo, con un impatto ambientale basso e che punta a favorire le economie più in difficoltà.

La definizione si oppone a quella di turismo di massa, che non tiene conto delle specificità dei territori, è invasivo e spesso non favorisce lo sviluppo economico, sociale e ambientale a livello locale.

Nel 2016, il giro economico legato al turismo ha sfiorato, a livello internazionale, 1.260 miliardi di dollari e con un numero di viaggiatori che ha quasi raggiunto il miliardo e 200 mila persone, questo, secondo le stime riportate dall’Unwto, ha un impatto sicuramente positivo sull’economia ma non lo stesso per l’ambiente.

Come si traduce, dunque, la filosofia che sottende al turismo sostenibile in comportamenti concreti?  Tanti sono i suggerimenti che si possono seguire, elenchiamone alcuni, a titolo di esempio:

  • non scegliere alberghi ad elevato impatto ambientale
  • preferire alberghi, b&b, agriturismi, ostelli, case vacanza, residence, villaggi turistici con certificazioni ambientali che attestino l’adozione di misure di trattamento dei rifiuti, riciclo raccolta differenziata dei materiali e dispongano di sistemi ad alta efficienza energetica, come fonti di energia rinnovabili, e, se possibile, anche realizzate con criteri di bioedilizia
  • optare per ristoranti con menù bio e/o con prodotti a km zero
  • non acquistare specie a rischio d’estinzione
  • evitare l’aereo se non strettamente indispensabile
  • preferire se possibile il treno e la nave all’aereo
  • sostituire l’auto con la bicicletta o con i mezzi pubblici
  • sperimentare viaggi a piedi o in bici
  • non disturbare gli animali
  • non accendere il fuoco se c’è pericolo di incendi e assicurarsi di spegnerlo attentamente con terra o acqua prima di andare via
  • contribuire alla protezione delle specie marine acquistando con attenzione il pesce, escludendo le specie in via di estinzione
  • non dimenticare, in vacanza, di differenziare i rifiuti
  • non lasciare rifiuti per le strade, nei boschi, sulle spiagge, portare via con sé tutto ciò che non si consuma
  • evitare l’acqua minerale in bottiglie di plastica, se possibile, portare una borraccia e riempirla alle fontanelle
  • evitare, in ogni caso, di utilizzare prodotti usa e getta.

Nel 2015, gli italiani che hanno dichiarato di fare turismo sostenibile sono il 16%, come riporta il sesto rapporto “Italiani, turismo sostenibile ed ecoturismo”, a cura di Ipr Marketing e Fondazione Univerde, mettendo in evidenza come il 44% del campione affermi di essere disposto a pagare di più (tra il 10 e il 20%) la vacanza pur di avere accesso a servizi sostenibili, mentre 41% del campione dichiara di informarsi sulla sostenibilità delle strutture ospitanti.

Non tutto è lasciato alla sensibilità del singolo, anche le Amministrazioni locali cominciano a porsi il tema degli impatti del turismo sui propri territori.

A livello nazionale, esistono alcuni progetti pilota sostenuti anche dal Ministero dell’Ambiente; di recente, a metà maggio 2017, è stata presentata la Carta di Cervia-Milano Marittima che si ispira, nella sue motivazioni di fondo, alla carta di Cortina, anch’essa voluta e sostenuta dal Ministero dell’Ambiente.

Lo scopo è quello di rinnovare il modello di sviluppo, coniugando buona offerta turistica con qualità ambientale, valori identitari e culturali del territorio. In quest’ottica una particolare attenzione viene rivolta alle energie rinnovabili, all’efficientamento energetico degli immobili, agli adattamenti ai cambiamenti climatici, alla raccolta differenziata, alla mobilità dolce e sostenibile, alla lotta agli sprechi e al degrado urbano.

Sempre nell’ottica di un turismo sostenibile, a Lido di Camaiore, a gennaio 2017, si è tenuto il convegno “Turismo Rifiuti Zero. Buone pratiche per il territorio”, organizzato dal Comune di Camaiore con l’obiettivo di fare conoscere e realizzare buone pratiche per la differenziazione e la diminuzione della produzione dei rifiuti nei luoghi turistici promuovendo eco ristoranti, hotel e spiagge a rifiuti zero.